viddalba

Prefisso: 079
Cap: 07030
Abitanti: 1.798
Altitudine: 30 m slm

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Viddalba è raggiungibile percorrendo la strada costiera, lungo il Golfo dell’Asinara, che da Porto Torres conduce a Castelsardo, per poi proseguire lungo lo scorrimento veloce per S. Teresa di Gallura, continuare per una strada rettilinea che attraversa tutta la Piana del Coghinas fino ad incontrare il corso del fiume facilmente superabile oltrepassando un modernissimo ponte di recente costruzione. Chi invece giunge da Olbia, deve seguire la strada che porta a Tempio e poi ad Aggius, da qui attraversare prima tutta la Piana dei grandi massi (o valle lunare) e poi la strada, un tempo valico romano, che collega l’Alta con la Bassa Gallura.

Il paese si trova adagiato sulla riva destra del fiume Coghinas (navigabile in antico, veniva chiamato Thermus dai romani). Ormai da anni, nel territorio di Viddalba, il fiume è divenuto palestra ideale per canoisti (che lo discendono da Casteldoria fino alla Foce), pescatori (il fiume è molto ricco di carpe, spigole, tinche, persico e anguille) e da coloro che amano le passeggiate a piedi, in bici o a cavallo lungo gli argini a contatto con la natura. Il Coghinas tuttavia è assai conosciuto anche per le sue acque calde che si trovano nella località di Li Caldani (in area viddalbese), dove sulla sponda opposta del fiume è presente lo stabilimento termale di Casteldoria, che sfrutta acque salso – bromo – iodiche che sgorgano caldissime (più di 70° di temperatura) direttamente sul letto del fiume.

La sua vicinanza al fiume, limite giurisdizionale del confine con l’Anglona, fa si che Viddalba si trovi collocato ai piedi del gradino con cui ha inizio il rilievo della Gallura e che assieme ai comuni confinali di Valledoria, S.M. Coghinas e Badesi, fa parte dei centri dislocati ai margini della fertile Piana del Coghinas: rigogliosa e fertile tutto l'anno, dove si producono vari tipi di ortaggi che annualmente vengono esportati in tutto il territorio nazionale ed estero (pomodori, patate, melanzane, cocomeri e soprattutto carciofi). Sul versante opposto, la coltre montuosa di porfido rosso costituita da Monte Ruju (dove si trovano inglobati in uno scenario assai suggestivo le sculture naturalistiche conosciute dagli abitanti del posto col nome di Lu Frati e la Monza e Lu Monti Stampatu), S.Gavino e P.ta Salici (la più alta con i suoi 911 metri), cingono parzialmente la parte restante del territorio. Altra caratteristica paesaggistica del luogo sono i depositi eolici, o più precisamente le dune sabbiose del Quaternario, che abbondano nelle aree prospicienti la costa, le quali ricoperte di macchia mediterranea contribuiscono ad accentuare il fascino particolare di questa zona.

Da vedere:
Museo archeologico, Chiesa di San Giovanni