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Viaggio da Oristano al lago Omodeo

Viaggio da Oristano al lago Omodeo


DESCRIZIONE
L'itinerario è di circa 80 km. sulla S.S. 131 ("Carlo Felice"), al km 123 svoltiamo in direzione Nuoro. Dopo circa 5 km troviamo il bivio per Sorradile-Nughedu Santa Vittoria. Svoltiamo a destra e percorsi 3 km, raggiungiamo Tadasuni. Attraversato il paese, dopo circa 1 km giungiamo ad un bivio: prendiamo una strada dissestata che conduce sino alle rive del lago. A questo punto arrivare è facilissimo: scendiamo dalla macchina e continuiamo su un sentiero che ci permette di scorgere, dall'alto, la foresta fantasma.

 1 - Oristano

La Provincia di Oristano nasce nel 1974 ma il suo territorio ha un passato ricco di storia grazie alla posizione di regione costiera, alle risorse naturali e dalle due grandi vie di penetrazione: la pianura del Campidano e il fiume Tirso. I primi nuclei di abitanti in età neolitica trovano qui un clima mite, pianure e lagune pescose e il vulcanico Monte Arci, fonte di ossidiana, che oltre a far conoscere economicamente la Sardegna, attrarrà nuove genti.

In questa società agro-pastorale del III e II millennio a.C. nascono le premesse per la civiltà nuragica documentata negli altipiani dell'Alto Oristanese. È qui che troviamo il Nuraghe Losa di Abbasanta, uno tra i più eleganti ed imponenti dell'isola e il complesso archeologico di S. Cristina, comprendente un bellissimo tempio a pozzo dell'età del Bronzo dove si praticava il culto dell'acqua. Sulle coste gli scali fenici dell'800 a.C. diventano sotto i Cartaginesi una realtà permanente


2 - Simaxis

La posizione geografica e la conformazione del territorio sono determinanti per i tre fattori del clima: temperatura, pressione, umidità. Come tutta la Sardegna occidentale, si presenta in complesso aperta alle correnti aeree occidentali atlantiche che vi apportano i tepori e lumidità del mare.

La valle del Tirso permette la penetrazione dei tiepidi venti marini fino nellinterno e ciò spiega le elevate temperature.


3 - Fordongianus

Situata circa al centro della Sardegna, sul lato occidentale. Incastonata nella valle del fiume Tirso sulla sponda interna, presso un ponte ottocentesco impostato su fondamenta romane, di cui sono visibili tuttora i resti, sorge l'antica città di Fordongianus.

Si ha notizia che i primi insediamenti abbiano origine antichissime, sin da epoca fenicia. Già Tolomeo menzionò la città Acquae Hypsitanae riferendosi esattamente alle attuali sorgenti termali, come primario insediamento abitativo. Rinominata dai romani nel 100 d.C. circa Forum Traiani, per la sua posizione strategica al confine tra la Sardegna romanizzata e la civiltà Barbaricina. Anche in età bizantina ebbe una certa importanza: fu sede vescovile assumendo il nome di Chrysopolis (cioè"città aurea", sec.V ), il che fa supporre indubbiamente un notevole benessere del centro.


4 - Nuraghe Losa

Il grande protagonista della preistoria sarda e' il Nuraghe, prima testimonianza di razionale capacità costruttiva.

Lo attesta la forma conica che agevolava la sistemazione dei grandi massi dalla base sino alla sommità della costruzione. La forma e dislocazione strategica dei Nuraghi avevano sembrato avallare l'iniziale tesi secondo cui si sarebbe trattato di costruzioni con esclusivo scopi militari e difensivi. L'ipotesi è stata superata alla luce di recenti ritrovamenti che attestano con certezza anche un uso e destinazione di tipo religioso.


5 - Ghilarza

Località sull'altopiano del Barigadu, situata fra il lago Omodeo e l'altopiano di Abbasanta. Un tempo famosa per i suoi cavallerizzi. Presenta un bel centro storico, sono ben conservati il castello e la torre aragonese del XV secolo in ottimo stato di conservazione, nonchè diverse chiese. La più caratteristica è quella di San Palmerio che risale al XII secolo.

Nella frazione di Zuri si può ammirare la chiesa San Pietro costruita nel 1291 nella valle dove oggi si trova il Lago Omodeo. Prima che avvenisse l'invaso delle acque, la chiesa venne completamente smantellata ma ogni pietra fu numerata così da consentire la ricostruzione più a monte. Ciò contribuisce a dare maggior fascino al tempio in stile romanico-lombardo, costituito da conci in pietra rossa.

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