Indovina la foto

Vincitori: Valeria F., Caterina S., Bea S., Gabriela P., Sandra M., PierGiorgio O., Letizia S., Salvatore N., Maria N. B., Paolo C., Gigino S., Maria S., Rosa C., Antonella S., Gianfranco S., Enzo F., Carlo B., Daniela M.

Nostra Signora del Regno - Ardara (SS)

Nostra Signora del Regno deve il suo nome proprio al fatto di essere stata la chiesa del centro sede del "regno" (su rennu) degli antichi signori di Logudoro. Oggi si trova all’estremo bordo del piccolo abitato, e guarda da un alto poggio sulla pianura sottostante: ma anche questa posizione isolata e dominante accresce fascino alla costruzione, che è tutta di nerissimi conci di trachite: "ferrigna", come è stata descritta da qualcuno. Forse per questo la facciata è eccezionalmente orientata a sud, in modo da essere più direttamente illuminata dal sole. Scandita da quattro brevi lesene, ha una sua compattezza che è anch’essa, in qualche misura, un’eccezione rispetto al modello delle chiese romaniche di Sardegna, in cui elementi decorativi come archetti e rosoni sono chiamati ad alleggerirne la forza. Ma proprio questa era probabilmente l’impressione che il costruttore e i "giudici" committenti volevano conferirle, il senso di una chiesa-fortezza, capace di esprimere la forza e la potenza dei signori che avevano lì, a pochi passi, il loro castello (oggi spesso ridotto a pochi ruderi non facilmente riconoscibili).
Il severo interno, di tipo basilicale, ha la navata centrale coperta da travature a vista; le colonne che la dividono dalle navate minori furono dipinte nel Seicento con una serie di immagini di apostoli e di dottori della Chiesa, che danno vivacità all’interno, decorato anche con un bel pulpito di legno intarsiato e dipinto di grande effetto. Nell’abside, dopo diversi anni di assenza dovuti a un lungo restauro romano, è tornato da qualche anno il retablo maggiore, la grande tavola d’altare che occupa l’intero spazio dell’abside.

Informazioni tratte da:
http://www.monteacuto.it/

Vincitori: Valeria F., Oriana B., Bea S., Cristian S., Gian Luigi M., Paolo D., Caterina S., Antonella S., MariaPia B., Paolo C., Mario G., Pietro P., Gabriela P., Luigi M., Ernesta P., Cédric B., Ida N., Francesca B., Daniela P., Giovanni V., Fabio G., Luisa M., Vinicio A., Barbara B., Leo e Rita., Paola S., Maria A . C., Lorenzo T., Enzo F., Stefano B., Simona L., Susanna N.

Torre Spagnola di Longonsardo - Santa Teresa Gallura (OT)

Anticamente conosciuta col nome di Longosardo, era già in periodo romano un porto di notevole importanza per i traffici commerciali e dal quale veniva portato a Roma il granito estratto nei dintorni.
Le cave di Capo Testa hanno fornito colonne per il Duomo e il Battistero di Pisa e, si racconta, anche per il Pantheon di Roma. Intorno al 1263, tale era l'importanza di Longonsardo che lo stesso S. Francesco di Assisi, che si trovava in Corsica si recò a visitarlo.Dopo le invasioni Saracene,la località passò sotto i giudici di Arborea, che vi costruirono un munitissimo castello del quale abbiamo oggi solo dei miseri resti.Il maniero fu distrutto dai genovesi che vollero così vendicare l'assedio mosso alla fortezza di Bonifacio(Corsica). Alla distruzione del castello seguì lo spopolamento della borgata. La zona divenne rifugio preferito di corsari, banditi e contrabbandieri.
Un luogo storico di particolare interesse è la Torre di Longosardo (edificata attorno al XV sec per ordine del re di Spagna Filippo II) situato sul lembo di roccia piu estremo del paese.
Quando nel 1720 l'isola passò ai Savoia venne inviato come comandante della Torre Francesco Maria Magnon, che capì la necessità di creare un centro abitato nei pressi della fortezza. Il 12 agosto 1808 un decreto di Vittorio Emanuele I da inizio alla fondazione di S. Teresa, è lo stesso re che che disegna la pianta del paese e decide il nome in onore di sua moglie: la regina Maria Teresa d'Austria. A 3 km circa dal centro, nasce sotto una pineta secolare la Chiesa del Buoncammino, costruita nel XVII secolo; luogo di straordinaria quiete e di natura incontaminata.
Di particolare interesse è la batteria Ferrero: ruderi della seconda guerra composti da postazioni di artiglieria, bunker, caserme, miniere a cielo aperto e collegamenti ferroviari costruiti principalmente per il trasporto di materiale bellico e roccia granitica.Di notevole importanza archeologica sono i siti nuragici di Lu Brandali e La Testa risalenti all'età del bronzo.

Informazioni tratte da:
http://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Teresa_Gallura

Vincitori: Valeria F., Bea S., Mariano Z., Agresti, Gioconda P., Antonella S., Alessandra P.

Sant'Elia in Tattinu - Nuxis (CI)

La Chiesa di S.Elia, situata nella zona di Tattinu e risalente all'epoca bizantina, e' uno degli edifici sacri paleocristiani di maggior interesse nell'Isola.
L'edificio, restaurato recentemente, è di dimensioni molto ridotte, misurando metri 10x9, e ha una pianta a croce quadrifida, cioè sviluppa planimetricamente una croce greca a quattro bracci, l'incrocio dei quali è sormontato da uno pseudotamburo coperto da una cupola emisferica. L'altare è nella parte ovest, gli ingressi sono posti a sud e a est.
La volta è a botte, e il vano quadrato dove si incrociano i quattro bracci componenti la chiesa, è coperto dalla già descritta cupoletta, che non è più l'originale in quanto era già crollata ed era stata ricostruita nel Novecento. I muri esterni sono caratterizzati dall'irregolarità dei conci: soltanto i blocchi degli spigoli risultano ben intagliati, squadrati regolarmente e ben disposti.
Una cornice di rozze lastrine sporgenti, impostate sotto gli spioventi del tetto, che corrono lungo tutto il perimetro della costruzione, costituiscono l'unica decorazione. Il tetto dei bracci è coperto a doppio spiovente. L'ingresso centrale si apre nella semplice facciata, sul lato est che in passato doveva essere più lungo, ed è sormontato da un piccolo campanile a vela.
L'interno è costituito dalla sobrietà dell'altare, situato nella profondità del braccio orientale. Si tratta in conclusione di una tipica chiesetta campestre sarda di fede cristiana, simile alle altre edificate, come già detto, dai Bizantini verso il I mill.d.C. Gli studiosi fanno riferimento, per confrontarne la tipologia, all'Oratorio di S.Vero Congius, a S.Saturnino di Cagliari, al Martirium di S.Antioco e alla chiesa di S.Giovanni di Assemini. C'è un esempio anche ad Iglesias, mancante però della cupola e in via di restauro. Ancora oggi e' meta di devoti in occasione della festa annuale.

Informazioni tratte da:
http://digilander.libero.it/nuxis/indice.htm

Vincitori: Bea S., Danilo A.,Valeria F., Giorgio R.,Daniela M., Anna F.,Agresti, Ignazia F.,Andrea M., Ornella G.,Paolo P., Alberto P.,Carla S., Andrea B.,Roberto V., Valentina C.,Davide Z., Francesco T.,Maurizio F., Lina D.,Francesca B., Gennaro N.,Davide U., Tito Z.,Silvia., Ida N.,Barbara S., Silvia Z.,Silvia B., Mario L.,MariaFranca., Barbara O.,Enedina P., Nicola L.,Barbara P., Gervasio D.,Giampaolo D., Manola M.,Gabriela P., Piergiorgio O., Pino L., Paolo C.,Daniela P., Maurizio C., Massimo P., Claudia C., Paola C., Antonio Valter C., Alessandra P., Volfango G., Davide M., Giampaolo N., Enrica A., Edoardo S., Danilo P., Giuseppina M., Tamara M., Susanna V., Paola M., Giuseppe S., Dolores P., Antonello V., Giovanni V., Liliana C., Elodie C., Giacomo S., Efisia A., Angelo S., Giancarla O.

Ex Ospedale Marino - Cagliari

La Giunta regionale ha approvato il disciplinare di gara per la concessione d'uso dell'ex ospedale Marino di Cagliari per cinquant'anni.
Saranno privilegiate le proposte che prevedono destinazioni d'uso "legate alla cura, al benessere e ai servizi alla persona, attraverso interventi di ristrutturazione archiettetonica e funzionale del fabbricato principale e la demolizione di tutte le pertinenze limitrofe". Come precisato dall'assessore all'Urbanistica Gian Valerio Sanna, i partecipanti al bando dell'anno scorso per le manifestazioni d'interesse per la valorizzazione dell'immobile al Poetto - di proprieta' del demanio marittimo - hanno avanzato proposte d'intervento sostanzialmente residenziali, con l'obiettivo di trasformare l'ex ospedale in un albergo. La Giunta, invece, pensa a destinazioni turistiche non residenziali, a un centro di servizi per le persone capaci d'incrementare l'offerta e l'attivita' turistica nel Cagliaritano in tutto l'arco dell'anno.

Vincitori: Consuelo U., Bea S., Anna Rita O., Nicoletta M., Paola S.

Spiaggia di Piscinnì - Teulada (CA)

provenendo da Cagliari sulla S.S 195 arriviamo a Teulada; ci dirigiamo verso il mare; 11 km circa dopo il Porticciolo arriviamo alla spiaggia.
Lasciamo l'auto su uno spiazzo in alto; il mare è in basso a 200 m.
Alle spalle della spiaggia è presente una cava punica.

Vincitori: Anna Rita V., Caterina S., Pamy U., Stefano M., Angelo S., Angelo A., Bea S., Rosalinda C., PierGiorgio O., Zio Eu., Agresti., Pietro C., Renato M., Rita D., Luigi S., Davide Z., Valeria F., Paolo C., Giampaolo N., Paola S., Gabriela P., Luisa D., Iosella F.

chiesa San Pietro - Zuri (OR)

La chiesa di San Pietro di Zuri porta con se tante singolarità: singolare per i suoi connotati stilistici, singolare per la sua storia più recente e singolare perché di essa si conosce con certezza il nome e la provenienza del suo costruttore.
Il luogo in cui si trova oggi non è quello originario: Inizialmente la chiesa, si trovava infatti la dove oggi esiste un lago artificiale , l’Omodeo. In occasione dell’invasamento del bacino per evitare di sommergere l’ edificio si decise di spostarlo e pietra dopo pietra, nel 1926 , fu ricollocato in una posizione più elevata non lontano comunque dal sito iniziale.
Un epigrafe incisa nella parte alta della facciata ricorda la data di consacrazione, il 1291, e il maestro che eseguì i lavori: Anselmo da Como.
Dai modi prevalentemente lombardi, già a una prima occhiata ci si accorge come l’impianto e i tratti del suo stile isolino la costruzione rispetto ai più diffusi esempi medievali di impronta toscana sparsi nell’isola. Ma il maestro comasco non rimane comunque indifferente ai modi romanici fino ad allora sperimentati in Sardegna.
La facciata, ricostruita nella parte superiore in occasione della costruzione del campanile in epoca più tarda rispetto alla chiesa, conserva il suo pezzo migliore nel portale a strombo raccordato con gli specchi laterali di facciata attraverso la cornice superiore e lo zoccolo di base ma anche e soprattutto attraverso il fregio continuo sopra la porta che si espande, saltando le arcate laterali, fino alle estremità del prospetto: La scultura entra così a far parte del sistema architettonico fondendosi con esso.
Nei fianchi si può riconoscere la suggestione dei modelli propri della esperienza romaica sarda: la scansione parietale fatta di esili lesene piatte, raccordate in sommità da archetti pensili, sembra richiamare infatti il motivo del lato sud della chiesa del San Nicola di Ottana.
L’abside ricostruito entro il 1336, come testimonia una iscrizione parietale, è in stile catalano-aragonese. Ha forma poligonale: tre specchi di cui quello centrale con monofora lobata strombata e i due laterali con oculi.
La singolarità della fabbrica si legge anche all’interno. A navata unica si caratterizza per la sua luminosità e profondità, non certo per la sua altezza che al contrario della consuetudine tipica nelle chiese medievali sarde non si slacia verso l’alto ma mantiene un rapporto di parità con la larghezza della nave.

Info tratte da: http://web.tiscalinet.it/romanicosardo/

Vincitori: Giampaolo D., Zio Eu., Giorgio V., Francesca B., Davide U., Claudia C., Valeria F., Agresti, Bea S., Mimmo A., Paola S.

Spiaggia di Punta Molentis (o di Riu Trottu) - Villasimius (CA)

Da Villasimius si prende la litoranea per Costa Rei (S.P. 18). Percorsi 1,6 km circa, svoltare a sinistra in un bivio, percorrere quindi 2,1 km. e a questo punto girare in direzione dell'hotel - pizzeria "L'Oleandro". Subito dopo svoltare a destra, passare sotto un ponte e proseguire sulla strada bianca per 1,6 km. sino ad arrivare alla spiaggia di Punta Molentis.
In questa zona ci sono un'infinità di calette con piccole spiagge, accessibili prevalentemente a piedi, attraverso la bassa vegetazione.

Vincitori: Sandra M., Flavio S., Monica M., Attilio S., Sara C., Leo e Rita, Maria P. I., Giorgio V.

Spiaggia di Cannigione - Arzachena (OT)

Spiaggia di Sabbia a grana media, è dotata di tutti i servizi ed è vicinissima al porto turistico, uno dei meglio attrezzati della zona.
I fondali sono bassi quindi consigliati anche per i più piccoli.

Vincitori: Zio Eu, Giampiero C., Bea S., Caterina S., Antonio P., Giancarlo D., Dany M., Paolo C., Valeria F., Betty P., Gigino S., Renato M., Bruno L., Pino L.

Basilica di Sant'Antioco di Bisarcio - Ozieri (SS)

La Basilica di Sant'Antioco di Bisarcio si trova percorrendo la s.s. 597 da Oschiri a Ploaghe. La chiesa, che è situata su un colle, sino al 1503 fu Cattedrale e dunque sede vescovile. I lavori di costruzione, che iniziarono nel 1080 in stile romanico-pisano, furono sospesi a causa di un incendio nel 1090 e ripresero poi nel 1150. A questa seconda fase della costruzione presero parte le stesse maestranze pisane, lombarde e arabe che costruirono la Cattedrale di Santa Giusta, ma anche questa volta i lavori non furono ultimati: nel 1160 infatti furono nuovamente e inspiegabilmente interrotti. La costruzione fu portata a termine tra il 1170 e il 1190 da carpentieri francesi della Borgogna, che operavano per conto di San Bernardo di Chiaravalle e dei monaci Cistercensi. La chiesa è costruita interamente con trachite rosso-bruna. Alcune parti dei muri esterni, come il tratto tra la torre campanaria e l'abside risalgono alla costruzione originaria dell'anno Mille. La struttura è a tre navate, col soffitto a capriate, la navata centrale è dotata di abside semicircolare, mentre quelle laterali hanno volte a crociera. Le tre navate sono divise fra loro da due file di cinque colonne ciascuna, più un pilastro.

Maggiori informazioni: http://www.stilepisano.it/immagini4/index18.htm

Go to top

Copyright © 2002 - 2021 - Paradisola di Domenico Corraine - 09127 CAGLIARI