meana

Prefisso: 0784
Cap: 08030
Abitanti: 1.942
Altitudine: 600 m slm

» Comune
» Scuole
» Parrocchie
» Farmacie
» Meteo Meana Sardo

Appartenente alla regione storica della Barbagia di Belvì, il territorio meanese si sviluppa con una morfologia aspra prevalentemente collinare e montuosa, ai margini del versante S.O. del massiccio del Gennargentu, per una superficie complessiva di 7400 ettari. Le altitudini medie sono intorno ai 600 metri s.l.m., con la massima di 1083 a Bruncu S. Elia e la minima di 200 a S.’Abba e su Melone. Confinante con Belvì e Aritzo a N.E., con Atzara (Mandrolisai) a N-NO, con Samugheo (Barigadu) ad Ovest, ed infine con Laconi (Sarcidano) a S-SE, il territorio di Meana presenta una forma irregolarmente triangolare. I corsi d’acqua che lo attraversano sono numerosi; il principale è l’Araxisi che riversa le sue acque nel Tirso.

Tra i corsi minori ricordiamo Rio Geesaru, Rio Boria, Rio Gunnarellia e Rio Tonaresu (affluenti dell’Araxisi) e Rio Situs, rio ‘e Lardai, rio S’Orroa ‘e Sa Figu. Il regime ideologico di questi fiumi è caratterizzato da piene nelle stagioni fredde e da lunghi periodi di magra in estate ed autunno. Infatti le precipitazioni si manifestano con maggior frequenza ed intensità nel periodo ottobre-aprile, facendo registrare una media annua di 800 mm, con punte di 1000 mm. alle quote superiori. Anche il numero delle sorgenti e delle fonti è da considerarsi rilevante, infatti se ne contano più di un centinaio. Tra quelle più note e utilizzate dai meanesi ricordiamo: Orroa ‘e Ferra, S’Ilixedda, Sa ‘Omo ‘e su nia, Barbiga, Su Carraxiu e Goloi nella zona verso Montelogu e S. Elia; Su Fossu de is Cannones, Funtanas Lobadas, Su Crobu, Rio Cannas, Zoli e Funtana Fraigada nella parte occidentale del territorio. I venti predominanti sono in genere quelli dei quadranti occidentali: il maestrale e la tramontana freddi e asciutti ed il grecale e lo scirocco carichi di umidità.

Il Nuraghe Nolza, toponimo locale di origine preindoeuropea, racchiude in sé, anche nella misteriosa radice nor-nur, i segreti di un insediamento preistorico, le tracce fossili di un passato lontano 3500 anni da noi. Lo si raggiunge percorrendo per circa 7 km la strada comunale che si diparte dalla SS 128 all’ingresso meridionale del moderno abitato di Meana Sardo, oppure col Trenino Verde (tratta Mandas – Sorgono), nell’apposita fermata a circa 300 metri dal nuraghe. Dall’alto del pianoro di “Su Planu” esso domina il paesaggio collinare di questa parte della Bambagia – Mandrolisai, controlla i tratturi e le vie di penetrazione naturale segnate dai corsi d’acque che collegano con il Sarcidano e con l’Oristanese. Conosciuto e descritto accuratamente dagli studiosi ottocenteschi, il Nuraghe Nolza è stato oggetto di interesse scientifico anche nel nostro secolo, quando, nel 1994, si è dato avvio ad un programma di indagini basate sullo scavo stratigrafico dei suoi ruderi. Oggi, a seguito di circa 5 anni di ininterrotte ricerche, condotte anche con la collaborazione di studenti e archeologi provenienti da Università e Istituti di ricerca stranieri, appare un monumento complesso, di forma quadrilobata, che richiama le strutture del nuraghe “Su Nuraxi” di Barumini. Per quanto non ancora completamente liberata dai crolli che incombevano sul monumento, occultandone nella forma di una collinetta artificiale tutte le murature, si stima che l’altezza residua della costruzione nuragica principale raggiungesse i 14 metri. Il mastio infatti conserva ancora quasi intatte due camere cupolate sovrapposte, collegate alle camere delle quattro torri perimetrali grazie a corridoi e scale ricavati nelle murature delle cortine. Il Nuraghe Nolza venne edificato con un progetto arcaico, poi distrutto, trasformato e definitivamente abbandonato dopo 500 anni di vita quasi ininterrotta, al declinare del secondo millennio avanti Cristo. Le sue strutture, i resti della cultura materiale dei suoi costruttori (ceramiche, pietre), quelli della loro alimentazione, raccontano una storia come un’eco lontana, faticosamente ricostruita dagli archeologi. Una piccola parte di questa storia viene già raccontata nell’esposizione dei reperti visitabili nei locali del Museo Archeologico Comprensoriale di Teti. Il medesimo racconto, offerto “in tempo reale” grazie alla scelta di tenere lo scavo aperto, viene fornito ai visitatori del parco archeologico dal servizio di accompagnamento e guida turistica.

Al km 75,500 della SS 128 si apre il campeggio – maneggio Ortuabis, che unisce agli sport equestri, tennis e calcetto, la possibilità di un’accoglienza semplice e tranquilla, con ristorante, piazzole per tende e roulottes ed alcune camere con comodi servizi. Esso è situato a 800 metri s.l.m. accanto alla Foresta Comunale di Ortuabis, che racchiude, nei suoi 270 ettari, una flora ricca di numerose e rare specie endemiche. L’accesso dista 11 km da Aritzo, ma può essere raggiunto anche col Trenino Verde (tratta Mandas – Sorgono) o coi pullman di linea. È inoltre possibile effettuare escursioni naturalistiche ed archeologiche, seguire il sentiero botanico, e soprattutto degustare la cucina tipica con prodotti degli allevamenti e vini della Barbagia.

Da vedere:
Nuraghe Nolza, Foresta Comunale di Ortuabis