Menu
Sei qui: SardegnaCulturaStoria della SardegnaI Savoia in Sardegna

I Savoia in Sardegna

I Savoia in Sardegna
1793 - 1831

I PIEMONTESI

La Sardegna resiste a Napoleone; i piemontesi vengono scacciati; Gio Maria Angioy; Editto delle chiudende; Carlo Felice.
Nel 1789 i francesi, con la presa della Bastiglia, misero fine alla oppressione dei signori e cercarono di esportare la rivoluzione in tutta l'Europa. La Sardegna, data anche la sua posizione nel Mediterraneo, rientrava nelle mire del nuovo governo francese, che inviò una flotta per cercare di conquistarla. I signori ed i feudatari sardi, impauriti per la prospettiva di perdere le loro prero-gative, si prepararono ad affrontare i francesi, arruolando volontari tra contadini e pastori, per difendere, non tanto l'isola, ma i loro privilegi.
Così quando nel 1793 i francesi sbarcarono in agro di Quartu, furono respinti e costretti ad abbandonare l'impresa, anche grazie ad una burrasca, improvvisamente scoppiata, i piemontesi chiusi nei loro palazzi, avevano assistito agli eventi senza muovere il classico dito.
Ma il popolo sardo e i signori locali, avevano preso coraggio e decisero di richiedere al sovrano sabaudo i famosi "Cinque Punti" che per il loro contenuto erano ben poca cosa e avrebbero risolto solo i problemi dei signori, non certo del popolo. Il sovrano non si curò delle richieste e, respingendole, innescò un moto di protesta che culminò il 28 Aprile 1794 con la cacciata dei piemontesi. Era
un periodo in cui tutta la Sardegna era in fermento, sia per la carestia ormai endemica che per i soprusi dei feudatari. Fu così che scoppiò a Sassari una rivolta contro i padroni, nel 1796 fu inviato nella città, in qualità di plenipotenziario del viceré, G. M. Angioy, che non riuscendo a domare la rivolta, abbandonato dalle istituzioni e dai nobili cagliaritani che lo avevano appoggiato, schieratosi palesemente con i rivoltosi, fu costretto ad abbandonare l'isola per l'esilio. Napoleone intanto conquistava la Lombardia, creando le Repubbliche Cispadana, Cisalpina, Ligure e Romana ed invadendo allo stesso tempo il Piemonte. Il Re di Sardegna Carlo Emanuele IV fu costretto a scappare da Torino ed a rifugiarsi????G? a Cagliari dove giunse il 3 marzo 1799. Con l'arrivo del sovrano Cagliari fu sede sovrana e cessarono le funzioni viceregie diventando vera capitale di fatto del regno. Sugli sventurati sardi si abbatterono nuove tasse, per sostenere economicamente la corte che non era dedita né al risparmio né alle privazioni.
Carlo Emanuele IV il 18 settembre 1799, dopo sei mesi, lasciò Cagliari e si recò in Toscana attendendo la restituzione del Piemonte, già riconquistato dagli austro-russi, con l'assenza del Re le funzioni viceregie furono assegnate al fratello Carlo Felice. Il Re non riuscì però a rientrare in Piemonte e colpito da crisi mistica, il 4 giugno del 1800 abdicò in favore del fratello Vittorio Emanuele I, mentre i francesi intanto riconquistarono il Piemonte annettendolo alla Francia nel 1802.
Il regno di Sardegna in quel momento era formato solo dall'isola e Cagliari, la sua capitale. Nell'isola si ebbero timidi tentativi di insurrezione, con Vincenzo Sulis e Gerolamo Podda, Francesco Cilocco ed il Parroco di Terralba Francesco Corda, che tentarono di proclamare la Repubblica sarda, ma furono uccisi in conflitto o condannati a morte.
Dopo aver girovagato per l'Italia il sovrano rientrò a Cagliari nel 1806, dove esercitò il suo potere regio. Ma la presenza del sovrano nell'isola non calmò i tentativi di rivolta né il malcontento generale che sfociò nel 1812 con la rivolta di Palabanda che si concluse con le esecuzioni di Giovanni Putzolu, Raimondo Sorgia e Salvatore Cadeddu.
Il 2 maggio 1814, sconfitto Napoleone, il Re sardo poté rientrare a Torino, un anno dopo la moglie, mentre a Cagliari la carica di viceré fu assegnata ancora a Carlo Felice. Nel 1820 fu applicata la legge chiamata "Editto delle Chiudende" la quale stabiliva il diritto di recintare i terreni non soggetti a servitù di pascolo o di passaggio. Legge quanto mai scellerata che creò conflitti insanabili tra contadini e pastori che portarono l'isola a una divisione delle classi povere che si combatterono tra loro, facendo perdere di????G? vista altri problemi, ben più importanti. Intanto, nel 1821, scoppiarono in Piemonte dei moti per ottenere una nuova costituzione più liberale ed il Re Vittorio Emanuele I, pur di non concedere quanto richiesto dal popolo, abdicò in favore del fratello Carlo Felice, viceré della Sardegna, che lontano da Torino affidò la reggenza a Carlo Alberto, il quale accettò le richieste dei rivoltosi, non riconosciute però dal legittimo sovrano Carlo Felice. Il sovrano chiese aiuto alle potenze europee per ristabilire l'ordine destituendo Carlo Alberto e insediandosi a Torino solo il 19 aprile 1821, dopo che gli alleati sconfissero i liberali piemontesi.
In Sardegna il sovrano è ricordato per la costruzione della Cagliari-Sassari, che prende il suo nome e per il nuovo impulso da- to alla istruzione e alla lotta contro il banditismo. Carlo Felice morì nel 1831 e, suo malgrado, forse per le pressioni austriache, designò come successore Carlo Alberto, che tanto aveva odiato.
Testi tratti da Sardinian.net



Go to top