budoni

Prefisso: 0784
Cap: 08020
Abitanti: 4.951
Altitudine: 16 m slm

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Budoni, piccolo comune dell'alta Baronia, sorge in un'area pianeggiante di origine alluvionale soggetta durante il periodo delle piogge abbondanti, alle piene dei vari ruscelli che vi confluiscono. Il territorio comunale è caratterizzato dalla presenza di numerose colline che circondano la costa e delimitano il comprensorio comunale. Alcune colline, di origine granitica, con rocce erose dal vento e dall'acqua, rappresentano un quadro suggestivo per chi vorrà ricercare i vecchi sentieri ed immergersi in una natura ancora incontaminata. Una collana di piccoli stagni costieri, spesso affiancati da folte pinete, separa il mare dalle colline. Si tratta di bacini salmastri inutilizzati per la bassa profondità e la mancanza di sbocchi a mare, meritevoli di protezione per la presenza della tipica vegetazione alofita arricchita da boschetti di tamerici e giunchi, e per l'abbondante fauna acquatica che comprende sporadicamente anche i fenicotteri rosa. Ma è la macchia mediterranea che con la sua presenza caratterizza il paesaggio, spezzando con i suoi vividi colori la nuda roccia. Predomina il mirto - da cui si ricava il tipico liquore - il lentisco, il ginepro, il corbezzolo, l'erica. La lunga costa, ben 18 km, è caratterizzata da lunghi arenili di sabbia bianca alternati a piccole cale delimitate da scogliere o dalla vegetazione a macchia mediterranea e da acque cristalline con colori che sfumano dal turchese al blu intenso con fondali incontaminati e incantevoli.
In tutto il territorio, sono presenti alcuni monumenti che attestano la frequentazione di questa zona già nel periodo neoligico (ca. 4000 a.C.). La presenza di queste antiche popolazioni è legata al fiume Salamaghe che rendeva fertile il territorio circostante, consentendo a queste genti di procacciarsi il necessario per la sopravvivenza. Il monumento più importante di quest'epoca è la domus de janas di “L'agliola” a Solità: si tratta di una sepoltura scavata nella roccia scistosa, ad un'unica cella con una nicchia sul lato destro. Scarse le testimonianze del periodo romano. Solo in pieno Medioevo il territorio è stato rioccupato da popolazioni dedite all'agricoltura e pastorizia provenienti soprattutto dall'interno della Sardegna. In età giudicale (1000-1420 ca.) l'agro di Budoni appartiene al Giudicato di Gallura (curatoria di Posada) passato poi sotto il dominio pisano. Le sorti dell'agro di Budoni - che ricordiamo non esisteva sotto tale nome -sono legate alla villa di Posada e ne subirono le alterne vicende sia durante il dominio aragonese sia durante quello spagnolo e sabaudo. A tale villa rimase legato sino al 1958 quando il piccolo centro divenne comune autonomo iniziando un nuovo capitolo della sua storia. Architettura Legata al mondo agro pastorale, la tipica abitazione di gran parte del territorio comunale deve la sua origine all'unione degli elementi architettonici “galluresi” a quelli della tipica abitazione sarda importata, quest'ultima, dai pastori provenienti dall'interno dell'isola. Questa struttura, denominata “stazzo”, è nota anche con il nome di “habitat disperso” proprio per il suo isolamento territoriale. Tale insieme comprendeva sia la casa rurale in cui viveva la famiglia del colono con le relative dipendenze, sia la superficie agraria in cui si praticavano l'allevamento e l'agricoltura. Per la costruzione di queste abitazioni venivano usati materiali facilmente reperibili: fango, argilla, pietre e legno per le travi. Esse venivano isolate dalla intemperie frammischiando all'argilla del sughero sbriciolato. Tra gli esempi di architettura moderna ricordiamo le chiese delle frazioni, molte delle quali edificate negli anni ’20. Tra di esse spicca quella chiesa di Berruiles, la chiesa di Budoni dedicata a San Giovanni Battista fu edificata nel 1969sui resti di una chiesetta campestre con facciata a capanna. Le pareti della chiesa sono decorate da 14 quadri in rame sbalzato che raffigurano la Via Crucis; dal soffitto pende un grande crocifisso ligneo con il corpo del Cristo in terracotta, opera dello scultore dorgalese Francesco Masuri. La statua del santo, in legno, apparteneva alla precedente chiesetta. Nel 1993 la facciata è stata abbellita con un rosone, la cui vetrata raffigura il battesimo di Gesù. Molto sentita dalla popolazione è la sagra che si celebra il 16 gennaio in onore di Sant'Antonio abate. Si tratta di una festa molto suggestiva la gente dopo la benedizione di falò si intrattiene attorno al fuoco per chiacchierare, bere un bicchiere di vino e mangiare i dolci tipici. A maggio nella frazione di San Pietro durante la festa patronale, i priori offrono il tradizionale pranzo a tutte le persone che vi si recano. Durante la Settimana Santa si preparano le “casadinas” - cioè le formagelle - e i “pani fioriti”, mentre la domenica di Pasqua si celebra “S'Incontru” tra la Madonna e il Cristo Risorto. Partendo da diverse località due gruppi si incontrano a Budoni davanti alla chiesa. In occasione della festa di San Giovanni Battista, nel mese di giugno, vengono preparate le origliette - dolci di pasta all'uovo con strutto, fritti in abbondante olio e serviti poi con il miele, molto simili alle chiacchiere - mentre nel tardo pomeriggio dal porto di Ottiolu partono le barche che portano il Santo per bene augurante processione in mare. Molto sentita dalla popolazione locale è la santa messa, cui fa seguito la processione che attraversa le vie del paese di Budoni, in onore di Sant'Anna (26 luglio). Un tradizionale appuntamento è ormai diventato il ferragosto budoense che vede la partecipazione di gruppi e cori provenienti da varie parti dell'isola. Infine l'ultima domenica di agosto si celebra la festa del santo patrono, San Giovanni Battista, in onore del quale si festeggia per tre giorni portando in processione il santo lungo le vie del paese con l'accompagnamento della banda - o di un coro vocale che canta in lingua sarda - e di gruppi in costume che la rendono molto suggestiva.

Da vedere:
Budoni possiede 18 Km di coste bellissime, il cui mare presenta fondali bassi con acque cristalline che sfumano da turchese chiaro al blu intenso; paesaggi variegati che in primavera si rivestono di verde brillante, fanno da cornice a vari hotels, villaggi turistici e residences (che durante la stagione estiva raggiungono le 50.000 presenze) ed alle strutture ricettive per il tempo libero dove è possibile praticare tennis, calcetto, bocce, equitazione. Il porto turistico di Ottiolu è dotato di 445 ormeggi dal quale si parte alla scoperta di fondali incantevoli e cale incontaminate. Tutto questa fa di Budoni un punto di arrivo per il turista, ma anceh un punto di partenza per la scoperta degli angoli nascosti della Sardegna.