Indovina la foto

 

Vincitori: Oscar S., Bea S., Antonella S., Roberto L., Teresina P., Rita A., Gabriela P., Paola S., Teresa M., Mario Z., Enedina P., Angelo Z., Maria N.B., Laura C., Maria P., Rosa L., Giò D., Vito Z., Dino P., Gigino S., Maria S., Letizia S., Nicola C., Renato M., Ornella G., Antonella D., Cora., Simonetta O., Claudio D., Giorgio P., Lorella D., Carlo B., Lucia F., PeppeLuisiP., Fulvia T., Claudia M., Alessandro P., Laerte F., Antonio C., Pietro C.
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Chiesa e nuraghe di Santa Sabina - Silanus (NU)
La chiesa di Santa Sabina, una delle più antiche chiese romaniche dell'Isola, venne edificata nell'XI secolo, nei pressi di un villaggio medievale impiantato su un abitato di età romana che a sua volta succedette ad un insediamento nuragico: nei filari di base della chiesa vennero utilizzati conci provenienti dal vicino nuraghe e da una tomba di giganti.
L'edificio, forse impostato su una precedente chiesa bizantina, si compone di un'aula rotonda cupolata e absidata, marginata da due ambienti rettangolari anch'essi con abside a oriente. Sulla fronte, l'ingresso è preceduto da un protiro a timpano triangolare.

Il nuraghe di Santa Sabina è visibile e facilmente raggiungibile dalla Statale 129 Macomer - Nuoro e sorge a pochi chilometri a sud-ovest dall'abitato di Silanus.
Si tratta di un nuraghe monotorre semplice, piuttosto ben conservato. Presenta un diametro di m. 12,60 ed un'altezza residua di m. 8,60. L'ingresso (privo dell'architrave originario) introduce nell'andito, ove si affacciano a destra una nicchia e a sinistra il vano della scala. L'alta camera a tholos (m. 8,35) è ancora intatta e presenta le tipiche tre nicchie disposte a croce. Il vano della scala d'andito è perfettamente agibile e conduce alla sommità della torre.
Ad alcune centinaia di metri dal nuraghe, sono i resti di un pozzo sacro e di due tombe di giganti. A breve distanza dal nuraghe venne edificata l'omonima chiesetta (fine XI-inizi XII secolo), in cui, nei filari di base, furono reimpiegati alcuni conci del nuraghe e di una vicina tomba di giganti.

 

 

Vincitori: MGB, Oscar S., Laura C., Gabriela P., Bea S., Ornella G., Paola S., ameroyaume76, Mario Z., Enzo F., Gianni F., Barbara D., Giovanni C., Daniela C., Emilio C., Mariella M., Jessica F., Ida N., Graziano M., Walter I., Angela D., Lisa L., Roberto V., Giorgio P., Sabrina P., Rosa C.
Punta La Marmora - Desulo - Arzana (NU)
Punta La Marmora, (Perdas Caprias in lingua sarda ), con i suoi 1834 mt. è la cima più elevata della Sardegna. Si trova nel Massiccio del Gennargentu, in Barbagia, nei territori dei comuni di Desulo ed Arzana che per secoli se ne sono contesi la proprietà.
Prima che venisse intitolata al geografo piemontese Alberto Ferrero della Marmora, il toponimo sardo era Perda Caprias che significa Pietra che si sfalda, sicuramente perché formata da rocce scistose molto friabili.
La cima arrotondata si presenta spoglia, ma le pendici sono in parte coperte da vegetazione prevalentemente composta da ontani (Alnus glutinosa) e, sul versante occidentale - chiamato Su Susiu nella lingua locale - da un magnifico bosco di tassi millenari (Taxus baccata).
Nelle giornate terse, si può ammirare un panorama vastissimo e si possono individuare sia i monti della Corsica che le colline di Cagliari, nonché i mari che circondano la Sardegna.
L’aquila reale è la regina di queste montagne ed anche i mufloni vi trovano il loro habitat naturale.

Altre info su: http://it.wikipedia.org/wiki/Punta_La_Marmora
Vincitori: Oscar S., Paola S., Antonella S., Maria Grazia B., Gabriela P., Paolo C., Laura C.
Chiesa di San Michele - Gonnostramatza (OR)
La chiesa Parrocchiale di San Michele Arcangelo risulta edificata in due distinti periodi. Il primo impianto fu' costruito durante la prima metà del XV secolo in stile gotico-aragonese. Di tale impianto rimase in piedi solamente l'abside con l atipica volta a crocierea i cui costoloni poggiano su peducci scolpiti con figure simboliche che qualcuno vorrebbe ricondurre agli Apostoli. Nella chiave di volta, decorata con un motivo a tortiglione, è rappresentata la vittoria di San Michele Arcangelo sul demonio.La navata, costruita nel 1666, è tripartita all'interno da due grandi arcate, che dividono la volta a botte, in campate e delimitano con i relativi pilastri gli spazi su cui si aprono gli archi delle cappelle.Interessante, anche se piu' recente, l'altro prospetto delimitato in alto dai salienti ornati da archetti pensili, per l'ampio spazio animato dal chiaroscuro dovuto all'alternarsi delle fasce aggettanti e dall'apertura della grande trifora centrale incorniciata da un arco.La chiesa è internamente impreziosita da un discreto arredo marmoreo intrasiato che comprende l'altare maggiore, le balaustre, gli altari laterali, il fonte battesimale, e il pulpito.La chiesa conserva alcuni "tesori" artistici di inestimabile valore: oltre ad alcune statue lignee e un crocifisso con drappo damaschinato risalente al XVI secolo, nell'abside è custodito il famosissimo retablo del pittore Lorenzo Cavaro, esponente della "Scuola di Stampace", datato 1501. Il retablo ha un valore storico considerevole per il fatto che l'attribuzione è certa in quanto reca l'iscrizione vergata dall'autore in gotico minuscolo "En any MDI es estada feta lò dit retaul per ma(n)s de mestre Lore(n)s Cavaro de Stampas feta a xv de dese(m)ber any de sus dit".
Di fianco alla Chiesa di eleva la maestosa torre campanaria costruita nel 1752 a canna quadrata e con un cupolino ottagonale e il caratteristico motivo decorativo ad archi pensili.

Altre info su: http://www.comune.gonnostramatza.or.it
Vincitori: Maria Grazie B., Antonella S., Gabriela P., Bea S., Tina, Danilo A., Manuela C., Matteo O., Vale L., Giampaolo D., Riccardo F., Igor M., Paola S., Ornella G., Emilio C., Annarita C., Laura C.
Profilo di donna - Monte Lora - San Vito (CA)
Da San Vito in direzione Ballao percorsi circa 8 km della S.S. 387 il vostro sguardo sarà rapito da questo stupendo profilo di donna. Conosciuto anche come "la bella dormiente" è più evidente nelle ore serali in controluce.
Vincitori: Carlo B., Corrado M., Danilo A., Maria Grazia B., Gabriela P., MArta D., Cristina O., Antonella C., Alexandra F., Paola S., Tina, Massimiliana M., Susanna M., Andrea M., Laura C., Maria Grazia.
Spiaggia delle Rose o S' Orrosa - Lotzorai (OG)
La lunga striscia di sabbia bianchissima e fina a seconda della zona in cui ci si trova rappresenta per Lotzorai il vero punto di forza e la vera attrazione turistica. Il mare antistante si presenta cristallino pescoso, dal fondo sabbioso e ricco di vita. Alle spalle della spiaggia abbiamo un'altrettanto lunga e rara pineta dove trovano posto ben sei campeggi.
La spiaggia puo' ospitare migliaia di persone senza mai dare l'impressione di calca anche nei mesi piu' affollati; se poi volete spostarvi in una parte piu' tranquilla dell' arenile basta spostare il vostro ombrellone dove meglio credete, qui gli stabilimenti balneari non esistono, gli amanti di quel tipo di spiaggia non si sentiranno a loro agio. Anche se non mancano le comodità delle docce comunali o dei chioschi nel fresco della pineta e la possibilità di affitto sdraio ed ombrellone in piccolissime zone, e noleggio imbarcazioni per raggiungere in pochi minuti Isolotto d' Ogliastra
La spiaggia centrale, la piu' frequentata dai giovani si chiama Is Orrosas (Lido delle Rose) Le altre sono quella di Pollu frequentata da turisti del campeggio le Cernie, e dalle famiglie del luogo; quella di Iscrixedda con l'omonimo campeggio alle spalle, quella di Girasole che arriva fino ai margini del porto di Arbatax.

Maggiori informazioni su: http://www.lotzorai.it
Vincitori: Barbara D., Antonio C., Maria Caterina L., Grodde, Tina S., Gabriela P., Daniela D., Andrea L., Carlo S., Gigi A., Ornella G., Paola S., MG B., Oscar S., Sergio S., Gianni D., Marcello B., Paolo C., Giovanna F., Rita A., Giovanna P., Graziano M., Gianpaolo D., Patrizia B., Rosa V., Gigino S., Daniela M., Alexandra F., Stefano S., Anna S., Luigi S., Sandra M., Sara C., Davide Z., Bea S., Roberto L., Renato M., Lidia C., Giampiero C., Maria Grazia S.
Altare prenuragico di Monte d'Accoddi - Sassari
Santuario di età prenuragica costituito da un edificio troncopiramidale "a gradoni" (secondo una recente ricostruzione) al quale si accedeva da una lunga rampa inclinata.
Il monumento attuale (una piramide tronca di m 37,50 x 30,50, sul quale si imposta una rampa lunga m 41,50 e larga da m 7 alla base a m 13,50 alla sommità), è il frutto di un secondo momento costruttivo; in origine, infatti, l'altare era di dimensioni minori, e sulla sua sommità era presente un sacello rettangolare (il c.d. "tempio rosso", per via del colore degli intonaci delle pareti).
Intorno all'altare, sono i resti delle capanne del villaggio-santuario, fra cui si segnala la "Capanna dello Stregone", così denominata per esservi stati ritrovati alcuni oggetti di tipo amuletico (in particolare, un vaso pieno di conchiglie). Sul lato sinistro della rampa, è presente un menhir alto circa m 5, forse ciò che rimane del primo santuario Neolitico precedente l'edificazione della "zigurrat". Sempre nei pressi della rampa, sul lato destro, è presente una tavola in pietra con fori sui bordi, forse di uso sacrificale: collocata su alcune pietre di base (quasi un piccolo dolmen), sovrasta un profondo pozzetto ove forse si raccoglieva il sangue delle supposte vittime animali.
Scavi archeologici nel 1952-1959 (E. Contu); scavi e restauro 1979-1989 (S. Tinè).

BIBLIOGRAFIA: CONTU 1953; AA.VV. 1984, pp. 296-297; TINÉ 1987; AA.VV. 1992.
Vincitori: Maria Grazia B., Laura C.
Chiesa di Santa Maria Maddalena - Seui (OG)
Ristrutturata nei primi del 900 la bella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena risale al 1774. La pianta è a tre navate, la facciata si presenta decorata da un rosone e da archetti ciechi, è affiancata da un campanile a canna quadrata. All’interno un’interessante fonte battesimale del 1644.
Vincitori: Bea S., Paola S., Maria Grazia B., Ornella G., Laura C., Andrea M., Ilenia M., Francesca A., Vinicio A., Mauro P., Francesco V., Riccardo F., Patrizia P., Alexandra F., Tito Z., Gabriela P., Daniela M., Salvatore D., Pamela A., PeppeLuisi P., Carlo S., Paolo C.
Nuraghe Losa - Abbasanta (OR)
Il sito è stato oggetto di scavi tra la fine dell’ Ottocento e gli inizi del Novecento. Non è stato tuttavia portato alla luce del tutto. Sono state evidenziate dagli scavi le strutture megalitiche di età nuragica. Restano ancora da indagare sia l’originario insediamento abitativo nuragico sia quelli sovrappostisi in età successive. Il nucleo delle strutture preistoriche è costituito da un nuraghe a tholos di tipo complesso a pianta trilobata, svettato in corrispondenza del piano superiore. Il nuraghe si articola in una torre principale troncoconica intorno alla quale sono disposte tre torri minori. Il tutto raccordato da cortine murarie. Il disegno di pianta è a contorno morbido concavo-convesso come, ad esempio, nel nuraghe Santu Antine di Torralba. Diversamente dal Santu Antine il nuraghe Losa non presenta il cortile, cioè lo spazio interno di raccordo fra le torri.
Il nuraghe si apre all’ esterno con due ingressi sopraelevati: uno principale a sud-est che immette nella torre principale e nel corridoio di raccordo con due delle altre torri; uno secondario a nord che immette nella restante torre la quale a sua volta si collega autonomamente tramite una scala alla parte sommitale del nuraghe.
Tra le camere interne si distingue per ampiezza quella centrale. Essa conserva intatta la tholos ed è dotata di tre nicchie parietali. Al nuraghe aderisce su un fianco un tratto di antemurale turrito. Davanti all’ingresso principale del nuraghe sorge una grande capanna circolare. Una muraglia recintoria delimita l’area del villaggio
La documentazione materiale fino ad ora ritrovata permette di datare le fasi più antiche di vita del complesso alla fine del Bronzo Medio e all’inizio del Bronzo Recente (fine XIV - fine XII secolo a. C /Santoni, 2001). Al Bronzo Finale (fine XII - inizi IX secolo a. C. ) appartengono reperti ceramici e bronzei in numero tale da indicare un intensa frequentazione. Meno incisive le attestazioni relative alla prima età del ferro (fine VIII - inizi VII sec. a. C.). Il sito è stato frequentato anche in epoca storica, dalle fasi culturali tardo puniche ( IV sec. a. C.) per giungere, passando attraverso l’età romana repubblicana, imperiale, tardo romana, all’ età bizantina (VII - VIII sec. d.C.).

Maggiori informazioni: www.nuraghelosa.net
Vincitori: Piera S., Paolo C., Maria Grazia B., Paola S., Gabriela P., PeppeLuisi P.
Parrocchiale di Sant'Andrea - Ulà Tirso (OR)
La bella parrocchiale dedicata a Sant'Andrea è un edificio in trachite del XVI secolo in stile gotico-aragonese ad opera di artisti sardi, la facciata è impreziosita da un grande rosone, l'alto campanile domina tutta la valle del fiume Tirso. All'interno, nella volta in trachite grigia, una gemma raffigura la Vergin de Monserrat.
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