Il 1 maggio 2026 i fedeli accompagneranno il Santo nella tradizionale processione, ripercorrendo il tragitto che giunge dal carcere in cui venne imprigionato al luogo del martirio a Nora, per poi tornare alla sua Chiesa di Stampace il 4 maggio entro la mezzanotte.

PROGRAMMA FESTA SANT'EFISIO 2026
La Processione e il mese di Maggio: Dal 1657 si ripete annualmente con una cerimonia solenne la Festa di Sant’Efisio, il Pellegrinaggio da Cagliari al luogo del martirio del Santo e i riti di scioglimento del Voto voluto dalla Municipalità di Cagliari.
Ogni 1° di maggio i fedeli accompagnano il Santo in questa tradizionale processione, ripercorrendo il tragitto che giunge dal carcere in cui venne imprigionato al luogo del martirio a Nora, per poi tornare alla sua Chiesa di Stampace il 4 maggio entro la mezzanotte.
La mattina del 1° maggio
Su Carradori, preposto alla guida dei buoi che trainano il cocchio, addobba gli animali con fiori e campanelli. Quindi il Terzo Guardiano a cavallo, accompagnato dalla Guardianìa, si reca al Palazzo Civico. Qui li attende l'Alter Nos, rappresentante del sindaco della città. Insieme si recano alla chiesa di Sant'Efisio dove viene celebrata la "Messa dell'Alter Nos". Dopo questi complessi rituali civili e religiosi - la vestizione della statua del Santo, la designazione dei Guardiani scelti tra i confratelli dell’Arciconfraternita di Sant’Efisio e dell'Alter Nos, i Mazzieri, i cerimonieri del comune e una rappresentanza dell’Arciconfraternita del Gonfalone, accompagnano l’Alter Nos al Municipio per l’investitura da parte del Sindaco.
Successivamente, la statua del Santo, sul cocchio di gala, dalla Chiesa di Sant’Efisio si dirige verso il Municipio scortata dall’Arciconfraternita e preceduta e seguita dai fedeli provenienti da tutta la Sardegna. La Processione è aperta dai Cavalieri del Campidano, in sella a cavalli addobbati con coccarde e rosette. Quindi è la volta dei Miliziani, armati di archibugio e sciabole. A seguire il corpo della Guardianìa a cavallo, in frac nero, cilindro e fascia azzurra ai fianchi. In prima fila, il Terzo Guardiano regge il Gonfalone dell'Arciconfraternita. In frac e cilindro, con una fascia tricolore sui fianchi, procede l'Alter Nos, rappresentante del sindaco di Cagliari. Quindi procedono i membri dell'Arciconfraternita del Gonfalone, introdotti da un confratello che regge un crocifisso del '700. Due confratelli, chiamati "i Collaterali", hanno il compito di stare ai lati del cocchio durante tutto il percorso della Processione e aprono le porte quando si ferma per consentire ai fedeli di depositare all'interno fiori, offerte, ex-Voto e suppliche. L’arrivo del cocchio di fronte al Municipio di Via Roma, preannunciato dal suono delle launeddas (tipici strumenti musicali sardi a fiato costruiti con tre canne di giunco) e dai canti religiosi in sardo, è preceduto dalle reliquie custodite dal 151° Reggimento Fanteria “Sassari” ed è salutato dalle sirene delle navi. Parte del percorso processionale è ricoperta da una coltre di petali e essenze profumate: il rituale, in sardo s'arramadura, rappresenta l’omaggio dei devoti al Santo.
Lasciata Cagliari, dopo l’omaggio del Villaggio dei Pescatori, il pellegrinaggio giunge alla Chiesetta di Sant’Efisio di Giorgino per il cambio degli abiti. Vengono rimossi i gioielli e si procede al cambio delle vesti, sostituite da altre più semplici. La statua viene trasbordata su un carro da viaggio, detto "cocchio di campagna".
Il pellegrinaggio prosegue fino a Maddalena Spiaggia, dove i fedeli accorrono dalla vicina Capoterra (anticamente chiamata Villa Sant'Efisio). La terza tappa viene effettuata nella località detta "Su Loi", con la celebrazione di una Messa.
Al tramonto la processione giunge nella Cappella della prestigiosa Villa d'Orri dei marchesi Manca di Villa Hermosa, dove viene officiata la benedizione eucaristica. Al termine il corteo riprende il viaggio e arriva a Sarroch. Il cocchio viene accompagnato fino alla chiesa di Santa Vittoria dove viene celebrata una Messa solenne e qui avviene la sosta per la notte.
Il 2 maggio
La processione fa tappa a Villa San Pietro, dove dal 1943 è stata introdotta la tappa presso Villa Atzori, e poi a Pula, dove l'Alter Nos affida al Sindaco la responsabilità del Rito. Viene quindi celebrata una Messa solenne nella chiesa di San Giovanni Battista. Una sosta davanti al cimitero e un'altra davanti alla chiesetta di San Raimondo e il Santo viene preso in consegna dall'Arciconfraternita e scortato fino a Nora, dove arriva verso le 21. Quindi il simulacro viene deposto in una nicchia.
Il 3 maggio
avviene la commemorazione del Martire con messe e funzioni. Alle 18 ha luogo la processione lungo il litorale, durante la quale il Santo abbandona il cocchio e viene trasportato in spalla a rivisitare i luoghi del suo martirio.
Il 4 maggio
la processione torna verso Cagliari dove entro la mezzanotte avverrà il solenne Rito dello scioglimento del Voto. (CLICCA PER MAGGIORI INFO)

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Programma completo degli eventi collaterali
- 24 aprile ore 17:00 sala consiliare Palazzo Civico “Musiche di tradizione nella festa di Sant’Efisio"
Con la lezione aperta si vuole significare l’importante ruolo della Città di Cagliari quale riferimento regionale per l’espressione dei repertori e patrimoni musicali di tradizione orale.
Il prof. Marco Lutzu, docente di etnomusicologia dell’Università degli Studi di Cagliari, con la collaborazione di Ottavio Nieddu, dopo i saluti istituzionali dell’Amministrazione Comunale, terrà una lezione sui canti e le sonorità presenti all’interno della processione del primo e quattro maggio e analizzeranno i contenuti e le caratteristiche delle iniziative musicali collaterali dei giorni 30 aprile e 1,2,3 e 4 maggio.
A seguire (intorno alle ore 18:00), nello stesso spazio, sarà proiettato il docufilm Mantènnere (in sardo “mantenere”, “conservare”) un documentario che indaga il significato culturale e sociale della tradizione di canto a più voci di Santu Lussurgiu, in Sardegna, concentrandosi su due generazioni di cantori della Confraternita del Rosario. La prima è rappresentata dallo storico Cuncordu ‘e su Rosàriu, che dagli anni ’70 accompagna i rituali della Settimana Santa, la seconda da un gruppo di giovani confratelli che, ricevuto il testimone, sta gradualmente assumendo il ruolo di cantori rituali. Il film esamina come le due generazioni di cantori gestiscono e interpretano le profonde connessioni tra musica, rito e comunità, ponendo al centro la Settimana Santa come momento culminante per l’espressione della propria identità culturale. Attraverso la prospettiva personale del regista, nativo di Santu Lussurgiu, il documentario approfondisce il rapporto tra rito, pratica musicale e comunità, interrogandosi su come la tradizione venga preservata e trasformata anche in relazione al rapporto con i ricercatori. Alla proiezione sarà presente il regista, l’etnomusicologo Diego Pani.
- 30 aprile ore 21:00 Piazza Del Carmine "Concerto per Andrea”
Con la collaborazione della soc. cooperativa MEGA, vista la ricorrenza dei vent’anni dalla scomparsa di Andrea Parodi, si è pensato di offrire alla città un concerto con la partecipazione di artisti che hanno vinto il contest a lui dedicato. Gli artisti comprendono la cantante napoletana Flo in trio, il duo della cantante catalana Sandra Bautista, il quartetto jazz Sunflower con la cantante Francesca Corrias, il cantautore cagliaritano Andrea Andrillo in quartetto, e il cantautore di Porto Torres Francesco Marras Perantoni trio. Oltre ad eseguire due/tre brani del loro repertorio, ciascun artista porterà sul palco due brani di Andrea Parodi. La serata prevede la proiezione di alcuni filmati dell’indimenticabile artista e la partecipazione dell’attrice Lia Careddu che leggerà alcuni versi dedicati ad Andrea.
- 1° maggio ore 18:00 Piazza Del Carmine "La festa della tradizione”
Come di consueto, la sera del primo maggio, giorno dell’inizio solenne del cammino di Sant’Efisio, dal primo pomeriggio, nella spaziosa e accogliente Piazza Del Carmine, la coreutica popolare Sarda diventa una occasione di forte coinvolgimento collettivo.
Anche per la ricorrenza di quest’anno, saranno espresse le principiali varianti del ballo sardo attraverso l’interpretazione dei suoni delle launeddas, sulitus, voci soliste maschili e femminili, organetti, armoniche a bocca, fisarmoniche e del canto a tenore. I danzatori dei gruppi folkloristici, e il pubblico partecipante, assumeranno movimenti, figure e micropassi di un ballo comunitario nella tradizione più genuina di alcune delle popolazioni del territorio regionale che la mattina prenderanno parte alla solenne processione religiosa. I balli rituali e le danze di corteggiamento, saranno introdotte al pubblico come in un viaggio guidato dal presentatore che contestualizzerà il ballo nella sua essenza interpretativa della società tradizionale.
Oltre ai ventiquattro gruppi folkloristici la serata del ballo popolare dell’isola, sarà arricchita dalle sonorità dalle launeddas di Luigi Lai e dai suoni di diversi strumentisti o formazioni musicali di balli popolari, come di seguito riportato scheda degli artisti partecipanti.
La serata sarà preceduta dalla cerimonia di consegna da parte dell’Amministrazione comunale del premio
“Toson d’Oro di Sant’Efisio” assegnato quest’anno alla memoria della giovane Gaia Costa.
- 2 maggio ore 20:00 Cortile Palazzo Bacaredda “Il canto popolare sardo”
Con la realizzazione del presente concerto, si intende proporre in modo approfondito quei canti della tradizione orale che costituiscono il principale patrimonio musicale e canoro del mondo femminile dell’isola.
I repertori dei canti monodici del Logudoro “a chiterra e fisarmonica” nella tradizionale “gara” con la partecipazione dei cantadores Tino Bazzoni, Gianni Denanni e Daniele Giallara, accompagnati alla chitarra da Nino Manca e alla fisarmonica da Davide Caddeo.
Il concerto avrà una durata di circa due ore e sarà introdotto dal prof. Marco Lutzu etnomusicologo
dell’Università degli Studi di Cagliari (premio Toson d’Oro 2025) che avrà cura di fornire utili informazioni per una migliore fruizione dell’evento.
- 3 maggio ore 20:00 Cortile Palazzo Bacaredda “Gli strumenti della musica popolare sarda”
Le attività proseguiranno con la tessitura di un filo narrativo che trova nel patrimonio sonoro una delle principali forme di tradizione orale della Sardegna. Una vera e propria “rassegna” degli strumenti musicali e delle formazioni sonore che hanno caratterizzato l’evoluzione della musica nell’accompagnamento del ballo popolare. Organetto, Fisarmonica, armonica a bocca, fisarmonica semidiatonica, chitarra, launeddas, benas, sulittu, pipiolu triangulu, tumbarinu, tumbarineddu, affuente, trunfa, canto a tenore, si alterneranno in una sequenza che metterà in luce tutte le forme tradizionali sino alle rielaborazioni in duo di Andrea Pisu e Vanni Masala e alle nuove sonorità di Pierpaolo Vacca. Le associazioni presenti sono indicate nel dettaglio nella parte dedicata “partecipanti e costi”.
La serata avrà una durata di circa due ore e sarà introdotta dal prof. Marco Lutzu etnomusicologo dell’Università degli Studi di Cagliari che avrà cura di illustrare al pubblico le principali caratteristiche degli strumenti e le aree di diffusione.
- 4 maggio ore 18:00 Cortile Palazzo Bacaredda “La coralità Sarda per Sant’Efisio”
Nell’attesa del rientro del Santo in città dalle ore 18:00 e fino alle ore 20:00, le sei corali che saluteranno il passaggio del Santo nelle principali vie del percorso, daranno vita ad un concerto di canti sacri e profani dei propri repertori musicali.
L’armonia che nasce dall’amicizia dei suoni e delle voci della polifonia, nei differenti repertori musicali sacri e profani dell’isola, sarà proposta al pubblico attraverso un intenso concerto con la partecipazione di otto cori polifonici del territorio centro-meridionale dell’isola.
Il concerto avrà una durata di circa due ore e vedrà la partecipazione delle sei formazioni corali (Associazione Culturale Coro Polifonico Cantos de Jara – Gesturi; Coro Kellarious di Selargius; Coro Terra Mea Cagliari; Coro S’Arrodia di Sinnai; Coro Carrales di Cagliari; Coro di Cagliari) che accoglieranno il Santo al rientro del pellegrinaggio, in una sequenza di suggestioni che vedranno le varianti musicali e linguistiche dei territori coinvolti.
Le suggestive armonie e melodie saranno introdotte dal dott. Salvatore Bellisai, che metterà in luce caratteristiche e repertori di ciascuna formazione.
Al termine del concerto, tutte le formazioni corali si posizioneranno nei luoghi stabiliti per salutare il passaggio del Santo con i gocius e canti del repertorio religioso. Le otto postazioni saranno le seguenti: ingresso Palazzo Civico; Via Sassari fianco Tar; Via Sassari angolo corso Vittorio Emanuele; Corso Vittorio Emanuele angolo Piazza Yenne; via Azuni scalette chiesa S. Anna; Chiesa Sant’Efisio.
- 4 maggio ore 21:00 Viale La Plaia e percorso cittadino “La fiaccolata per Sant’Efisio”
Come di consueto anche il rientro in città sarà scandito dai canti dei rosari dei circa 1.500 devoti in abbigliamento tradizionale provenienti prevalentemente dall’area meridionale dell’isola.
Oltre ai devoti a piedi, saranno presenti circa 120 cavalieri campidanesi e i 56 miliziani a cavallo.
La processione precederà il passaggio di Sant’Efisio nel percorso fino alla chiesa di Stampace (per i devoti a piedi) e fino alla Via Azuni per i cavalieri.
PROGRAMMA GENERALE
- La mattina del 1° maggio, Su Carradori, preposto alla guida dei buoi che trainano il cocchio, addobba gli animali con fiori e campanelli. Quindi il Terzo Guardiano a cavallo, accompagnato dalla Guardianìa, si reca al Palazzo Civico. Qui li attende l'Alter Nos, rappresentante del sindaco della città. Insieme si recano alla chiesa di Sant'Efisio dove viene celebrata la "Messa dell'Alter Nos".
Dopo questi complessi rituali civili e religiosi - la vestizione della statua del Santo, la designazione dei Guardiani scelti tra i confratelli dell’Arciconfraternita di Sant’Efisio e dell'Alter Nos, i Mazzieri, i cerimonieri del comune e una rappresentanza dell’Arciconfraternita del Gonfalone, accompagnano l’Alter Nos al Municipio per l’investitura da parte del Sindaco.
Successivamente, la statua del Santo, sul cocchio di gala, dalla Chiesa di Sant’Efisio si dirige verso il Municipio scortata dall’Arciconfraternita e preceduta e seguita dai fedeli provenienti da tutta la Sardegna.
La Processione è aperta dai Cavalieri del Campidano, in sella a cavalli addobbati con coccarde e rosette. Quindi è la volta dei Miliziani, armati di archibugio e sciabole. A seguire il corpo della Guardianìa a cavallo, in frac nero, cilindro e fascia azzurra ai fianchi. In prima fila, il Terzo Guardiano regge il Gonfalone dell'Arciconfraternita. In frac e cilindro, con una fascia tricolore sui fianchi, procede l'Alter Nos, rappresentante del sindaco di Cagliari. Quindi procedono i membri dell'Arciconfraternita del Gonfalone, introdotti da un confratello che regge un crocifisso del '700. Due confratelli, chiamati "i Collaterali", hanno il compito di stare ai lati del cocchio durante tutto il percorso della Processione e aprono le porte quando si ferma per consentire ai fedeli di depositare all'interno fiori, offerte, ex-Voto e suppliche. L’arrivo del cocchio di fronte al Municipio di Via Roma, preannunciato dal suono delle launeddas (tipici strumenti musicali sardi a fiato costruiti con tre canne di giunco) e dai canti religiosi in sardo, è preceduto dalle reliquie custodite dal 151° Reggimento Fanteria “Sassari” ed è salutato dalle sirene delle navi. Parte del percorso processionale è ricoperta da una coltre di petali e essenze profumate: il rituale, in sardo s'arramadura, rappresenta l’omaggio dei devoti al Santo.
Lasciata Cagliari, dopo l’omaggio del Villaggio dei Pescatori, il pellegrinaggio giunge alla Chiesetta di Sant’Efisio di Giorgino per il cambio degli abiti. Vengono rimossi i gioielli e si procede al cambio delle vesti, sostituite da altre più semplici. La statua viene trasbordata su un carro da viaggio, detto "cocchio di campagna".
Il pellegrinaggio prosegue fino a Maddalena Spiaggia, dove i fedeli accorrono dalla vicina Capoterra (anticamente chiamata Villa Sant'Efisio). La terza tappa viene effettuata nella località detta "Su Loi", con la celebrazione di una Messa.
Al tramonto la processione giunge nella Cappella della prestigiosa Villa d'Orri dei marchesi Manca di Villa Hermosa, dove viene officiata la benedizione eucaristica. Al termine il corteo riprende il viaggio e arriva a Sarroch. Il cocchio viene accompagnato fino alla chiesa di Santa Vittoria dove viene celebrata una Messa solenne e qui avviene la sosta per la notte. - Il 2 maggio la processione fa tappa a Villa San Pietro, dove dal 1943 è stata introdotta la tappa presso Villa Atzori, e poi a Pula, dove l'Alter Nos affida al Sindaco la responsabilità del Rito. Viene quindi celebrata una Messa solenne nella chiesa di San Giovanni Battista. Una sosta davanti al cimitero e un'altra davanti alla chiesetta di San Raimondo e il Santo viene preso in consegna dall'Arciconfraternita e scortato fino a Nora, dove arriva verso le 21. Quindi il simulacro viene deposto in una nicchia.
- Per tutta la giornata del 3 maggio avviene la commemorazione del Martire con messe e funzioni. Alle 18 ha luogo la processione lungo il litorale di Nora, durante la quale il Santo abbandona il cocchio e viene trasportato in spalla a rivisitare i luoghi del suo martirio.
- Il 4 maggio la processione torna verso Cagliari dove entro la mezzanotte avverrà il solenne Rito dello scioglimento del Voto.

