A causa della situazione pandemica ancora non risolta, non sarà possibile realizzare la tradizionale Corsa degli Scalzi 2021, il simulacro di San Salvatore sarà comunque portato al villaggio a bordo di un mezzo meccanico.

cabras corsa scalzi 2021

Corsa degli Scalzi 2021

Sabato 4 e Domenica 5 settembre San Salvatore e la Corsa degli Scalzi.

Con il rientro di Santu Srabodoreddu nella chiesa di Santa Maria a Cabras, si è conclusa stamattina l’edizione 2021 della festa di San Salvatore.

L’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Abis quest’anno, nel rispetto della normativa dettata dal Covid19, ha concesso lo spostamento al villaggio su un mezzo meccanico delle due statue, il simulacro tradizionalmente trasportato dagli uomini in corsa e la piccola statua del Santino della processione delle donne.

Sabato mattina alle 8.30, dopo la messa celebrata sul sagrato della Chiesa parrocchiale, alla presenza dei Curridoris scalzi e vestiti di bianco, il simulacro è stato caricato sul mezzo per essere trasferito al villaggio di San Salvatore. Ad accoglierlo in particolare sono stati i novenanti, che dallo scorso venerdì 27 agosto hanno partecipato in preghiera alle celebrazioni di preparazione alla festa del primo fine settimana di settembre.

Ieri, domenica 5 settembre, il simulacro ha fatto ritorno a Cabras. Eccezionalmente, per garantire il distanziamento dei partecipanti, la cerimonia dell’arrivo si è svolta nella piazza Stagno, alla presenza del Sindaco Andrea Abis e della Giunta.


Storia Corsa degli scalzi a Cabras

Il piccolo villaggio di San Salvatore prende vita nelle ultime settimane d'agosto diventando lo scenario dell'emozionante manifestazione conosciuta come "Corsa degli scalzi", da considerarsi di particolare rilievo per il contesto in cui si svolge e per il fervore con cui è vissuta.

A partire dalle ultime settimane d'agosto, un gruppo di donne vestite del tipico costume di Cabras e a piedi nudi, porta in processione il simulacro del Santo dalla chiesa Maggiore di Cabras al santuario di San Salvatore, laddove i riti religiosi si susseguono per nove giorni.

La corsa vera e propria ha inizio all'alba del sabato.
Procurato "s'abidu" (abito di confraternita) i giovani si danno convegno nel sagrato della chiesa Maggiore di Cabras, da lì il simulacro viene portato in processione fino alla periferia del paese. A questo punto "is curridoris" (si pronuncia "curridorisi" e significa corridori) legano "s'abidu" all'altezza della vita, coprono la lettiga che racchiude il simulacro del Santo e iniziano la corsa fino al villaggio di San Salvatore di Sinis. Una "muda" composta da due giovani corridori tiene la portantina col simulacro e nessuno dovrà tentare di superarla.

Ogni cento metri si danno il cambio e durante il percorso gridano "Viva Santu Srabadoi" (San Salvatore).

Arrivati al villaggio "is curridoris" vengono accolti da centinaia di fedeli e dai turisti.

Il medesimo rituale si svolge la domenica seguente con l'itinerario contrario fino a concludersi all'ingresso del paese dove li attende un'immensa folla che darà vita alla processione che si concluderà di fronte al sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta. "Is curridororis" si danno appuntamento "A attrus annus".

Il lunedì seguente le donne in processione riportano il simulacro nella chiesa Maggiore. Il rito della corsa degli scalzi vuole essere di buon auspicio per il raccolto, la pescosità nello stagno e la fertilità delle greggi.

http://www.comune.cabras.or.it