giave

Prefisso: 079
Cap: 07010
Abitanti: 603
Altitudine: 592 m slm

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Situato nel Logudoro-Meilogu a circa 42 Km da Sassari, Giave è posto sulla sommità di un piccolo altipiano basaltico a 592 m s.l.m.. Meilogu significa “luogo di mezzo”. Questo territorio è situato tra l’altipiano di Campeda, le catene montuose del Marghine - Goceano, il Monteacuto ed il sassarese.
Il territorio di Giave è costituito da una zona di alta collina dove spiccano: Monte Traessu, Monte Chercheddu, Monte Maggiore, Monte Pizzinnu, Monte Annaru, Monte Figuini, Monte Ammoradu, Plana Roccaforte e da una zona pianeggiante detta Campu Giavesu.

Sono presenti nel nostro territorio testimonianze antichissime dell’insediamento dell’uomo. Presso Figuini e presso Riu Mulinu è possibile visitare le Domus de Janas (case delle Fate), piccole camere scavate nella roccia e usate come luoghi di sepoltura. Vi sono stati trovati resti umani e oggetti che costituivano il corredo funebre del sepolto. La scarsità di ritrovamenti di armi fa supporre che la zona fosse abitata da una popolazione serena e pacifica dedita alla pastrorizia e all’agricoltura. Di età successiva sono i nuraghi forse abitazioni o fortezze attorno ai quali si raccoglieva una popolazione più bellicosa. Lo conferma il fatto che vi sono stati trovati numerosi archi e che questi sono dislocati nelle alture a guardia della valle. Tra i numerosi nuraghi presenti nel territorio di Giave: Oes, Cagules, Santu Ainzu, Badde Pedrosa, Figus, Silanos, Accas e Manigas.

Il centro storico di Giave conserva a tutt’oggi le caratteristiche del borgo medioevale. Da vecchie foto e dal ricordo degli abitanti è stato riscontrato che la maggior parte delle strade di Giave erano pavimentate col così detto “impedradu” (impietrato) ciottolato composto da “pedra fumiga” (pietra basalto di colore nero di origine vulcanica locale o pomice). Nelle case costruite in pomice e basalto gli intonaci esterni sono spesso assenti o realizzati in calce e presentano colorazioni di tenue tonalità. A fianco dell’uscio di casa gli scalini, appositi sedili per la pausa pomeridiana o delle prime ore della sera che durante la buona stagione servivano per stare seduti in compagnia dei vicini di casa “sos carrelagios”.

Da vedere:
parrocchiale di Sant'Andrea, l'oratorio di Santa Croce