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Treninio verde: linea Mandas Isili Sorgono

Partiti da Mandas, si procede sulla linea di trasporto pubblico locale verso Isili.
Si lascia ad est la linea che porta ad Arbatax e in salita si raggiunge la prima stazione, Serri, vicino all'importante area archeologica di Santa Vittoria.
Questa prima parte del viaggio si svolge attraverso il paesaggio collinare del Sarcidano: ecco la stazione di Isili, spostata a sud del paese, che viene attraversato in tutta la sua lunghezza e che si lascia dopo aver lambito il bel Nuraghe Is Paras.


Ci si tuffa nella vallata del Rio Mannu, dove dal 1991 è stato creato il Lago artificiale di Is Barroccus, che ha isolato su uno sperone la chiesetta di San Sebastiano. Qui si trova anche la stazione di Sarcidano, importante perché da qui, fino al 1956, partiva anche la ferrovia per Ales e Villacidro, ora smantellata, ma percorribile, per lunghi tratti in bicicletta.
La vegetazione aumenta e si va salendo fra il verde della macchia mediterranea.


Si raggiunge ora la stazione di Nurallao, il cui paese appare più in basso.
Inizia ora un gran bel tratto, con la linea a mezza costa dominante sulla vallata, e con sullo sfondo il profilo piatto della Giara di Gesturi.
Si superano le fermate di Cignoni e di Su Lau e si arriva alla stazione di Laconi.
La ferrovia, con numerose risvolte, costeggia il bordo dirupato dell'altopiano e si arricchisce di importanti opere d'ingegneria (eccezionale il viadotto in curva di Gennesitzu).


Ecco le fermate di Funtanamela e, poco dopo quella di Ortuabis, utilizzata nel passato per la vicinanza con la miniera di Funtana Raminosa.
Si sta passando nella Barbagia di Belvì: dopo aver costeggiato l'imponente nuraghe Nolza, ecco che si arriva alla stazione di Meana Sardo, che appare ad ovest poco distante.
La vista si apre in un anfiteatro di monti, con bei panorami a ponente fino al mare di Oristano.


Attraversata la più lunga galleria della linea (S'Arcu di 999 m), si arriva ad una delle più apprezzate destinazioni del viaggio: la graziosa stazioncina in comune tra i paesi di Belvì e Aritzo, sotto il caratteristico profilo del Monte Texile.
Il treno prosegue la corsa nella vallata del Rio Uatzu (un affluente del Tirso); in fondo, avanti e in alto, appare il paese di Tonara, la cui stazione è la prossima che si incontra, in comune con Desulo, nascosto nell'altro versante della montagna.


Da qui la linea, con serpentini avvolgimenti e altre opere di ingegneria, come l'importante viadotto di Su Sammuccu, sale a valicare il contrafforte che porta nel Mandrolisai alla conca di Sorgono, il centro più importante della zona, nella cui stazione ha termine il viaggio.

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