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051 - Basilica di San Simplicio - Olbia (OT)

Vincitori: Filippo N., Rosa C., Valeria F., Maria Grazia C., Luisa M., Lina C., Alessandra P., Maria Franca M., Enedina P.

Basilica di San Simplicio - Olbia (OT)

E' il più artistico, importante, antico monumento religioso della Gallura e insieme una delle testimonianze più nobili della diffusione del primo Cristianesimo in Sardegna. San Simplicio è il patrono della Diocesi di Tempio e della città di Olbia.
Gli olbiesi, molto devoti del loro Santo, celebrano in Suo onore la sagra più festosa della Gallura.
Simplicio di Olbia è il primo Vescovo di cui si ha la certa notizia storica in Sardegna ed è l'unico Vescovo Sardo ornato della palma del martirio. La chiesa sorge su una bassa eminenza del terreno, ormai in pieno centro cittadino. L'edificio fu eretto in tre distinti periodi: il primo è da ascrivere alla seconda metà dell'undicesimo secolo (muri perimetrali, abside, pilastri e colonne delle navate), il secondo ai primi decenni del dodicesimo secolo (copertura a botte delle navate e sopraelevazione dei muri perimetrali) e il terzo, all'incirca al decennio successivo, durante il quale furono portati a compimento la copertura e la realizzazione della facciata.

Interamente in granito dalla calda patina giallastra, la chiesa consta di una facciata tripartita da due lesene e arricchita da una grande trifora che ornando il frontone rappresenta la parte più interessante della facciata. Nel frontone si trovano, disposti a croce, quattro bacili di ceramica ed altri quattro sì trovano nella lunetta della trifora. Le due colonnine di quest'ultima sono diverse. Nella sinistra notiamo infatti una piccola faccetta scolpita, nella destra un motivo ornamentale rappresentato da una corda che stringe due semicolonnine: i capitelli si allargano per ricevere il peso delle arcatelle del frontone. Altro aspetto interessante è il rustico bassorilievo rappresentante, forse, l'ingresso di Gesù in Gerusalemme (si può osservare sotto gli archetti del lato sinistro della facciata).
Lungo i lati dell'abside si svolge una fila di archetti romanici poggianti alternativamente sulle lesene (altri semplici ma gradevoli archetti di mattoni cotti, risalenti alla seconda fase costruttiva si trovano nella parte posteriore dei lati). L'interno è a tre navate, spartite da sette pilastri e cinque colonne di recupero da preesistenti monumenti (è certo che una parte del pietrame utilizzato derivi dalle mura romane) con copertura della navata centrale a capriate lignee, e volta a botte nelle navatelle laterali in parte con l'utilizzo dei mattoni cotti.
Altri aspetti notevoli sono i capitelli romanici della seconda e dell'ultima colonna sinistra e della quarta colonna destra, questi ultimi ornati da motivi antropomorfi, il primo da teste di capra o muflone (stilizzati).
Nel presbiterio, sotto la mensa dell'altare, si trova l'antica statua di San Simplicio a mezzobusto, con reliquiario ricavato in una nicchia nel retro. La pregevole scultura, di legno dorato risale al '600. Le reliquie furono trovate nell'800, durante una campagna di scavi archeologici, in una tomba presso la chiesa ed attribuite a San Simplicio. Ne fu donata una parte anche a varie chiese sarde: quelle custodite ad Olbia si trovano, oltre che nel reliquiario in steatite sul retro della statua predetta, anche nella chiesa di San Paolo.
Nel presbiterio si notano tre frammenti di antichissimi affreschi, di cui due rappresentano altrettanti Santi Vescovi (almeno uno è certamente San Simplicio, l'altro forse è San Vittore).
Il retro dell'edificio è caratterizzato dalla presenza dell'abside , semplice e ornata solo da due lesene e dalle mensoline scolpite degli archetti: privo di decorazioni è il frontone che la sovrasta. San Simplicio è stata restaurata nel 1950 e nel 1984. La festa patronale viene celebrata ogni anno il 15 Maggio.

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