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Sartiglia 2019: il 2 febbraio la cerimonia della Candelora

 

candelora oristano

I presidenti dei Gremi dei Contadini e dei Falegnami consegneranno i ceri benedetti ai Componidoris Davide Musu e Claudio Tuveri che guideranno la Sartiglia 2019.

Il 2 febbraio la Chiesa cattolica celebra la "festa della Candelora", in questo giorno si benedicono le candele, simbolo del Cristo quale "luce per illuminare le genti". La festa assume una valenza particolare a Oristano, in Sardegna, poiché durante la Candelora si svolge il primo atto ufficiale della Sartiglia.

Al mattino presto i rappresentanti dei gremi si recano a messa nella propria chiesa, quella di San Giovanni dei Fiori per il gremio dei contadini e la Cattedrale per il gremio dei falegnami. Durante la funzione religiosa vengono benedette, come da tradizione, delle candele. Alcune di esse verranno consegnate ai confratelli malati, alle vedove e ai vedovi dei soci defunti e a tutte le persone particolarmente vicine all’associazione, ai quali si fa visita dopo la funzione, ma un cero benedetto  viene riservato a su Componidori.

Una gran folla segue il corteo al quale partecipano i soci del gremio, accompagnati da tamburini e trombettieri, che si dirige verso la casa del cavaliere designato. Lì il presidente del gremio, accompagnato dalle massime cariche del gremio stesso, consegna un grande cero al cavaliere scelto come Componidori. La consegna avviene a cura de s’Oberaiu Majore per il gremio dei contadini - il cero è adornato di fiocchi rossi e si recita la preghiera al Santo protettore della corporazione “Santu Giuanni t’aggiudidi” -  e a cura del Majorale en Cabo per il gremio dei falegnami, che consegna con un cero stavolta decorato con nastri rosa e celesti, accompagnato dall’invocazione “Santu Giuseppi t’assistada". Un cero benedetto viene consegnato anche agli aiutanti di campo della giostra, i compagni di pariglia de is Componidoris.

E così che s’Oberaiu Majore del gremio dei contadini e al Majorale en Cabo del  gremio dei falegnami nominano ufficialmente il proprio Componidori, una volta era infatti questo il momento nel quale venivano annunciati alla città i cavalieri scelti come Componidoris, adesso per questioni organizzative i nomi si sanno già da parecchio tempo prima, ma la Candelora oristanese non ha perso il suo fascino. Accompagnata dagli immancabili dolci di mandorla e dai brindisi alla vernaccia, essa rimane una delle feste cittadine più sentite.

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