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Comune di Lanusei

 

Comune di LanuseiFoto Pagina Facebook comune di Lanusei

Prefisso: 0782
Cap: 08045
Abitanti: 5.407
Altitudine: 595 m slm

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Lanusei, centro collinare celebre per la freschezza e la salubrità del suo clima, è adagiato come un anfiteatro che domina la vallata e la costa sul mare. Circondato da boschi di leccio, gode dell’invidiabile privilegio di render facilmente fruibili ai suoi turisti le proprie risorse e quelle degli altri paesi vicini, data la sua posizione centrale. In pochi minuti d’automobile sono infatti raggiungibili le spiagge della costa ogliastrina, le montagne del Gennargentu, laghi, fiumi, grotte, presenti nel territorio.

Gran parte del territorio di Lanusei è attraversato dalla linea ferroviaria “trenino verde” che si snoda nel centro abitato fino alle suggestive alture di “pizzi cuccu” e “su cramu” da cui si ammirano gli incomparabili paesaggi delle vallate ogliastrine.

Caratteristica la varietà e ricchezza di ambienti naturali ed archeologici del suo territorio, per la cui valorizzazione è stato realizzato un centro mussale, sito nel centro storico cittadino. Il territorio di Lanusei comprende sia zone dell’entroterra collinare che zone montuose comprese tra i mt. 150 slm. E mt 1300 del bosco Selene, Monte Tricoli e di Monte Armidda, sede Astronomico aperto al pubblico, la cui posizione è particolarmente vantaggiosa considerata l’assenza di inquinamento luminoso. Complementare all’osservatorio è il planetarium del Liceo Ginnasio, aperto anch’esso al pubblico. Il patrimonio archeologico ha attestazioni che vanno dall’età del neolitico recente fino all’età romana. Le più significative emergenze sono riferibili all’età nuragica: 6 nuraghi, 2 tombe dei giganti e circa 14 aree di insediamento.

Il sito archeologico naturalistico di maggiore importanza è quello di Selene: arroccato su uno spuntone di roccia, si sviluppa un insediamento ed a breve distanza sorgono bellissime tombe dei giganti. Notevoli i pregi paesaggistici ambientali di varie zone del territorio, ambienti privilegiati di varie specie di animai selvatici: cinghiali, mufloni, aquila reale, rapaci, pernici, lepri, ecc. La regione montuosa presso “Selene” è ricoperta da fitto bosco di lecci, castagni e querce, da rimarcare anche la presenza di aceri minori nella regione di perda Airi presso il limite territoriale di Gairo. Di suggestiva bellezza è il paesaggio che si ammira da Monte Armidda: comprende infatti la caratteristica roccia di Perda Liana. Monte Tricoli, la cresta porfidica di Serra Coronedda e la piana costiera.

Tra i monumenti di Lanusei, il posto principale spetta senza dubbio alla sua cattedrale, elevata a tre dignità nel 1927, anno in cui la cittadina divenne sede della Diocesi Vescovile d’Ogliastra. Fino ad allora la sua storia è quella di una chiesa parrocchiale. Soggetta a diversi restauri e migliorie – nel 1617, 162, 1860 – fu nella ricostruzione del 1923 che assunse l’aspetto attuale: stile classico a tre navate, archi di comunicazione tra le cappelle delle navate laterali, la cupola. Agli anni trenta risalgono le decorazioni artistiche e le sette maggiori tele; al 1984 il portone di bronzo dell’artigianato Sacro. Fu la ricostruzione del 1860 la più rilevante dal punto di vista archeologico. Durante i lavori furono infatti rinvenute tombe con corredo nuragico. Facevano parte del corredo alcune urne di creta, scodelline di terra rossiccia e ornamenti di bronzo caratteristici della parte montuosa della Sardegna. Fra le altre chiese, oltre alle rovine delle chiese di Santa Maria e Santa Lucia, è notevole la chiesa rurale ancora efficiente dei Santi Cosimo e Damiano.

Nella chiesa campestre dei Santi Cosimo e Damiano vi si festeggia la festa che gli abitanti di Lanusei considerano la più importante; le celebrazioni seguono il calendario tradizionale dividendosi in due tempi. La prima parte si festeggia in Agosto: il simulacro del Santo viene condotto in processione, all’alba, alla chiesetta campestre per un percorso di circa 6 Km. Trasportato con tradizionale carro dei buoi, per l’occasione bardato a festa con fiori e drappi rossi, il Santo rimarrà nella chiesetta per circa un mese. Questo soggiorno è tradizionalmente legato alla coltura delle patate. Compito del Santo sarebbe appunto proteggerne le colture, secondo una credenza che certamente affonda le sue radici nella cultura pre-cristiana e negli antichi riti propiziatori. Alle celebrazioni religiose si uniscono i festeggiamenti civili: pranzo in campagna e balli tradizionali la notte. È a Settembre che, con la seconda fase, si conclude la festa. Il simulacro del Santo ritorna in paese, ancora una volta con la tradizionale processione, e alla sera balli e canti tradizionali con qualche concessione alle esigenze dei più giovani: complessini, orchestre, comici, ecc.

Le altre sagre seguono più o meno lo stesso schema, con l’eccezione forse della festa di San Giovanni Bosco che si  conclude con uno splendido spettacolo pirotecnico. Di grande attrazione è la corsa dei cavalli che si svolge in San Cosimo. Ripristinata da appena due anni, ha una tradizione antichissima. Vi era in palio anticamente il “Panno”, il drappo del vincitore da riconsegnare l’anno successivo perché andasse al miglior cavaliere. La corsa è aperta a tre categorie: purosangue, mezzosangue e cavallo sardo. Richiama una gran quantità di pubblico e di appassionati e sembra destinata a riprendere il suo posto di grande appuntamento.

Da vedere:

Tombe dei giganti e nuraghe seleni, chiesa rurale dei Santi Cosimo e Damiano, cattedrale

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