Musica e artigianato si incontrano dal 17 al 24 agosto nell'Unione dei Comuni Parte Montis e Alta Marmilla per la quarta edizione del festival Pedras et Sonus.

pedras et sonus 2021

Pedras et Sonus dal 17 al 24 agosto a Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Pompu, Siris

Tutto pronto nei territori del Parte Montis e Alta Marmilla per la quarta edizione del festival Pedras et Sonus, tra gli appuntamenti musicali di spicco nell'estate isolana, che come consuetudine si dirama tra i Comuni d Curcuris, Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Pau, Pompu e Siris , con la direzione artistica della musicista Zoe Pia.i Ales,

Domani (martedì 17 agosto) nel Parco Comunale di Simala, a tenere a battesimo la quarta edizione del festival sarà il suonatore di oud e bouzouki Mauro Sigura - vincitore nel 2017 e nel 2021 del Premio Mario Cervo -, atteso nel paese dei Portali con il suo quartetto composto da Gianfranco Fedele al pianoforte, dronin ed elettronica, Tancredi Emmi al contrabbasso e Alessandro Cau alla batteria. Sigura dialogherà sul palcoscenico con l’illustratrice mogorese Alis Pictures, al secolo Alice Cirronis, specializzata all’Accademia delle Belle Arti di Firenze, abile a riportare su carta il suo bagaglio di ricordi, viaggi, immagini ed esperienze muovendosi sapientemente tra acquerello e tecniche digitali.
 
 
Appuntamento dedicato al buon cibo e alla musica il giorno dopo (mercoledì 18 agosto) a Pompu: in piazza Cavour, alle 21.45, il paese del pane ospiterà la Spaghetti Swing, per un’altra originale Vetrina Sonora e culinaria. In scena uno showcooking dedicato al lifestyle italiano degli anni Cinquanta e alla Dolce Vita, con la giusta fusione tra musica, gastronomia e momenti di puro intrattenimento. Sul palco e ai fornelli, ci saranno lo chef acrobatico e bassista Tiziano Negrello, affiancato dalle cantanti Betta Bob “Diva Parmigiano” e Linda Ginger “Ragazza Dispettosa”, da Donna Silvia al pianoforte e da Riccardo “Double” Paio alla batteria.
  
Protagonisti nel cartellone della quarta edizione di Pedras et Sonus - che ha vissuto la sua anteprima a Mogoro lo scorso 31 luglio con Joyce Elaine Yuille & the Hammond Groove - saranno fino al 24 agosto Cettina Donato e Zoe Pia, Ada Montellanico e Andrea Molinari, il trio di Franca Masu, Adele Madau, Maria Grazia Campus, l’ensemble di Launeddas del M° Franco Melis, Dario Cecchini con Roberto De Nittis e Nanni Gaias, Antonio Floris e Elisa Zedda, artisti a cui verrà affidato il compito di rileggere lo spazio della cultura storica, sfociando in originali progetti creativi e connettendosi con gli output espressivi che caratterizzano la manifestazione.
 
Elemento che caratterizza Pedras et Sonus, rendendolo un festival unico nella costellazione degli altri appuntamenti isolani, sono le Vetrine Sonore: su vari palcoscenici del festival si svilupperà un dialogo tra l’artista musicale protagonista dell’appuntamento e artisti legati profondamente al territorio, agevolando in questo modo lo sviluppo di trame artistiche in maniera multidisciplinare, valorizzando l’identità culturale isolana, promuovendo l’incontro, il dialogo, e lo scambio con gli altri popoli e tra le diverse arti.
 
Il festival Pedras et Sonus è organizzato dall’omonima associazione (associazione Pedras et Sonus), con il sostegno dell’Unione dei Comuni Parte Montis, della Fondazione di Sardegna, di Corsica e Sardinia Ferries, dei Comuni di Ales, Curcuris, Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Pau, Pompu, Siris e Simala, in collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari – Corso in Produzione Multimediale, del Conservatorio “F. Venezze” di Rovigo, Conservatorio “G. P. da Palestrina” di Cagliari, SIAE, Bar “La Fortezza”, Nuraghe Cuccurada, Grafik Art, Cantina “La Giara” di Usellus, Penty Pianoforti, Festival Internazionale Time in Jazz, Il Jazz va a Scuola, Alessandra Curreli – artigiana e designer, Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna, Associazione Musicale Mogorese, F.A.S.I., I-Jazz, Caligola Record, Tiscali e Unica Radio. 

PROVE APERTE - Esclusiva attenzione sarà rivolta partire da quest’anno al coinvolgimento delle nuove generazioni attraverso il nuovo progetto denominato Prove Aperte: alcune fasi dei soundcheck saranno aperte al pubblico del festival, che potrà seguirle, gustando di volta in volta una breve performance appositamente dedicata.
 
Fin dalla sua prima edizione il festival  veicola le proprie comunicazioni utilizzando anche la lingua sarda, presente in ogni aspetto comunicativo a cura del dottor Francesco Grussu.

Anche nell’imminente edizione, la direttrice artistica Zoe Pia indosserà gli abiti creati per l’occasione dalla stilista cagliaritana Alessandra Curreli, docente dell’Accademia del Lusso di Milano, e formatasi presso l’Atelier di Antonio Marras, che in questa edizione vestirà anche le musiciste del festival.
 
La Cantina La Giara di Usellus, attiva dal 1958 e indiscusso punto di riferimento per i viticoltori della Marmilla, sarà partner della manifestazione omaggiando con la sua bottoglia Isola dei Nuraghi IGT gli artisti ospiti del festival.
 
Per la prima volta, inoltre, saranno ospiti del festival due giovani studenti dell’Università degli Studi di Cagliari, iscritti alla Laurea Magistrale in Produzione Multimediale, che vivranno il progetto e avranno la possibilità di acquisire competenze specifiche.
 
Il regista Alberto Gambato documenterà la manifestazione attraverso la realizzazione di un cortometraggio, dopo il grande successo riscontrato dal recente Identidade Ninnia, orientato questa volta sul mondo della jazz education.
 
INFO E BIGLIETTI - I concerti del Pedras et Sonus festival sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria nel sito www.eventbrite.it o contattando il numero 379 1579897; per accedere a ogni evento sarà necessaria l’esibizione del green passI posti a sedere saranno limitati e distanziati, nel rispetto delle norme anti-covid. Maggiori informazioni nei canali social del festival e attraverso il sito www.pedrasetsonus.it
 
I LUOGHI - Parte Montis o Montangia è la denominazione medievale di una delle curatorìe o encontrade del Giudicato di Arborea: una sorta di provincia amministrata dal Curator. Si trattava di una subregione costituita da piccoli paesi, le Ville, governate ognuna da un Majore de Villa. Questa antica suddivisione geografica e politica è rimasta per certi versi inalterata per molti secoli e oggi a capo di quei villaggi ci sono i sindaci. Nel 2007 nasce l'Unione dei Comuni di Parte Montis,  (Gonnostramatza, Masullas, Mogoro, Pompu e Siris), nel 2017 entra a far parte dell'Unione il Comune di Simala. Sei Comuni della provincia di Oristano che uniscono le proprie risorse manifestando l'interesse a rafforzare un patrimonio culturale, storico, naturalistico e paesaggistico che si esprime appieno solo con una visione e un progetto unitari. Caposaldo dei nuovi amministratori è il recupero dell'identità, della memoria storica, come solida base per costruire il futuro. Cancellando i confini comunali si giunge a concepire l'unicità di un territorio dove usanze, cibi, produzioni artistiche, chiese e nuraghi, si fondono nel paesaggio in stretto rapporto con la natura. Questo è lo spirito dell'Unione, riscoprire preziose eredità sepolte e aprire nuovi orizzonti di sviluppo socio-economico.
 
La Marmilla è una subregione geografica della Sardegna, posta nella sua zona centro-meridionala. È delimitata a ovest e a sud dal Campidano, a nord-ovest dal monte Arci, a nord dalla Giara di Gesturi e dalla Giara di Serri, a est dal Flumini Mannu. Il nome "Marmilla" proviene dalle vaste colline tondeggianti, somiglianti verosimilmente a mammelle (vedi castello di Marmilla a Las Plassas). Altra ipotesi è quella secondo la quale vista la presenza di molte paludi nella zona, il paesaggio poteva apparire punteggiato da "mille mari". Il suo territorio risale al miocene e quindi può essere considerato geologicamente recente rispetto al resto della Sardegna. Il paesaggio è prevalentemente collinare e comprende la Giara di Gesturi, la Giara di Siddi, la Giara di Serri, l'altopiano di Genoni ed il bacino del Rio Mannu d'Isili. Le attività principali della zona sono l'agricoltura e il turismo. Le coltivazioni sono prevalentemente di cereali, ma è diffusa anche la coltivazione delle fave.
 
IL FESTIVAL – Il festival Pedras et Sonus nasce nel 2018 da un’idea della musicista e compositrice mogorese Zoe Pia, tra i più giovani direttori artistici in Sardegna (nasce, infatti, nel 1986) ed è sostenuto fin dal primo momento dall’Unione dei Comuni Parte Montis e dalla Fondazione di Sardegna. Nelle sue prime edizioni ha ospitato artisti del calibro di Antonello Salis, Mauro Ottolini, Baba Sissoko, Njamy Sitson, Paolo Angeli, Bebo Ferra e Ada Montellanico, costruendo e ampliando collaborazioni con importanti realtà come  l’Università degli Studi di Cagliari, il Festival Internazionale Time in Jazz, il Conservatorio di Musica G.P. da Palestrina di Cagliari e il Conservatorio di Musica “Francesco Venezze” di Rovigo. La kermesse rivolge una particolare attenzione al coinvolgimento attivo delle nuove generazioni di bambini e ragazzi e delle nonne, attraverso laboratori specifici (sensibilizzazione all’arte del riciclo, all’utilizzo della lingua sarda, allo sviluppo di valori di rispetto reciproco), oltre che alla valorizzazione dell’arte in ogni sua molteplice accezione, in costante dialogo con le varie e innumerevoli realtà locali.
 
MISURE DI CONTENIMENTO - Nell'attuazione delle misure sanitarie per contrastare l'emergenza coronavirus, l'ingresso agli eventi del festival sarà consentito a una persona per volta, con l'obbligo di indossare la mascherina fino al raggiungimento del posto (quando sarà possibile toglierla), mentre sarà cura dell'organizzazione mettere a disposizione del pubblico il gel per sanificare le mani. Verrà assicurato il corretto distanziamento di un metro tra gli spettatori (sia frontalmente che lateralmente), a eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Sarà privilegiato, dove necessario, l'ingresso previa prenotazione (l'elenco delle presenze verrà conservato per un periodo di quattordici giorni); accesso vietato, invece, alle persone con una temperatura corporea superiore ai 37 gradi e mezzo.