Domu e S Orcu SiddiFoto: Fabrizio Bibi Pinna

Tomba dei Giganti - Sa Domu'e S'Orcu - Siddi

No, non è una testa di toro ma una donna partoriente” questa la tesi dell’antropologa culturale Luisa Orrù condivisa dall’archeobiologa Ornella Fonzo studiosa dei depositi funerari della Marmilla e sostenuta da Ubaldo Badas curatore onorario del Museo di Villanovaforru: non un simbolo maschile, una testa taurina, ma una donna supina all’atto di partorire.

Questa, una recente e affascinante teoria per le tombe dei giganti, forme di sepoltura collettive dell’epoca nuragica, 800 in Sardegna.

Quella di Siddi, edificata su un leggero rialzo del terreno sull’omonima Giara nel versante Nord-Ovest a circa 6 km dal paese, è uno tra i più straordinari esempi di architettura funeraria nuragica che si distingue per l’eccezionale monumentalità e stato di conservazione.

Sa Domu ‘e S’Orcu di Siddi è una tomba databile al Bronzo Medio XVI-XIV sec. a.c. circa, con fronte ad esedra a filari.

Il corpo tombale, absidato, disposto lungo l’asse SE-NO è lungo m 15,20; l’opera muraria è costituita da blocchi di basalto di medie dimensioni ben lavorati e disposti a filari regolari. Gli scavi hanno portato alla luce resti frammentari di corredi funerari, prevalentemente reperti ceramici attribuibili al Bronzo Medio XVI secolo a. C..

Negli scavi di questa e di altre tombe dei giganti non sono stati mai rinvenuti frammenti ossei ma s’ipotizza che la camera funeraria potesse contenere fino a trecento deposizioni accumulate progressivamente nel tempo dopo la costruzione. Sa Domu ‘e S’Orcu ha restituito frammenti di ciotola con scritta neopunica, ceramiche fini da mensa di epoca repubblicana e romana, monete sabaude del XVIII secolo.

Evidentemente benché la sepoltura collettiva abbia avuto termine all’inizio del I millennio a.C., la tomba è stata utilizzata impropriamente fino a tempi recenti.

Fonte Comune di Siddi

DOVE SI TROVA E COME ARRIVARE A SA DOMU E S'ORCU DI SIDDI