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Esposizione Donnine 2010



Esposizione Donnine, piccoli costumi.

Negli anni successivi al 1950 , con il Piano di Rinascita della Sardegna e la creazione dell’I.S.O.L.A., la produzione di oggetti che si ispiravano all’arte popolare isolana, o che tendevano a tentarne una prosecuzione, subì un significativo incremento, in un momento di grandi entusiasmi.

Allora, anche il successo turistico riportato dalle sfilate in costume, si accentuò la richiesta di “pupazzi in costume sardo”, che gia alcuni decenni prima aveva avuto significativi precedenti , fra i quali, soltanto per citare gli esempi più noti , si possono ricordare quelli di Eugenio Tavolara ed Edina Altara.

Così la realizzazione di impegnative “Cavalcate Sarde” o di semplici pupazzi in costume dagli anni 50 attrasse diversi artisti, che operarono con i più diversi materiali , ciascuno secondo la propria ispirazione.
Parallelamente, quasi a margine , si registra un’opera femminile “primitiva” o certosina che, richiamandosi anche alle bambole regionali Lenci, portò a creare numerosissime bambole sarde "vestite con abiti veri", quasi ovvia e “naturale” nei paesi ove la manifattura degli abiti tradizionali non si era mai interrotta si cucivano anche “costumi“ destinati ai bimbi.

A Sassari riportarono particolare successo le “donnine” create da Bianca e Laura Ruiu, spesso commissionate come doni prestigiosi a personaggi di spicco e capi di stato da parte dei politici dell’epoca e molto apprezzate ed ambite per la raffinata, meticolosa e fedele esecuzione.

Quelle rare “DONNINE” superstiti si presentano oggi ai nostri occhi come una diversa interpretazione, alternativa allo schematismo dei notissimi pupazzi di Eugenio Tavolara, e richiamano, nella loro preziosa fattura, le “statuine vestite” dei presepi napoletani del 1700.

Questa piccola esposizione vuole ricordare e far conoscere questo amorevole, appassionato e poetico lavoro.

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