Indovina la foto

Vincitori: Anna S., Antonella S., Oscar S., Nea S., Simona A.
Sa Conca de Su Demoniu - Padru (OT)
Il blocco di granito, unico nel suo genere in Sardegna, prende il nome di Conca de su Demoniu per quei particolari segni che disegnano la pietra e che la credenza popolare addebbita al passaggio del diavolo nella zona, venuto a terrorizzare i pastori e le greggi della Bassa Gallura.
Alcuni invece chiamano la pietra Fizza Ona dal nome di una vicina località.
Ma vi è una spiegazione scientifica alla presenza misteriosa di questi segni che incidono la roccia: gli scienziati spiegano che la zona in cui è situata Sa Conca de su demoniu" si trova in superficie" come se all'improvviso sia stata spinta dal sottosuolo verso l'esterno: questo accadde tra 290 e 320 milioni di anni fa.
Queste rocce si formarono quando la Sardegna non aveva la conformazione di un isola, ma faceva parte insieme alla Corsica del blocco continentale franco-iberico.
Da circa 20 anni fa la roccia, da sempre conosciuta nei racconti della gente del luogo, iniziò ad essere osservata anche dagli studiosi oltre che dagli appassionati di geologia, è da allora che si ritrovano alcune foto de Sa Conca de Su Demoniu in alcune guide turistiche specializzate in tour della Sardegna.

Maggiori informazioni:
http://www.residencelarosa.it/escursioni_sardegna/conca_de_su_demoniu.htm
Vincitori: Simona A., Peppe Luisi P., Alexandra F.
Nuraghe Tanca Manna - Nuoro
Il monumento è sito all’interno del tessuto urbano. La sua ubicazione e altre testimonianze presenti nel circondario denotano una caratteristica tipica di questo territorio, poiché tutti i nuraghi sorgono e sorgevano su affioramenti di roccia granitica situati su altipiani o colline, che ormai sono state inglobate all’interno del tessuto urbano cittadino (ricordiamo i nuraghi di Biscollài, Monte Gurtéi, e l’ancora esistente nuraghe Ugolìo).
Gli scavi archeologici del sito, da parte della Soprintendenza ai beni archeologici delle Province di Sassari e Nuoro, risalgono al 1961. Un ulteriore intervento di scavo e di restauro è stato fatto nella primavera-estate del 2005.
L’area del nuraghe e quella a ridosso, nel passato sono state oggetto di spoliazione, tanto che il monumento risulta ormai completamente stravolto. Ancora oggi si possono notare sulla struttura le tracce dei tagli.
Il nuraghe è un monotorre costruito in blocchi poliedrici in granito con copertura a tholos. All’interno della camera due nicchie laterali contrapposte. Si notano ancora due gradini della scala d’andito, che correva all’interno del paramento murario. Frontalmente alla camera si trova il contrafforte orientato a nord-est, di cui sono visibili tracce di crollo.
Sul lato est dell’affioramento granitico si trova una grotticella naturale.
Oltre al nuraghe nell’area doveva essere presente anche il villaggio, nonché una necropoli ipogeica.

Maggiori informazioni:
www.monumentiaperti.com
Vincitori: Simona A., Antonella S., Gabriela P., Paola G., Cora, Andrea P., Vinicio A., Antonio C., Alexandra F.,Giuliano C., Anna S., Agresti, Giovanna S., Giorgio P., Piky Fra., Gigino S., Giampaolo D., Letizia S., Christian L., Bruno L., Daniela M., Valeria F., Enzo F., Fancescanna C.
Torre di Sant'Antonio - Orosei (NU)
La torre pisana di Sant'Antonio si trova nel cortile dell’omonima chiesa. Il complesso ha il tipico impianto tradizionale a recinto entro cui si dispongono la chiesa e l’allineamento di cumbessias.
Vincitori: Sarrabus72, Bea S., Gabriela P., Giuliano C., Marco S., Valter P., Giampaolo D., Simona A.
Basamento Radio Telescopio - San Basilio (CA)
A circa 35 km da Cagliari, in località Pranu Sanguini, nel comune di San Basilio, nel Gerrei, si possono vedere le strutture di fondazione dell’antenna parabolica SRT (Sardinia Radio Telescope), come mostra la foto ripresa dall’alto.

Si tratta di un radiotelescopio del diametro di 64 metri, che contribuirà allo sviluppo scientifico e tecnologico in Sardegna. Disegnato per applicazioni di radioastronomia, geodinamica e scienze spaziali, assicurerà una copertura di frequenza da 0,3 fino a 100 GHz , con alta efficienza fino a lunghezza d’onda di 3 mm. Per consentire tale efficienza, la superficie attiva del riflettore sarà composta da 1008 pannelli di alluminio, controllati da attuatori servoassistiti.La funzione dei servomeccanismi è quella di ridisegnare, in tempo reale, la figura geometrica del paraboloide, compensando le deformazioni dovute al peso delle strutture, al vento ed alla variazione della temperatura. Le infrastrutture edilizie comprenderanno anche un centro visitatori aperto al pubblico ed alle scolaresche. Le amministrazioni locali predisporranno un sito osservativo per consentire, ai turisti e scolaresche, di seguire le spettacolari fasi di assemblaggio della grande antenna.

Maggiori informazioni: http://www.astrofilisardi.it
Vincitori: Piccada, Anna C., Andrea P., Dino P., Roberto V., Davide Z., Consuelo C., Marcella S., Gabriela P., Enedina P., Davide U., Elena M., Franco C., Stefania C., Rosa C., Massimo M., Luigi S., Antonella S., Bea S., Claudio D., Letizia S., Oscar S., Agresti, Giampaolo D., Claudio C., Salvatore P., Roberta P., Enzo F., Daniela M., Walter V., Valter P., Barbara W., Alberto P., Alexandra, Valeria F., Paolo C., Filomena P., Pikyfra., Laura C., Elena D., GIovanni V, Antonella D., Claudio e Franco, Giorgio P., Peppe P., Ettore M., Marco P., Francesca M., Vinicia A., Renato M.
Castello della Fava - Posada (NU)
La leggenda del castello: Si racconta che intorno al 1300 una flotta di Saraceni sbarcò sulle coste di Posada. I Turchi (o Saraceni), considerata l'ostile conformazione del territorio, si resero conto che sarebbero riusciti a completare l'assedio solamente nel caso in cui la popolazione fosse ridotta alla fame, ovviamente loro non potevano sapere che la gente si trovava veramente in quella situazione, e si accamparono nella spiaggia in attesa di sviluppi. Quando il Giudicato di Gallura, una delle cui sedi era proprio nella torre, vennero informati dell'assedio, al Castello scoppiò il panico, Posada non sarebbe mai riuscita a sostenere un qualche combattimento. Durante l'ennesima riunione dei Giudici, qualcuno ebbe un'idea, che si rivelò poi quella giusta: fecero mangiare ad un piccione un pugno di fave, le ultime rimaste, lo ferirono leggermente e lo fecero volare in direzione degli accampamenti nemici. Il piccione non resse il volo e cadde proprio nelle tende degli arabi, i quali, incuriositi dallo strano gonfiore del ventre del volatile, lo aprirono e vi trovarono le fave. Dedussero allora che, se la popolazione aveva così tanto cibo da poterne dare una enorme quantità a un animale, non c'era alcuna possibilità di concludere l'assedio; i Saraceni lasciarono le coste e a Posada fu festa per giorni e giorni...

Maggiori informazioni: http://it.wikipedia.org/wiki/Posada
Vincitori: PeppeLuisiPala, Paolo C., Laura C.
Chiesa di San Cristoforo - Montresta (OR)
La chiesa di SAn Cristoforo Martire è una tipica chiesa rurale di piccole dimensioni, fatta edificare nel 1606, fu chiesa parrocchiale e attorno ad essa si stabilirono i coloni greci, subì notevoli ristrutturazioni per le quali conserva oggi alcune caratteristiche architettoniche, come la presenza di cappelle laterali al vano centrale che la rendono unica rispetto alle chiese rurali dell'epoca.

Maggiori informazioni: http://www.galmaremonti.org/
Vincitori: Paolo C., Laura C., Antonella S., Piergiorgio O.
Chiesa di San Lorenzo Martire - Boroneddu (OR)
Realizzata nel 1886, la chiesa di San Lorenzo è dedicata al SAnto che secondo la tradizione popolare si lega alla leggenda delle stelle cadenti: nella notte del 10 agosto data in cui si festeggia San Lorenzo innumerevoli persone rivolgono gli occhi al cielo con la speranza di cogliere al volo qualche stella cadente, per esprimere ogni più recondito desiderio.

Informazioni tratte dal cartello informativo della chiesa.
Vincitori: Ziama, Antonella S., Aldino D.L., Paola G., Cora, Andrea P., Angela L., Andrea S., Roberto L., Consuelo C., Claudio D., Alessandra P., Cristina O., Francesco T., Alessandra S., Alessandra B., Angela D., Paolo C., Valentina C., Piera U., Gioconda P., Lorella D.
Cala Ispuligidenie o Cala Mariolu - Baunei (OG)
Per arrivarci sono frequenti i collegamenti via mare da Cala Gonone, S. Maria Navarrese, Arbatax, ma gli amanti del trekking possono godere di spettacolari paesaggi scegliendo il percorso via terra che parte da Cala Gonone.
Vincitori: Bea S., Daniela M., Dino P., Claudio C., Franco P., Paolo C., Sergio F., Silvia C., Laura C., Antonio P., Maria N. B., Gioconda P., Paola S., Giulio C., Loredana M., Rita F., Davide Z., Gabriela P., Carlo B., Henri C., Anna S., GIancarlo N., OScar S., Antonella S., Rosella P., Salvatore M.
Cascata di Sos Molinos - Santulussurgiu (OR)
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