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Comune di Villaspeciosa

villaspeciosa

Prefisso: 070
Cap: 09010
Abitanti: 2.391
Altitudine: 7 m slm

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Il comune di Villaspeciosa, posto a circa 20 chilometri da Cagliari, si raggiunge percorrendo la statale verso Iglesias. A Villaspeciosa si può visitare il sito archeologico di S. Cromazio. È questo un piccolo centro abitato di età romana dotato di terme che è stato attraversato dalla costruzione, nel IV sec. D.C. di una chiesa addossata al precedente impianto termale dotata di un pavimento decorato con un meraviglioso mosaico policromo a motivi vegetali e geometrici uniti alla raffigurazione di vasi per libagioni, il più ampio in superficie trovato in Sardegna, circa mc 160. L’abitato ha continuato a vivere nei secoli successivi, finché nel VI secolo, in periodo bizantino, la chiesa è stata in parte ripavimentata con l’inserimento di un ampio pannello mosaico con al centro la raffigurazione di un grande vaso, simile a quelli della fase precedente. A questo stesso periodo, evidentemente in relazione con la chiesa, si fa risalire l’inserimento delle sepolture. Il villaggio è sopravvissuto anche nella fase di passaggio dalla tarda antichità all’alto medioevo e si è spopolato probabilmente per il trasferimento dei suoi abitanti nell’area dell’attuale paese di Villaspeciosa.

La chiesa di S. Platano sorge nell’omonimo Parco comunale, nel mezzo di un’aperta distesa campestre, al centro di uno spazio pavimentato in pietra; questa posizione consente al visitatore di apprezzarne la volumetria. Fu costruita dai monaci Vittorini (provenienti dalla Provenza) del priorato cagliaritano di S. Saturno, secondo alcuni studiosi la costruzione risale al 1141, in quanto a partire da quella data una chiesa di “Sancti Platani”, senza indicazione topografica, figura tra i possessi dei monaci Vittorini. La chiesa presenta un’impostazione a due navate, di diversa lunghezza chiusa da due absidi semicircolari. La facciata mostra la sua singolarità nell’utilizzo di materiali diversi: marmi bianchi e barsiglio dalle sfumature grigio-azzurre, calcare, tufo trachite ecc. di provenienza romana (il sito tardo romano di S. Cromazio è a breve distanza). I frammenti di marmi bianchi talvolta conservano l’originaria decorazione, in altri casi tradiscono i segni di rilavorazione. All’ingresso del paese un murale illustra la sagra dedicata a S. Platano. Il culto del santo fu introdotto dai monaci basiliani. I festeggiamenti hanno inizio, secondo la tradizione, il martedì precedente l’ultima domenica di agosto, con la preparazione del pane. Il venerdì e il giorno della sagra detta de s’abiu (ontano): le donne vestite in costume, con in testa “is crobis” ceste di paglia piene di cibo (maccheroni, carne di pollo e pecora, vino), vanno incontro agli uomini, che rientrano dalla campagna dopo aver tagliato le frasche; poi tutti insieme rientrano in paese accompagnati dal suono della fisarmonica, si fermano diverse volte nell’abitato per ballare e cantare, arrivati davanti alla chiesa di S. Platano costruisocno il pergolato (anticamente con frasche di ontano abiu, ora specie protetta) poi tutti i presenti pranzano nel parco di S. Platano. La domenica si svolge la processione, vi partecipa tutta la popolazione locale e i fedeli provenienti dal Sulcis, nel rispetto della tradizione il simulacro del santo è trasportato da un carro trainato da un giogo di buoi, i fedeli cantano i “goccius” a luidedicati, con l’accompagnamento della fisarmonica e delle “launeddas”. Nel pranzo della domenica non manca “sa fregua groga” fregola sarda. La sera tutta la popolazione balla in piazza.

Da vedere:
Sito romano San Cromazio, chiesa di San Platano

 

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