Strade dello Zafferano a San Gavino Monreale: 1-2 novembre 2025. Due giorni tra cultura, gusto e identità dedicati allo Zafferano di Sardegna DOP.

Strade dello Zafferano di Sardegna DOP – San Gavino Monreale | 1–2 novembre 2025
San Gavino Monreale inaugura il Festival delle Strade dello Zafferano di Sardegna DOP 2025: un weekend tra cultura, sapori e comunità per celebrare l’“oro rosso” dell’isola. In programma incontri, laboratori, arte pubblica, degustazioni e un concerto gratuito all’Anfiteatro Comunale.
In breve
- Cosa: Festival “Strade dello Zafferano di Sardegna DOP” – tappa inaugurale
- Dove: San Gavino Monreale (SU) – centro storico e spazi culturali
- Quando: sabato 1 e domenica 2 novembre 2025
- Attrazioni principali: incontri a tema zafferano, presentazioni, inaugurazione opera identitaria, concerto gratuito, mercatini, laboratori, showcooking, MTB, pranzo Pro Loco, contest culinario, spettacolo serale
- Costi: molte attività sono gratuite; alcune iniziative possono richiedere prenotazione o contributo. Verificare i dettagli con gli organizzatori.
Il percorso del Festival 2025
Il Festival “Strade dello Zafferano di Sardegna DOP” torna nel 2025 con tre tappe che uniscono cultura, gastronomia e promozione territoriale: San Gavino Monreale (1–2 novembre), Turri (9 novembre) e Villanovafranca (16 novembre). La rassegna è organizzata dalla Rete delle Strade dello Zafferano di Sardegna DOP (San Gavino Monreale, Turri, Villanovafranca), con il sostegno della Fondazione di Sardegna, dell’Assessorato regionale alla Cultura e il coordinamento dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.
Zafferano DOP: identità, lavoro, comunità
Lo Zafferano di Sardegna DOP è tra le eccellenze agroalimentari più preziose dell’isola, riconosciuto per il colore intenso e i profumi decisi. La coltivazione, la raccolta e l’essiccazione degli stimmi sono eseguite a mano, secondo tradizioni radicate da generazioni. A San Gavino Monreale lo zafferano è simbolo culturale e identitario, raccontato attraverso pratiche, celebrazioni e momenti di partecipazione collettiva.
Le voci del territorio
L’assessore alla Cultura, Turismo e Promozione Riccardo Pinna sottolinea come il Festival rappresenti un patrimonio condiviso che unisce i territori e valorizza le eccellenze locali, grazie a un programma che intreccia tradizione e innovazione. La presidente della Pro Loco di San Gavino Monreale, Antonella Caboni, rimarca l’orgoglio della comunità nel contribuire alla costruzione di un evento partecipato, reso possibile dalla rete di associazioni e volontari.
Programma completo – San Gavino Monreale (1–2 novembre 2025)
Sabato 1 novembre
- 10:30 – Incontro pubblico: “Zafferano di San Gavino Monreale: prospettive, idee e partecipazione” – Sede Pro Loco
- 16:30 – Presentazione del libro “Dalle origini a imprenditrice coraggiosa. 365 ricette tipiche di Sardegna” di Maria Itria Paulis
- 18:00 – Inaugurazione dell’opera identitaria U OU dell’artista Giorgio Casu – Via Dante
- 19:00 – Concerto gratuito Gipsy Festa Family Reyes & Bailardo – Anfiteatro Comunale
- A seguire – Musica e intrattenimento sotto le stelle
Domenica 2 novembre
- Dalle 8:00 – Mountain Bike dello Zafferano (a cura di Monreal Bike)
- Mattina e pomeriggio – Mercatini, laboratori, mostre, escursioni, showcooking e animazioni nelle vie del centro storico
- 13:00 – Pranzo della Pro Loco con pietanze a base di zafferano – Piazza Marconi
- 16:00 – Concorso di cucina “Il Primo allo Zafferano” con Gianluca Medas
- 20:30 – Spettacolo conclusivo
Nota bene: il programma potrebbe subire variazioni e potrebbero esserci refusi. Per conferme ufficiali su orari, luoghi e modalità di accesso si invita a consultare gli organizzatori.
Informazioni utili
- Organizzazione: Rete delle Strade dello Zafferano di Sardegna DOP, Comune di San Gavino Monreale, Pro Loco San Gavino Monreale
- Canali ufficiali e aggiornamenti: pagina Facebook Strade dello Zafferano di Sardegna e canali del Comune/Pro Loco
- Accessibilità: eventi diffusi nel centro storico; si consiglia di verificare l’accesso alle singole location.
- Food & wine: proposte a base di zafferano presso stand, ristoranti e il Pranzo della Pro Loco.
- Consigli pratici: arrivare con anticipo, preferire scarpe comode, portare contanti per mercatini e degustazioni.
Come arrivare a San Gavino Monreale
In auto: San Gavino Monreale è collegata alla viabilità principale del Medio Campidano; seguire le indicazioni per il centro storico e le aree segnalate dagli organizzatori.
In treno/bus: la località è servita da collegamenti regionali; verificare orari aggiornati sui portali di trasporto pubblico.
Parcheggi: prevedere una breve passeggiata; seguire le indicazioni del personale in loco.
Contatti & aggiornamenti
Per informazioni e aggiornamenti in tempo reale sul programma, si invita a seguire i canali social ufficiali del Festival e del Comune di San Gavino Monreale:
Facebook: Strade dello Zafferano di Sardegna
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La Storia dello Zafferano di San Gavino
Lo zafferano (crocus sativus), prodotto a San Gavino Monreale e così rinomato a livello nazionale, ebbe una sua rilevanza anche nel corso dei secoli passati. Portato – probabilmente – dai Fenici tra l’VIII e il IX secolo a.C, venne usato pure dai Romani.
Divenuto un prodotto di lusso, venne forse reintrodotto nell’Isola (e di sicuro nei nostri territori) con il monachesimo greco di matrice Basiliana: questi monaci ne facevano ampio uso, usi che andavano dalla colorazione dei tessuti e dei paramenti sacri, alla liturgia fino all’aspersione degli ambienti. Tuttavia, è lecito pensare che le coltivazioni fossero in numero esiguo, sufficienti solo per il soddisfacimento delle loro esigenze.
È possibile però che possano esserci state delle influenze portate dagli Arabi: infatti, il termine sardo tzaffaranu è la derivazione del termine arabo zaafaran, che a sua volta venne italianizzata, diventando poi zafferano (furono infatti i Pisani che, nel XIII secolo, ne disciplinarono l’esportazione). Ma le prime attestazioni sulla coltivazione dello zafferano a San Gavino si hanno con il XVI secolo: del 1539 è un documento notarile in cui si cita, tra le altre cose […] Io Antonio Etza calzolaio del villaggio di San Gavino […]Quindi dichiaro prometto di dare e pagare una certa quantità in questo modo vale a dire entro il mese di novembre prossimo quattro libbre di zafferano a due ducati per libbra […]. Sempre un documento del notaio Da Silvia riporta il fatto che esistono, nelle campagne del cagliaritano, due impianti a San Gavino.
Verso la fine del XVI secolo, il famoso storico sassarese Giovanni Francesco Fara scriveva: […]praetera abundant insula croco optimo […]interius autem planitiem habet insignem in qua sunt, oppidum sancti gavini, in cuius agro fit optimus crocus […]. In quei secoli, la coltivazione dello zafferano avveniva in quelli che venivano chiamati horts de moly, ovvero degli orti irrigati con acqua dei pozzi tramite mulini azionati con la forza degli animali.
Di questi horts de moly ne abbiamo testimonianza anche nei toponimi, come ad esempio Horts de santa Luxia, Cristolu oppure Pauli bois, inseriti nella terras de campu, cioè terreni situati in pianura ed in campo aperto, di ottima fertilità, privi di alberi e colture arboree di qualsiasi tipo, comprese le siepi, adibiti alla coltura dello zafferano.
La produzione continuò per diversi secoli: Max Leopold Wagner scriveva che […] da Sanluri si giunge in circa un’ora a San Gavino, centro principale della coltivazione dello zafferano. Vittorio Angius riportava le seguenti informazioni […] uno dei prodotti particolari di San Gavino è lo zafferano, che lo si coltivò in maggiori quantità che in altre parti del regno, ed è molto stimato nel commercio. Chi produceva lo zafferano era di solito gente possidente, con importanti risorse economiche e finanziarie; si hanno, ad esempio, testimonianze di ricche famiglie, come quelle degli Zonca argentieri, oppure gli Oropho. Chi invece smerciava il prodotto erano le tzaffaranaias, cioè donne di una certa età che acquistavano gli stimmi dai produttori, rivendendoli al minuto sia in paese che nelle grosse città del cagliaritano: la vendita non produceva solamente denaro, ma anche scambi di olio, formaggi, legumi o vino.
Bibliografia
– Alberto Serra per “San Gavino Monreale . Net”
– AAVV, Zafferano. Storia, cultura, coltivazione e Impegno a San Gavino Monreale e in Sardegna, 2003.
CASTI A, Lo zafferano di San Gavino Monreale, 2006.

