Palau, importante località turistica della Gallura ricca di risorse storiche e naturalistiche posta di fronte all’incantevole Parco dell’Arcipelago di La Maddalena, cuore pulsante della manifestazione, è stato insieme a La Maddalena, Arzachena e Luogosanto, teatro del Festival Internazionale Isole che Parlano diretto da Paolo Angeli e Nanni Angeli.

Palau Roccia dell’Orso - Capo D’Orso, Concerto Di Granito, @Francesco Conversano - Associazione Sarditudine

Festival Internazionale Isole che Parlano tornerà dal 31 agosto all’8 settembre 2024

Palau, importante località turistica della Gallura ricca di risorse storiche e naturalistiche posta di fronte all’incantevole Parco dell’Arcipelago di La Maddalena, cuore pulsante della manifestazione, è stato insieme a La Maddalena, Arzachena e Luogosanto, teatro del Festival Internazionale Isole che Parlano diretto da Paolo Angeli e Nanni Angeli. Un Festival che anche in questa XXVII edizione si è confermato un’esperienza unica per il numeroso pubblico - in straordinaria crescita, con oltre 3.700 presenze registrate negli eventi in programma - che ha partecipato a laboratori, proiezioni, concerti, incontri, degustazioni, vivendo nel corso dei nove giorni un’immersione a 360 gradi in un territorio unico, grazie alla proposta culturale capace di mettere in dialogo in maniera originale passato e presente, paesaggio e cultura, tradizione e avanguardia.

Dal 2 al 10 settembre fari, spiagge, scogliere, chiese campestri, siti archeologici, teatri e centri urbani, hanno ospitato artiste e artisti tra i più interessanti della scena internazionale che, come ricorda Paolo Angeli, direttore artistico insieme a Nanni Angeli del Festival, arrivano dalla tradizione popolare, dal rock e dal  jazz, esplorano questi linguaggi e li fanno detonare in relazione con l’avanguardia proprio perché - continua Angeli - Isole che Parlano lavora fin dalla sua nascita sul concetto di innovatori con radici, ossia musicisti che, ad esempio, partendo da uno strumento tradizionale lo portano nella contemporaneità apportando modifiche, preparandolo, ampliandone, quindi, le potenzialità espressive.

Tanti gli ospiti di questa XXVII edizione: Spiralis Aurea Trio - composizioni di Stefano Pilia, con partecipazione straordinaria di Adrian Utley (Portishead) - che ha messo in dialogo i suoni  delicati e poetici delle chitarre elettriche con il granito di Coddu Vecchju, una delle Tombe dei giganti più importanti della Sardegna; Matteo Leone Quintet che ha fatto risuonare il suo blues tabarchino venato di atmosfere maliane tra le pietre e gli alberi dell’antico sito medievale di Palazzo di Baldu; Lili Refrain con il suo rituale gotico, caratterizzato da una vocalità sorprendente, unita all’utilizzo della loop station, ai sintetizzatori, del tamburo Taiko giapponese e alle chitarre elettriche, ha dato vita a una performance estremamente suggestiva che si è sposata perfettamente con la maestosità della scogliera granitica di Punta Tegge; Giuseppe Doronzo - immerso nei colori, profumi e suoni del mare e del paesaggio che circondano la scogliera di Talmone - in solo con il suo sassofono baritono preparato con l’utilizzo di tamburelli, in alternanza con strumenti della tradizione popolare pugliese e iraniana; Duo IN, composto da due tra i giovani musicisti più interessenti della scena olandese, che hanno dato vita a un concerto in cui il suono della risacca di Cala Martinella ha fatto da tappeto al dialogo improvvisato a due voci tra batteria e tromba; Ava Trio tra le formazioni più interessanti della scena jazz di Amsterdam, espressione meticcia di un’Europa che in ambito musicale fa incontrare e ibrida visioni diverse del fare musica, sospesi tra l’improvvisazione libera e ritmi e cadenze mediorientali ; Francesco Bucci con un solo che ha spaziato dal minimalismo, alla techno, al drone, e dove trombone e tuba, diventano, anche grazie all’utilizzo di microfoni a contatto, le estensioni del corpo del musicista; gli sloveni Etceteral, un condensato di tutte le musiche sperimentali dagli anni Settanta a oggi, dub, afrofuturismo, free jazz, krautrock, arricchito da un mapping interattivo - questi ultimi tre artisti in concerto nella scenografia naturale del Faro di Punta Palau -; Arrogalla che ha portato sulla Spiaggia di Palau Vecchio uno speciale set dedicato a Isole che Parlano che ha riletto in chiave contemporanea la musica tradizionale sarda; Raúl Cantizano grandissimo chitarrista sevillano, tra i più importanti della scena spagnola contemporanea legata alla musica andalusa, che ha portato nella chiesa campestre di San Giorgio, la sua personalissima ricerca e sperimentazione sulla chitarra flamenca preparata, Deep Frame Drums un trio che abbatte le barriere tra differenti generi stilistici e linguaggi, giocando tra scrittura e improvvisazione e spaziando dalle composizioni afro contrappuntistiche di Marraffa alle canzoni sud america-italiane di Prestia; Cuncordu Jorghi Matteoli de Ovodda e Tenore Santu Pretu de Locula, le cui voci hanno fatto risuonare le rocce di Capo D’Orso nella suggestiva processione laica dedicata alle musiche tradizionali Di Granito XVIII Edizione - Musiche tradizionali tra sacro e profano, sonorizzazione della Roccia dell’Orso dedicata a Pietro Sassu, Mario Cervo e Antoni Are, e, infine, il duo Dal:Um che nell’evento sold out, realizzato sulla spiaggia di Cala Corsara dell'incantevole Isola di Spargi, ha letteralmente sedotto il pubblico con le atmosfere rarefatte degli strumenti a corda della tradizione sudcoreana del V-VI secolo utilizzati in chiave contemporanea.

E, infine, il momento conclusivo e di buon augurio che chiude ogni edizione del Festival, il Saluto al mare sulla Spiaggia di Palau Vecchio che quest’anno ha coinvolto, in questo momento finale di congedo tutto giocato sull’improvvisazione: Raúl Cantizano, Olivia Bignardi, Edoardo Marraffa, Giuseppe Doronzo, Francesco Bucci, Boštjan Simon.

Artisti provenienti da tutto il mondo che ribadiscono la vocazione internazionale di un Festival, che, ricorda Nanni Angeli, si apre al mondo, andando sempre alla ricerca di lingue nuove e di scene creative, che nascono grazie agli incontri tra musicisti e culture.

Dal Piemonte a Rio della Plata è, invece, il titolo della mostra di fotografia che ha portato, per la prima volta sull’isola, il lavoro di Paola Agosti, considerata una delle fotografe italiane più importanti del ‘900. Agosti, che è stata protagonista la sera di giovedì 7 dell’incontro “L’etica di un mestiere - La fotografa si racconta” nel quale ha ripercorso insieme al pubblico la sua carriera dagli esordi a Roma come fotografa indipendente negli anni Settanta fino ai lavori più recenti di curatela di mostre e libri dedicati ai suoi progetti fotografici e alla storia della sua famiglia, ha portato a Palau un'ampia selezione di immagini che appartengono a due differenti lavori: Immagine del “mondo dei vinti”, un lavoro realizzato alla fine degli anni ‘70 e dedicato ai luoghi e agli abitanti delle zone depresse del Cuneese, e El Paraiso: entrada provisoria, un racconto dei luoghi e dei volti dell’emigrazione piemontese in Argentina realizzato tra il 1987 e il 1991. 

La sintesi dei due progetti, oltre a testimoniare due diverse fasi della vita fotografica di Paola Agosti, pone in relazione le narrazioni sulle condizioni di due mondi apparentemente e geograficamente lontanissimi, ma fortemente legati dalla storica e imponente migrazione dal Piemonte verso l’Argentina. Un lavoro che ci fa conoscere le condizioni di miseria, alle soglie degli anni ‘80, della mondo rurale di una delle regioni più industrializzate d’Italia e contemporaneamente ci racconta della vita, in Argentina, dei discendenti di chi da quelle zone era partito moltissimi anni prima alla ricerca di una condizione di vita migliore. Per dirla con le parole della fotografa per ≪farci ricordare, oggi più che mai, che anche noi siamo stati migranti. Come i giovani …(che) arrivano nel nostro paese, cercando in Italia il Paradiso (entrata provvisoria?) e quasi sempre trovano ben altro≫.

La mostra, a ingresso gratuito, resterà aperta fino domenica 8 ottobre con i seguenti orari: dal martedì alla domenica

dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00. Inoltre, dal 18 settembre saranno come sempre attive le speciali visite guidate per le scuole di I e II grado del territorio Il suono dell’immagine a cura di Nanni Angeli.

Gioco, divertimento, felicità, nuove amicizie ed esperienze: sono queste le parole chiave del successo di Isole che Parlano ai Bambini, la sezione a cura di Alessandra Angeli che ha coinvolto in questa edizione circa 100 tra bambine e bambini, ragazze e ragazzi dai 3 ai 18 anni, che hanno partecipato ai 2 Assaggi di laboratori pomeridiani e ai 3 laboratori didattici (nelle mattine di lunedì, martedì e mercoledì) a cura di Aleksandar Caric, Agostino Aresu e Annalisa Masala nei quali hanno sperimentato differenti linguaggi espressivi: musica, teatro, arte. Laboratori che, come oramai da tradizione, si sono conclusi con la serata di restituzione che si è svolta la sera di mercoledì 6: un momento intenso ed emozionante diventato oramai un appuntamento imperdibile per tutta la comunità palaese, che unisce trasversalmente differenti generazioni attorno a un progetto come quello di Isole che Parlano ai Bambini, profondamente legato a questo territorio e che ogni anno si arricchisce delle esperienze dello staff, anche grazie al coinvolgimento come volontari di giovani che in anni passati hanno frequentato i laboratori.

L'appuntamento è per il prossimo anno con la XXVIII edizione del Festival Internazionale Isole che Parlano che si terrà dal 31 agosto all’8 settembre 2024.

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