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Viaggio nella Trexenta e nella Marmilla

Viaggio nella Trexenta e nella Marmilla


DESCRIZIONE
Questo è un itinerario di circa 100 km. Rappresenta un'area vasta e di grande interesse per la viticoltura; il territorio delle due aree presenta una morfologia collinare a diversa pendenza, ma compatibili con le esigenze della meccanizzazione. La natura dei suoli è anch'essa variabile, ma idonea per la vite, pur segnalando al momento attuale una scarsa disponibilità idrica. Può essere definita la zona classica di produzione del vino Nuragus, pur essendo presenti numerosi altri vitigni: Monica, Vermentino, Bovale Sardo, Pascale di Cagliari, Malvasia, Moscato, ecc. Anche in questo territorio si presenta la necessità di rinnovare il quadro varietale.


1 - Cagliari

Una visita a Cagliari non può prescindere dal Museo Archeologico Nazionale: il museo conserva le testimonianze archeologiche di tutte le civiltà ed i popoli che, dalla preistoria (6.000 a.C.) al medioevo (VII-VIII sec.), hanno abitato la Sardegna. I reperti che vi sono esposti provengono dagli scavi archeologici di tutta l'isola. Una grande suggestione esercita, indubbiamente, la copiosa collezione dei bronzetti di epoca nuragica.
Il museo conserva, inoltre, diversi oggetti ritrovati nella necropoli punica di Tuvixeddu. Alla fine del mese di giugno 2000, saranno inaugurati ed aperti al pubblico altri piani d'esposizione.


2 - Suelli

La Cattedrale di San Pietro, costruita nel 1270 in stile romanico pisano, rimase sede vescovile sino al 1418. Del primo impianto duecentesco restano alcune parti della facciata, rifatta nel 1869, e all'interno, parte del fianco destro. E' stata molto rimaneggiata dagli Aragonesi che aprirono degli archi per aggiungere delle capelle, nell'unica navata originaria. Anche l'abside che in origine era circolare, è stata sostituita da un coro quadrato con volta a crociera. Gli Aragonesi costruirono una bella torre campanaria quadrangolare, con finestre ogivali e cornice merlata alla sommità, ma nel 1637 venne deturpata con l'aggiunta della parte terminale per collocare una grande campana.

A fianco della Cattedrale c'è il Santuario di San Giorgio di Suelli, una piccola chiesa databile al XI o XII secolo con pianta a croce greca, che si dice costruita sul luogo di sepoltura del santo. Nella piazza davanti alla Cattedrale troviamo la chiesa del Carmine, in stile romanico, la cui facciata semplice quadrangolare presenta un portale ad arco acuto con decorazioni, ed è sormontata da un campanile a vela a doppia campana.


3 - Guasila

La chiesa Parrocchiale della Vergine Assunta fu costruita tra il 1842 e il 1852 su progetto di Gaetano Cima, in stile Palladiano. Il corpo centrale è una grande rotonda cupolata, sulla cui sommità c'è una lanterna che rende la chiesa molto luminosa.

In campagna troviamo la chiesetta della Madonna d'Itria edificata nel Duecento in stile romanico, la cui facciata presenta nella parte alta ciò che resta della costruzione originaria, una fila di archetti a tutto sesto e il campanile a vela.


4 - Villanovafranca

Villanovafranca è un piccolo paese situato nella Sardegna centro meridionale, al limite tra le province di Cagliari e Nuoro, ad un'altezza di circa 293 metri sul livello del mare, con una popolazione di circa 1.600 abitanti. La posizione geografica del territorio costituì, fin da tempi remoti, un baluardo naturale per il passaggio dalla Marmilla alla Trexenta.

Nella sommità di alcune sue colline possiamo notare la presenza dei resti di alcune fortezze nuragiche, tra le quali meritano attenzione "Tuppedili" e "Su Mulinu". Quest'ultimo è stato oggetto di studi e di una campagna di scavo, che hanno permesso l'acquisizione di importanti informazioni di rilevanza storica.


5 - Villanovaforru

Situato al centro del sistema collinare della Marmilla, che si affaccia e domina i campidani di Cagliari e Oristano, Villanovaforru è un paesino di circa 700 abitanti, distante una cinquantina di chilometri da Cagliari. Ha una altimetria di 324 metri s.l.m. ed una superficie comunale di 10,97 Kmq.

Sino a qualche decennio fa era quasi del tutto sconosciuto, un piccolo centro agricolo, che spesso non figurava nemmeno nelle carte geografiche. D'altra parte era tagliato fuori dalle principali vie di comunicazione.

Oggi Villanovaforru è conosciuto in tutte le parti del mondo, ed è diventato un punto di riferimento culturale e turistico di importanza internazionale grazie alla scoperta del nuraghe di "Genna Maria" ed alla apertura del Museo Archeologico. Sono sorte, e stanno per nascerne delle nuove, strutture turistiche e ricettive in grado di soddisfare le richieste e le esigenze di un futuro afflusso turistico di grande rilevanza. Il miracolo é avvenuto grazie all'intuizione ed alla capacità di sfruttare la cultura e la antichissima storia del paese, come risorse economiche e prodotti industriali da vendere e commercializzare.


6 - Sanluri

Al centro del paese, si trova il Castello di Sanluri, detto di Eleonora D'Arborea. Fu costruito tra il XII e il XIV secolo, in piena epoca giudicale, dai Giudici di Cagliari, per difendere il borgo di Seddori, (Sanluri), proprio dagli assalti dei Giudici d'Arborea, quindi non è storicamente certo che sia appartenuto a Eleonora, Giudicessa D'Arborea, o alla sua famiglia. Fu ampliato dagli aragonesi nel 1436 quando ne entrarono in possesso dopo la battaglia di Sanluri (1409). Il Castello di Sanluri è l'unico della Sardegna ad essere integro e ancora abitato, oggi è di proprietà di una nobile famiglia, che ne ha adibito una parte al Museo Risorgimentale "Duca D'Aosta", rendendo il luogo visitabile al pubblico. Il Castello è di piccole dimensioni, alto circa 10 metri, presenta pianta quadrangolare, con agli angoli quattro torri merlate riunite da un cammino di ronda.

La chiesa di San Pietro, che sorge nell'omonima piazza risale al 1337, fu costruita dalla popolazione; lo stile è composito, ed è sormontata da un campanile a vela. La chiesa di San Rocco fu edificata nel Cinquecento in stile tardo-gotico, ed è caratterizzata da un portale a sesto acuto, un bel rosone, e un campanile a vela a doppia campana.

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