Come se niente fosse successo. In questo libro, tra avventure estreme ed episodi venati di drammaticità e di umorismo insieme, Lino racconta la sua esperienza di “diversamente disabile”.

lino cianciotto guida in gamba

Lino Cianciotto, una guida in gamba!

3 febbraio 2013. Durante un’escursione sulle alture di Buggerru, un masso di quasi una tonnellata si stacca dalla roccia e precipita rovinosamente sulla gamba destra di Lino Cianciotto. Amputazione e protesi.

In poco tempo, da atleta dalla volontà inossidabile qual è, Lino riprende la sua attività di guida ambientale e le sue passioni: speleologia, trekking, arrampicata, kayak, snorkeling, mountain bike, maratone no stop di 24 ore o di otto giorni lungo le coste della Sardegna, tra le asperità del Sud Ovest, le cime del Gennargentu, il Selvaggio Blu nel Supramonte, le inarrivabili (per gli altri) montagne della Val d’Aosta.

Come se niente fosse successo.

In questo libro, tra avventure estreme ed episodi venati di drammaticità e di umorismo insieme, Lino racconta la sua esperienza di “diversamente disabile”.

Ne emerge il ritratto a tutto tondo non tanto dell’atleta quanto soprattutto di un uomo profondamente consapevole di sé, dei suoi limiti e delle sue possibilità. Con un messaggio di ottimismo e di speranza nei confronti dell’integrazione e dell’inclusione.

Ho solo una gamba in meno. La disabilità è qualcosa che arriva dal nostro interno: se noi ci sentiamo disabili anche gli altri ci vedono tali”. “Raramente - racconta - parcheggio l’auto nello stallo dei disabili, penso che possa arrivare qualcuno che ne ha più bisogno di me. Una volta che l’ho fatto, un vigile mi ha chiesto… se avessi il tesserino. Non si era accorto della protesi, nonostante avessi i bermuda. Questa, per me, è una vittoria”.

Lino Cianciotto: è guida ambientale, fotografo, esperto di sviluppo locale integrato, di turismo eco-sostenibile e formazione. Profondo conoscitore del territorio sardo, ha fondato “Naturalmente Sardegna” con la quale organizza esperienze escursionistiche per gruppi provenienti da ogni parte del mondo. Con l’arto artificiale ha percorso in bici centinaia di chilometri nei luoghi più suggestivi della Sardegna, ha realizzato imprese come la Rotta dei Tonni (in kayak da Stintino a Portoscuso), le Experience a piedi no stop nella Costa delle Miniere, nel Gennargentu e nel Selvaggio Blu, oltre le salite del Big Ben e del Muru Mannu. Con un team di disabili ha partecipato in Val d’Aosta al Tot Dret e al Tor in Gamba, staffetta di 342 chilometri sulle stesse vie del Tor des Geants, uno dei trail più duri del mondo e al Vertical di Punta Martin in Liguria, la prima edizione in Italia esclusiva per amputati, una gara in salita con pendenze fino al 50 per cento. Per le edizioni Enrico Spanu ha pubblicato le Guide “Sardegna sud-ovest”, “La Costa delle miniere”, “Iglesiente Selvaggio”, “Il Fluminese”