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Poetto: Al via la demolizione dei Chioschi, mentre il rudere dell' Ex-Ospedale Marino rimane..

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Guasti di una città che vuole dirsi turistica che ambisce a divenire la capitale del Mediterraneo ma che in realtà non è stata in grado di varare neanche lo straccio del PUL, il piano urbanistico per il litorale che avrebbe dato regole certe agli operatori economici ed avrebbe permesso uno sviluppo equilibrato dell' intera area del Poetto. Ma si sa, scrivere dei piani costa fatica, bisogna mediare, cercare di far contenti tutti, meglio lo status quo decidere di non decidere. Vedremo se la giunta Zedda sarà in grado di prendere finalmente delle decisioni e fare delle scelte che per forza di cosa scontenteranno qualcuno. Si sono già persi, troppo tempo, finanziamenti e opportunità.

Chioschi del Poetto, al via la demolizione:

Sono una ventina i chioschi che avranno abbattuti entro il 15 Ottobre (oddio qualcuno potrebbe respirare per un altro paio di mesi, ma la sua fine è segnata), quando le gru porteranno via i basamenti in cemento degli stessi, nel frattempo i gestori smontano e portano via il possibile, il salvabile, il riciclabile. E' la fine di un'era senza regole, con chioschi cresciuti troppo grazie alla mancanza di normativa, ma comunque fuorilegge (tanto per capirci i gestori andranno a giudizio il 6 febbraio per abuso edilizio, occupazione illegale di suolo demaniale e violazione delle norme paesaggistiche).

La Nuova Sardegna raccoglie le dichiarazioni di Matteo Pinna che difende 12 dei gestori. «Da un punto di vista legale non poteva che finire così perché solo la politica avrebbe potuto indicare negli anni una via diversa per dare ordine al litorale. Serviva e serve ancora una regolamentazione, purtroppo si è arrivati ad oggi e non c’è».

Intanto è incertezza anche su rinnovo e durata delle concessioni, il problema è il contrasto tra la norma varata dal governo Berlusconi sulla durata delle concessioni demaniali che scadrebbero nel 2015 e la volontà dell' Unione Europea che le vuole rinnovate anno per anno, si aspetta la decisione della Corte Costituzionale. Ma in ogni caso quando il Pul verrà un giorno finalmente approvato, le concessioni dovranno essere messe a gara. Nel frattempo è stata una stagione pessima al Poetto, non c'era nessuno la sera, non c'era vita.. la movida si è infatti trasferita nel centro di Cagliari. 

L'Ex Ospedale Marino, il rudere rimane lì a dispetto di tutto:

Era una volta una colonia marina voluta dal Duce, poi trasformato in Ospedale, quindi in rudere, discarica, lettamaio e riparo abusivo e pericoloso per senzatetto. Ne parla L'Unione Sarda di oggi, la struttura non può essere abbattuta essendo protetto dai vincoli della Soprintendenza, poi anni fa se ne decide la destinazione (centro per il recupero di sportivi e anziani), la gara se l'aggiudica la società fiorentina Prosperius, ma diciotto nulla osta non sono bastati per il recupero, manca una variante al Puc del Comune, negata dalla vecchia Giunta Floris, perché che si è aggiudicata la gara possa iniziare i lavori di recupero (cit). Si aspetta che ci pensi la giuunta Zedda che ne ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale, ma l'assessore comunale all'Urbanistica Paolo Frau "Se tutto andrà nel migliore dei modi in sei mesi la vicenda dell'ex ospedale Marino sarà chiusa (cit)". Speriamo bene! 

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