serrenti

Prefisso: 070
Cap: 09027
Abitanti: 5.078
Altitudine: 114 m slm

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Il territorio comunale di Serrenti risulta abitato fin dal periodo nuragico. Il villaggio di Serrenti risulta ininterrottamente abitato sin dal 1300 e il suo vecchio nucleo originario oggi prende il nome di quartiere San Giacomo, presso l'omonima chiesetta. Gli abitanti di Serrenti si dice provenissero da due villaggi abbandonati a circa 2km dall'attuale sito (Monti Mannu e Santus Angius).

Il paese è adagiato su alcune colline formate da rocce laviche (Monti atzorcu, Ibera, Senzu, Locci e Atziaddei). I primi documenti risalgono alle statistiche pisano-aragonesi sulle rendite in denaro, frumento e orzo. Si può dedurre che Serrenti, come altri comuni delle Curatoria di Nuraminis, divise le sorti del Giudicato di Cagliari, che nel 1257 cadde sotto il controllo dei pisani. Dopo la conquista aragonese della Sardegna, anche Serrenti insieme con Samassi e Baralla venne nel 1300 dato in feudo al cavaliere Bernardo di Covilles. In seguito fu sottoposto a continui passaggi di proprietà e vendite.

A Serrenti si annoverano tre Chiese: Maria Immacolata, San Giacomo e Santa Vitalia, presso la quale si tiene l'omonima Sagra il primo lunedì d'ottobre, che vede la presenza di migliaia di pellegrini provenienti da tutta la Sardegna.

Pur essendo l'economia basata sull'agricoltura, grande importanza ha avuto in passato l'attività estrattiva, in particolare del caolino e della trachite grigia (pedra de Serrenti), materiale col quale sono state costruite molte case di Serrenti e in particolare gli archi dei portali (un portale in pietra, incorniciante Monti Mannu e un campo di grano, è l'elemento caratterizzante dello Stemma Comunale). L'arte della lavorazione della pietra venne fatta conoscere nella seconda metà del secolo scorso da scalpellini toscani. Oggi si assiste ad un rilancio del settore e Serrenti esporta la trachite in tutta Italia.

Da vedere:
Chiesa di S.Giacomo, Chiesa M. Immacolata, Chiesa di S. Vitalia