sarule

Prefisso: 0784
Cap: 08020
Abitanti: 1.802
Altitudine: 630 m slm

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Un’aura di leggenda avvolge la fondazione del paese di Sarule: si narra di un tal donno Sarule che, intorno all’anno Mille, si rifugiò con la sua famiglia nell’attuale centro storico tra la chiesa del Rosario e la scomparsa chiesa di Santa Marta. Ma i numerosissimi siti archeologici (circa 40) del suo territorio testimoniano una storia ancora più antica che risale al Neolitico: la raccontano le affascinanti domus de janas di Neunele, Sa Neale e Sa Pranedda.

I profili appuntiti del complesso di Gonare risaltano sul dolce territorio collinare che circonda il paese di Sarule dove si trovano le più antiche terre emerse della Sardegna. Ai piedi della montagna si sviluppa il territorio collinare, ricco di sorgenti e ricoperto da boschi di lecci, roverelle e aceri. Il paese è noto per la produzione di pregiati e coloratissimi tappeti in lana grezza e cotone, realizzati ancora oggi su arcaici telai verticali secondo schemi e modalità antichissimi, che si possono ammirare nelle botteghe artigiane del centro storico.

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II paese di Sarule ha origini preistoriche, testimoniate da numerosi ritrovamenti del periodo nuragico. E' situato nella Barbagia di Ollolai, dominio nel profondo medioevo del mitico Ospitone, al quale si era rivolto Papa Gregorio Magno per sollecitare la conversione al cristianesimo dell'intera popolazione della zona.

Posto alle pendici del Monte Gonare ha un altitudine media di 650 mt; è esposto a sud-ovest dove spazia per un lungo tratto senza ostacoli sui paesi dell'alto oristanese (Abbasanta, Ghilarza, Santulussurgiu, Sedilo, ecc.), sulla catena del Marghine e sui versanti orientali della Planargia e del Goceano. Il suo territorio è esteso per oltre 52 Kmq e confinante con Ollolai, Orani, Olzai, Ottana e Mamoiada, presenta una grande differenza altimetrica, si passa infatti dai 215 mt della valle di "Ghirthoe" verso Ottana fino ai 1086 mt del Monte di Gonare.

L'economia del paese è a carattere misto, una parte della popolazione opera nell'industria, nell'artigianato e nel terziario, ma rimane prevalente il settore agro-pastorale. Nel campo dell'artigianato tessile Sarule gode di una fama consolidata per i suoi tappeti (sas burras), si tratta di filati di lana grezzi di pecora sarda, lavorati a mano in telai verticali.

Nel centro abitato sono presenti quattro chiese: San Michele Arcangelo, ultimata è aperta al culto nel 1814 è la chiesa parrocchiale, la quale all'interno è abbellita da quattro icone del pittore M. Delitala; decisamente più antica è la chiesa della Madonna del Rosario, risalente ai primi del 1200 e ricostruita sulle fondamenta della chiesa dedicata a San Nicolò di bari, le altre due chiese sono quelle dedicate a Sant Antonio da Padova, con all'interno pala del pittore Sarulese De Gonare, e quella di Santa Croce. A queste chiese vanno aggiunte quelle campestri di San Bernardino e di Nostra Signora di Gonare, posta sulla cima dell'omonimo monte e che merita un capitolo a parte.

Tra le antiche tradizioni del paese sopravvivono i riti della settimana santa. Particolarmente suggestivo è "s'iscravamentu" del venerdì santo, vero e proprio teatro sacro in costume, con i priori dei vari oratori del paese abbigliati da Giudei.

Da vedere:
Monte Gonare, chiesa parrocchiale San Michele Arcangelo, chiesa della Madonna del Rosario, chiesa di Sant Antonio da Padova, chiesa di Santa Croce, chiesa campestre di San Bernardino