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Autunno in Barbagia a Olzai

Foto Cortes Olzai 2011

Autunno in Barbagia a Olzai

Anche se quest’anno Autunno in Barbagia non ci sarà vi invitiamo a visitare Olzai in tutti i mesi dell'anno.

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Autunno in Barbagia ad Olzai: Il paese di Olzai nasce su una valle circondata da monti e alte colline che lo proteggono dai venti e che in antichità rappresentavano punti di osservazione privilegiata e rifugio sicuro per le antiche popolazioni. Le fonti letterarie testimoniano la presenza di sepolture preistoriche nei rilievi in località Lugulu (o Lochìlo), Sedile e S’Ena de sa Vacca. In quest’ultima è ancora possibile visitare l’importante tomba dei giganti datata tra il Bronzo Medio e Recente, considerata per lungo tempo un dolmen a causa del grande lastrone di copertura (circa 4 metri).

La presenza dell’antica civiltà sarda nel territorio è testimoniata dai resti di ben 17 nuraghi censiti all’inizio del Novecento. Ceramiche, mattoni e tegole d’epoca romana sono stati rinvenuti in località S’Angelu in cui, secondo i racconti popolari, sorgeva un villaggio.

Risale forse al periodo bizantino l’ormai scomparso castello di Gulana, edificato sul monte omonimo, di cui oggi rimane testimonianza nelle fonti e nelle leggende locali che narrano di un tesoro nascosto tra le gallerie sotterranee.

L’affascinante centro storico ha mantenuto l’impianto tipico dei centri barbaricini con case su più piani costruite con blocchi di granito. Tra queste spicca il bel palazzo settecentesco, casa museo dell’artista Carmelo Floris. Nei locali sono esposte diverse opere del famoso pittore e incisore. Al primo piano si trovano le stanze in cui viveva la famiglia arredate con mobilio d’epoca e al secondo è ancora possibile visitare lo studio del maestro.

Nelle vicinanze del paese, immerso nella natura, merita una visita l’ultimo mulino ad acqua realizzato nell’Ottocento: su mulinu vetzu, ristrutturato e funzionante, messo a disposizione dal comune per la macinazione del grano.

Ecco il programma completo di Autunno in Barbagia a Olzai

Il paese di Olzai si affaccia su una valle circondata da monti e alte colline: aspettiamo il 2021 per visitarlo con Autunno in Barbagia, ma nel frattempo vi raccontiamo alcune delle sue attrattive da non perdere:

  • Attraverso sentieri, carrarecce e vecchie mulattiere si possono raggiungere le cime dei rilievi circostanti da cui godere di suggestivi panorami che spaziano dai monti del Gennargentu alla valle del fiume Tirso.
  • Le piene invernali fornivano la forza motrice per i mulini che, ancora nel Novecento, erano utilizzati per la macinazione del grano. Appena fuori dal paese si può visitare l’ultimo mulino ad acqua ancora funzionante chiamato Su mulinu bezzu: costruito nell’Ottocento in conci di granito, rappresenta un bell’esempio di architettura pre-industriale e documenta l’importante attività della lavorazione del grano nella storia di Olzai. In un contesto paesaggistico e naturalistico eccezionale si ha la possibilità di assistere alla molitura del grano e dell’orzo prodotto nelle campagne della zona.
  • Nel 1921 il rio Bisine venne incanalato in una monumentale opera chiamata l’Arginamento, prima grande infrastruttura primaria in un paese del centro Sardegna.
  • L'opera è così imponente da caratterizzare l'impianto architettonico e paesaggistico, dividendo simbolicamente in due il paese.
  • Il “paese dei laureati”, così venne definito Olzai ai primi del Novecento per la vocazione culturale dei suoi abitanti. Furono proprio i suoi cittadini illustri (tra cui il medico Pietro Meloni Satta, 1840-1922), a contribuire alla conoscenza del centro e dei suoi numerosi patrimoni culturali.
  • La Casa-Museo dell’artista Carmelo Floris ospita diverse opere del famoso pittore e incisore. Al primo piano si trovano le stanze in cui viveva la famiglia arredate con mobilio d’epoca e al secondo è ancora possibile visitare lo studio del maestro.
  • L’edificio più antico è la chiesa di Santa Barbara, eretta nel XIV secolo. Al suo interno è custodito il celebre “Retablo della Pestilenza”, opera del pittore denominato Maestro d’Olzai che lo dipinse nel XV secolo probabilmente come ex-voto a seguito dell’epidemia di peste del 1477.

Foto Cortes Olzai 2011

A cura di Aspen Nuoro

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