Indovina la foto

Vincitori: Stefano P., Giovanni F., Antonella S., Alessandra P.

Spiaggia di Scivu - Arbus (VS)

La spiaggia di Scivu è costituita da sabbia finissima spesso definita "parlante", per via del sordo rumore che si può udire camminandoci sopra.
Il rumore è effetto della frizione dei granelli di sabbia causato dai passi del visitatore.
La spiaggia di scivu è sovrastata da una parete sabbiosa parallela alla costa in cui si arriva in macchina dalla strada.
La parete sabbiosa lascia il posto poi ad alti promontori rocciosi, battuti dal forte vento di mastraele, presenza nota in tutte le località del territorio arburese.

Altre Info:
http://www.arburese.it

Vincitori: Ferdi Z., Loredana M., Filippo, Silavan I., PierGiorgio, Alessandra P., Matteo S., Gemma, Barbara W., Stefano P., Patrizia C., Valeria F., Roberto S., Angelo S., Alexandra F., Roberto L., Romolo D., Danilo A., Angela M., Letizia S., Giorgio V., Maurizio P.

Dune e Spiaggia di Piscinas - Arbus (VS)

Dopo alcune piccole cale e dietro un promontorio si apre un panorama degno di essere definito paradisiaco: siamo a Piscinas, perla della Costa arburese. La distesa di sabbia parla da sola. Chilometri e chilometri di rena dorata, che si perdono nell'entroterra, dove il ginepro ha messo le sue radici. Le dune più alte d'europa meta di migliaia di turisti ogni anno. Qui l'unica struttura ricettiva è costituita da un'antica colonia marina riconvertita in un modesto e allo stesso tempo lussuoso albergo. La spiaggia è raggiungibile attraverso due strade sterrate, la prima proveniente da portu maga e la seconda che arriva dalla frazione di Ingurtosu.
La sabbia di piscinas è finissima e dorata. Durante l'inverno in occasione delle mareggiate è possibile rinvenire fino a parecchie decine di metri verso l'entroterra ogni tipo di "dono" portato dal mare e dal maestrale, il grande architetto delle dune. Sempre nella stagione invernale si fa strada nella spiaggia la foce di un fiume proveniente dalle montagne circostanti che raccoglie le acque dai vari centri minerari dimessi che gli conferiscono un colore rossastro. In passato era presente un piccolo porto per l'imbarco dei carichi di minerale in partenza verso Carloforte. Questo tratto di spiaggia è meta oltre che per i numerosi turisti attirati dallo spettacolo delle dune, anche per gli appassionati surfisti che si avventurano a cavallo delle imponenti onde che il vento di maestrale è in grado di creare.

Altre Info:
http://www.arburese.it

Vincitori: Barbara C., Antonella, Angelo S., Patrizia F., Valeria F., Alessandra P., Danilo A., Roberto L., Maurizio p., Carlo M., Enrico P.

Isola dei Cavoli - Villasimius (CA)

S ituata a poco meno di un chilometro dalla punta di Capo Carbonara, ha una superficie di circa 43 ettari ed un'altezza massima di 40 metri. Un tempo si pensava che il suo nome derivasse dal fatto che sull'isola erano presenti tantissimi granchi (in sardo "cavoru"), ma attualmente si attribuisce il suo nome alla presenza del cavolo selvatico la Brassica Insularis che cresce ad alberello con infiorescenze bianche.
La costa dell'isola ricca di scogli modellati dall'azione del mare e del vento, si alterna con piccole insenature di roccia granitica: Cala di Cipro, Cala di Murta e Cala di Ponente.
In quest'ultima esiste l'unico ormeggio dell'isola realizzato dai faristi, che dal 1856 al 1973 risedettero nell'isola, ricavando sostentamento dagli ortaggi che coltivavano in piccoli orticelli. In seguito, dopo la dismissione da parte del demanio, e sino al 1981, fu assegnata dal Comune ai pastori che la usavano come pascolo. Sull'isola c'è ancora un vecchio faro realizzato attorno ad una torre difensiva spagnola, costruita nel 1591 ma nel 1856 fù inglobata nella struttura dell'attuale faro, la sua sagoma è ancora riconoscibile.
Si trova in buono stato di conservazione, è visitabile attraverso visite guidate e raggiungibile a piedi dopo aver approdato con imbarcazioni nel piccolo porticciolo a Cala di Ponente, è in comunicazione visiva con le torri di Cala Pira, Isola di Serpentara, di Porto Giunco e di Porceddus. Attualmente ospita il Centro Universitario di Ricerche Scientifiche che ne avvalora l'importanza naturalistica del territorio, inoltre è anche sede di una stazione biologica per attività di ricerche geologiche, geomorfologiche, botaniche e zoologiche.
L'aspetto della vegetazione è stato sicuramente influenzato dal clima, esso è ricoperto da una macchia mediterranea bassa di lentischio, ginestra, olivo selvatico e da rari esemplari di ginepro fenicio. Importante è la presenza di rarissimi endemismi, quali la già citata Brassica Insularis, la Ficaria (fico selvatico) e l'Helicodiceros muscivorus presente anche sull'Isola di Serpentara di cui tratteremo più avanti.
La fauna dell'isola è rappresentata principalmente da uccelli (cormorani dal ciuffo, gabbiano reale, gabbiano corso, Berta maggiore e minore, l'Occhiocotto e altri uccelli che troviamo nel resto del territorio), vari rettili e ragni, insetti e piccoli mammiferi come alcune volpi, introdotte nell'isola per limitare la presenza dei ratti. L'Isola dei Cavoli ricade nella zona B del Parco Geomarino (per ulteriori informazioni visita la sezione riguardante l'Area Marina Protetta di Capo Carbonara). Ogni anno, nelle acque dell'isola si svolge la processione della Madonna del Naufrago, sicuramente uno dei momenti più suggestivi e affascinanti per gli abitanti del paese e per i turisti che soggiornano nel territorio.
La festa, celebrata in suffragio dei marinai, vittime con le loro imbarcazioni del mare intorno all'isola, ha inizio il terzo sabato di luglio presso il porto turistico, il giorno seguente, una processione di barche addobbate di fiori si dirige verso l'Isola, dove dal 1979, sul fondo del mare è stata deposta la statua della Vergine, per proteggere i naviganti. Il sacerdote del paese, con una squadra di sub, si immerge ad una profondità di dieci metri, dove ai piedi della Madonna, recita la preghiera rituale, udita, tramite altoparlanti, dai fedeli in acqua e nelle imbarcazioni che in segno di saluto suonano le sirene e gettano in acqua variopinte corone di fiori in una sentita festa di colori. Consigliamo una visita all'isola, in una bella giornata di primavera, che oltre alla trasparenza dell'acqua offre uno spettacolo di colori e di profumi nelle fioriture.

Altre Info:
http://www.villasimiusonline.it/

Vincitori: Amanda G., Cristian, Renato S., Luca M., Marcella L., Alessandra P., PierGiorgio B., Maria S., Antonio D., Paolo F., Enedina P., Jean Pierre G., Piero S., Silvana I., Angelo S., Gigi C., Paola P., Valeria F., Marta U., Barbara B., Paolo M., Mara B., Alessandra G.

Spiaggia di Porto Giunco - Villasimius (CA)

Porto Giunco è una delle più belle e immense spiagge della Sardegna meridionale. Si trova a Villasimius, una delle località del Sud più rinomate che ogni anno attraggono milioni di turisti da tutto il mondo. E’ caratterizzata da sabbia bianca e da un mare meravigliosamente cristallino e trasparente.
Un’altra caratteristica di Porto Giunco è la torre che sorge su un promontorio vicino al mare. Inoltre, una stretta fascia di sabbia separa il mare di Porto Giunco a un grande stagno abitato da fenicotteri rosa.

Altre Info:
http://www.villasimiusonline.it/

Vincitori: Davide Z., Giuseppe M., Lino M., Giuseppina M., Paola C., Antonella S., Carlo A., Auro M., Anna G., Francesca L., Rosa., Barbara W., Giorgio P., Andrea D., Davide U., Angela M., Roberto V., Renato S., Alexandra F., Emilio C., Silvana I., Ornella G., Claudia S., Stefano P., Maria Natalia B., Anna P., Angelo S., Paola M., Dino M., Carlo B., Alessandra P., Valeria F., Luigi P., Danilo A., PierGiorgio O., Iuri P., Bruno L.

Temo - Bosa (OR)

Il fiume Temo nasce dalle alture di Villanova Monteleone (SS) e scorre fra trachiti e basalti prima di gettarsi in mare fra il colle di Sa Sea e l'isola Rossa. Il Temo divide in due la cittadina: lo si può valicare passando per l' antico ponte in trachite rossa, uno dei simboli della vecchia Bosa, oppure per quello più moderno e molto recente, simbolo della Bosa più moderna.
La foce del Temo è un riparo sicuro per le tante barche da pesca che lavorano in queste acque (è molto ricercata soprattutto l' aragosta bosana per la delicatezza della sua polpa); il lato sinistro del corso d'acqua ospita i fabbricati di "Sas Conzas" antiche Concerie in attesa di restauro, complesso di archeologia industriale dei primi del secolo che ha concluso la sua attività negli anni sessanta lasciando strumenti di lavoro e testimonianze che presto diventeranno Museo e che già oggi si possono osservare in varie esposizioni.

Altre Info:
http://www.bosa.it/

Vincitori: Davide Z., Antonio P., Silvia S., Savio C., Antonella S., Michele P., Marcella L., Alessandra P., Valeria F., Simone L., Ida N., Alessandra P., Danilo A., PierGiorgio B.

Madonna della Strada - Nurallao (CA)

Sulla strada verso Isili, si trova la bella chiesa campestre della Madonna della Strada, dove i fedeli vengono in visita per tutto l’anno e l’undici di agosto si ritrovano per una festa che si protrae per cinque giorni e vede la partecipazione di pellegrini da tutta l’isola.
Nurallao È un piccolo centro, un tempo noto nella zona come 'il paese delle brocche' per i giacimenti di argilla adatta all'arte dei vasai.
Nel suo territorio si trovano numerose tracce preistoriche come l'area archeologica di Aiola. In questo sito sono state ritrovate statue-menhir, riutilizzate nella costruzione di una tomba di giganti. Da notare inoltre i nuraghi di Olia, Tres Nuraxis e Tramalitzu, oltre ai resti punici di Bidda Beccia e Pranu Fas.

Altre Info:
www.comunedinurallao.it

Vincitori: Ida N., Roberto V., Alessandra P., Valeria F., Daniele M., Danilo A..

Piscina 'e Licona - Seulo (CA)

Nelle numerose sorgenti sparse per la campagna di Seulo scorre abbondante l'acqua, per cui è l'ideale per vedere i ruscelli le cascatelle, come quelle del Flumendosa, di Su Stampu 'e Su Turrunu, o quella di Piscina 'e Licona

Altre Info:
Seulo e dintorni

Vincitori: PierGiorgio O., Alessandra P., Rosa C., Raimondo M., Maria Grazie C., Angela M., Roberto V., Danilo A., Silvana I., Gemma Z., Enedina P., Antonella S., Alexandra F., Matteo O., Raimondo C., Bruno L., Valeria F.

Lago Omodeo - Tadasuni (OR)

Il bacino artificiale, alimentato dal fiume Tirso, nacque nel 1924 con la costruzione della diga di Santa Chiara. Lungo 20 km, è il più vasto lago della Sardegna ed è stato a lungo il più grande lago artificiale d’Europa.
Si trova nella regione del Barigadu, nella quale sorgono piccoli ma interessanti borghi come Sédilo, dove si svolge la “Ardia di San Costantino” , e Tadasuni, con il Museo degli Strumenti Musicali.
Il lago offre inoltre spettacoli inusuali nei mesi di maggiore aridità, quando il basso livello delle acque fa emergere i resti di numerosi nuraghi nonché gli alberi di una sorta di “foresta fantasma”, rimasti sommersi con la creazione del bacino.

Vincitori: Maria Grazia C., Alessandra P., Laura B., Silvana I., Antonella S., Lorenzo O., Marcella L., Luisa M., Lino M., Enedina P., Sabrina G., Luisa S., .

Cala Goloritzè - Baunei (OG)

In territorio di Baunei, una possente prominenza della costa si adagia sul mare, chiudendo a sud il Golfo di Orosei. Si tratta del promontorio di Capo di Monte Santo, che offre il riparo dai venti dei quadranti meridionali alle insenature ed alle cale che da nord gli sono più prossime. Una di queste, conosciuta col nome di Cala Goloritzè, non passa certo inosservata, se non altro per la presenza di un’imponente guglia che, stagliandosi verso l’alto, la sovrasta.
Anche Alberto Ferrero di La Marmora, comandante generale della Sardegna nel secolo scorso, nella sua opera “Viaggio in Sardegna” la citò con il nome di “guglia” aggiungendo però l’appellativo di “settentrionale” perché non si confondesse con Perda Longa, situata più a sud. Goloritzè può essere raggiunta, oltre che dal mare, dall’altipiano del Golgo attraverso un sentiero lungo cinque chilometri che scende di quota coprendo un dislivello di 470 metri. Riprende il tracciato di una vecchia mulattiera che i carbonai utilizzarono in passato per il trasporto del loro prodotto. Nel tratto iniziale fanno bella mostra di sé alcuni vetusti esemplari di terebinto e di fillirea di considerevoli dimensioni. Poco più oltre è interessante osservare come alcuni pastori del posto abbiano sfruttato le cavità e gli anfratti delle rocce, per ricavare spazi per il ricovero del bestiame.Prima che il sentiero prosegua in stretti, piccoli tornanti, al fine di perdere quota repentinamente, una deviazione sulla destra consente di portarsi in un canalone laterale chiamato “Bacu Canale” dove si conservano frammenti di bosco di leccio ad alto fusto. Seppur con difficoltà, il posto potrebbe fungere da tappa d’avvicinamento per la prominenza di Punta Salinas (466 m), da cui è godibile un eccezionale panorama sulla guglia e su tutta la costa che si estende a nord fino a perdersi all’orizzonte. Ritornati sul tracciato principale, in breve si giunge al tratto terminale di Bacu Goloritzè, sovrastato sulla destra dalla guglia omonima, nota anche con il nome di Punta Caroddi, monolite calcareo, sopravvissuto all’azione erosiva degli agenti esogeni, mostra la sua tipica forma affusolata ed un’altezza davvero considerevole, che spinge la sua vetta a 143 metri s.l.m. Un passaggio alquanto disagevole consente di scendere alla cala, luogo davvero incantevole e raccolto, incastonato nel verde della macchia tra le alte e precipiti falesie. I segni dell’erosione, che gli agenti atmosferici hanno operato nel lungo trascorrere del tempo geologico, sono tutto attorno ben visibili.
Infatti, le masse rocciose costituite da calcari organogeni, si sono lasciate docilmente modellare e soprattutto qui fanno mostra di sé forme curiose e varie dai profili arrotondati. Anche il braccio di roccia che, rastremandosi, sporge sul mare costituendo Punta Golontzè, ha dovuto sottostare alle azioni erosive (questa volta del moto ondoso marino) che lo hanno trasformato in un suggestivo ed insolito arco. II complesso sistema idrografico sotterraneo trova ancora una volta il modo di manifestarsi con la presenza di una piccola risorgiva situata nei pressi dell’accesso alla spiaggia e di altre che, a qualche decina di metri dalla linea di battigia, si aprono al di sotto del livello del mare.

Altre Info:
http://www.assfor.it/

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