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Tradizioni di Sardegna

Elmas in festa 2019, festa del ballo popolare e della tradizione sarda

 

elmas festa 2019

“ELMAS IN FESTA” è una manifestazione ideata per ricreare un clima d'altri tempi, una serata per tutti gli amanti del ballo sardo e della tradizione sarda, sia per i ballerini esperti, sia per coloro che sono a completo digiuno delle nozioni di base, che abbiano però la voglia di approcciarsi per la prima volta a questa disciplina immersi in un clima di festa.

La serata sarà accompagnata dal Gruppo Folk Sa Nassa di Elmas e dai Dilliriana.

Si invitano tutte le persone che posseggono un abito tradizionale ad indossarlo, per contribuire a rendere più bella e coinvolgente la festa in un vortice di suoni, canti, balli e colori nella cornice degli splendidi abiti tradizionali sardi.

https://www.facebook.com/events/843651276010280/

MaMuMask, il Festival Internazionale delle Maschere a Mamoiada.

 

mamumask mamoiada 2019

MaMuMask 2019

il Festival Internazionale delle Maschere.

Mamoiada, 28 - 30 giugno 2019

Booking.com

Il progetto di un grande Festival delle Maschere arriva da lontano. Già sul finire degli anni 80, a Mamoiada, si iniziava a ipotizzare la creazione di un momento di confronto etnico culturale che intercorre tra l’uomo e la maschera. Questa idea primordiale ha sempre accompagnato il lavoro delle associazioni culturali di Mamoiada. una idea, un progetto che, nel tempo, ha cambiato forma e consistenza.

La prima edizione, 15-17 Giugno 2018, ha da subito riscosso interesse e curiosità nel territorio regionale avendo avuto la capacità di attrarre energie positive che hanno esaltato e visto protagoniste le maschere storiche tradizionali di Barbagia (Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, i Boes e Merdules di Ottana e i Thurpos di Orotelli) con i coloratissimi ospiti Portoghesi dei Caretos de Podence.

Anche quest’anno, più carichi del 2018, MaMumask prende forma per sfociare a Mamoiada il 28.29.30 Giugno 2019.

Mamoiada, nel cuore della Barbagia, nel centro della Sardegna, è la “Capitale delle Maschere del Mediterraneo”.

Un progetto ambizioso. Un paese coraggioso che ha deciso di ribadire la sua centralità. Territorio, identità, tradizioni, cibo e vino, cultura, arte, artigianato, musica, danza, sfilate, ospitalità fanno di MaMuMask l’evento più importante del 2019.

https://www.facebook.com/mamumask/

COME ARRIVARE A MAMOIADA PER MAMUMASK

S'Ardia 'e Santu Pedru, a Dualchi dal 28 al 30 giugno

 

ardia dualchi 2019
Foto di Pier Carlo Murru.

S'Ardia 'e Santu Pedru - Dualchi 2019

AVVISO SACRO. Parrocchia San Leonardo Confessore. Dualchi
Festeggiamenti in onore dei SS. Pietro e Paolo
Dualchi 28-29-30 Giugno 2019

Festeggiamenti religiosi

Venerdì 28
•    Ore 17.30 Raduno dei cavalieri in piazza Santa Croce.
A seguire consegna e benedizione delle “Bandelas”.

•    Ore 18.00 Benedizione dei cavalieri in piazza San Sebastiano e processione verso la Chiesa campestre di San Pietro, accompagnata dalla Confraternita di Santa Croce e dai fucilieri locali.

•    Ore 18.30 Ardia verso la Chiesa campestre di San Pietro.

•    Ore 19.00 Vespri Solenni presso la Chiesa di San Pietro.

•    Ore 19.30 Rientro del corteo con Ardia e riconsegna delle “Bandelas”.

•    Ore 20.00 “Sas Carrelas”.

Sabato 29
•    Ore 7.30 Raduno dei cavalieri in piazza Santa Croce.
A seguire consegna e benedizione delle “Bandelas”.

•    Ore 8.00 Benedizione dei cavalieri in piazza San Sebastiano e processione verso la Chiesa campestre di San Pietro, accompagnata dalla Confraternita di Santa Croce, dai fucilieri locali e dalla banda musicale.
 
•    Ore 8.30 Ardia verso la Chiesa campestre di San Pietro.

•    Ore 9.00 Santa Messa presso la Chiesa di San Pietro.

•    Ore 10.00 Rientro del corteo con Ardia.
A seguire la processione per le vie del paese e riconsegna delle “Bandelas”.

•    Ore 11.00 “Sas Carrelas”.

Festeggiamenti civili

Venerdì 28
•    Ore 22.00 In piazza Sant’Antonio esibizione del gruppo “Brinca”,.

Sabato 29
•    Ore 17:30 In piazza Sant’Antonio serata di animazione e intrattenimento per bambini con:
Scivolo gonfiabile;
Mascotte;
 Truccabimbi;
Baby dance;
Giochi di gruppo;
Sculture di palloncini

E per finire, zucchero filato per tutti!!!

•    Ore 22.00 In piazza Sant’Antonio esibizione del complesso “In Duo-s Tour 2019” composto da Carla Denule e Massimo Pitzalis,.

Domenica 30

•    Ore 18.00 In Via Roma corsa degli asinelli locali.
•    Ore 22.00 In piazza Sant’Antonio esibizione dello spettacolo “Si sardi chi può” del cabarettista Nicola Cancedda.
A seguire premiazione dei cavalieri ed estrazione dei biglietti della lotteria.
•    Ore 23.00 In piazza Sant’Antonio Dance Show “I Love Party Paradise Festival”: Discoteca – Schiuma Party – Holi Color.

https://www.facebook.com/events/432592274195614/

I Fuochi Sacri dei nostri Padri - un sogno..i fuochi nei nuraghi, che si vedano l'un l'altro nella notte..

 

fuochi sacri jerzu

I Fuochi Sacri dei nostri Padri

13 aprile 2019

Sogno che all'inizio della primavera, data sacra dei nuragici, dopo tremila anni accendiamo sui nostri nuraghi dei fuochi, che si vedano l'un l'altro nella notte, in una catena ininterrotta di luce che ricordi la nostra primordiale civiltà costruita sulle pietre” (Tonino Serra)

Accenderemo anche quest'anno i Fuochi ed alle porte della sesta edizione, ricca di novità, auspichiamo una numerosa partecipazione, dopo il grande trionfo della scorsa edizione!

La speranza è anche quella di riuscire a valorizzare il nostro prezioso territorio, le ricchezze naturalistiche ed archeologiche che ci circondano, spesso sconosciute.

Con grande orgoglio di seguito tutti i siti nuragici di questo anno:

  • Corongiu - Jerzu
  • Erriu Pessiu - Jerzu
  • Tecodì - Jerzu
  • Gessidu - Jerzu
  • Gedili - Jerzu
  • S’omu e s’orcu - Jerzu
  • S’Ulimu - Ulassai
  • Serbissi - Osini
  • Perdu Isu - Gairo Taquisara
  • Is Coccorronis - Ussassai
  • Nurasolu - Ussassai

In seguito come da consuetudine prelibatezze, musica e convivialità presso il Ristorante Rifugio d'Ogliastra con Menù da 13€

fuochi sacri programma 2019

 

Evento su Facebook
https://www.facebook.com/events/408095959957733/

 

STUPENDO racconto di TONINO SERRA scritto subito dopo la prima storica edizione avvenuta il 12 aprile 2014

I fuochi dei nostri padri

Gli occhi invisibili dei satelliti spia cinesi segnalarono lo strano fenomeno pochi millesimi di secondo prima di quelli americani e russi. E alcuni attimi dopo le cancellerie indiane, coreane e australiane confermarono che i loro apparati di sicurezza avevano rilevato un fatto unico e nuovo: all'improvviso, nella notte del solstizio di primavera del 2044, un'isola sperduta nel Mediterraneo si era accesa di ottomila luci...una distesa di ottomila fuochi che illuminavano le montagne, le pianure, le valli e le rive del mare e il corso dei fiumi. E da trenta mila metri dalla Terra, l'isola appariva come il vascello fantasma delle leggende marinare...silenziosa eppure pulsante di vita, affascinante come una creatura di un mondo felice.
Era comunque un fenomeno allarmante, incomprensibile.
Poi da Roma giunse la spiegazione e gli occhi metallici dei corpi ruotanti nello spazio siderale abbandonarono il mar Mediterraneo per cercare altri obiettivi militari nelle zone infuocate dalle guerre, dalle rivolte e dalla lotta per il controllo dell'ultima goccia di petrolio o dell'ultimo pezzo di un gasdotto, in una Terra devastata dall'avidità dei potenti e dalla lotta per la sopravvivenza dei poveri.
Erano ottomila fuochi, accesi nella notte in Sardegna, che si parlavano con il linguaggio smarrito da tremila anni e che in quelle ore ritrovava la voce per cantare la storia di un popolo scomparso: il popolo dei Nuraghi.

I primi tre fuochi erano stati accesi a Coròngiu, Gedili e a Erriu Pessiu nel 2014.
Un gruppo di ierzesi, che si era formato intorno a FB, una sigla che indicava un primitivo sistema di contatti ormai superato dalla più avanzata tecnologia, aveva sognato di riannodare i fili spezzati della loro storia millenaria accendendo dei fuochi nei siti dove i loro progenitori avevano costruito i Nuraghi...tre mila anni prima.
Non si sapeva più perché fossero stati eretti i nuraghi.
Quelle torri punteggiavano la Sardegna con moli di pietra silenziose: alcune intatte sulle alture più inaccessibili, altre sventrate dal tempo o devastate dai vandali, alcune quasi scomparse dopo che le antiche mura erano stare sacrificare per le massicciate delle strade interne, molte dormivano nel sonno millenario, sepolte dalle frane o più semplicemente dai cespugli di lentischio o di rovi.
A cosa servissero non si sapeva.
Erano torri difensive che ogni villaggio costruiva per trovarvi rifugio in caso di scorrerie dei nemici d'oltremare? O forse le regge o le tombe dei primitivi re pastori? Erano altari primitivi eretti seguendo il linguaggio delle stelle? O semplicemente dei templi dove il sacerdote interrogava le divinità e impetrava la sicurezza, il pane e la fecondità per il suo popolo?
Nessuno lo sapeva più.
Il nome stesso era ormai privo di significato: forse Nur- indicava il cumulo di pietre in linguaggio orientale, nella stessa lingua che allora parlavano i patriarchi in fuga dalla terra dei caldei verso la Terra Promessa...ma nessuno poteva più dirlo con certezza.
I Sardi erano lingue tagliate e col tempo le parole non pronunciare erano state spente...e nessuno ne avrebbe più avuto ricordo.
Nel tempo, i tre fuochi iniziali si erano moltiplicati, dilagando nella campagna silenziosa e scoprendo un'infinità di siti non segnalati dagli archeologi, ma ancora animati dallo spirito dei padri. L'anno dopo erano brillati a valle i nuraghi vicini di Gessidu e di Alustia...poi a est i villaggi di su Senigi con le più antiche domus de janas...quindi il nuraghe triturrito di Barsu e Pira e' Mau, Nurageddu, Cuaddazzoni...poi Ulassa e Ussassai e Osini avevano illuminato le antiche costruzioni delle loro alture, in una magica notte che vide Tisiddu parlare con Coròngiu e con Serbissi...e poi Tertenia, con i nuraghi sul mare, lungo la strada romana. Quindi seguirono in una catena di ricordi e nel desiderio di rivivere la storia, i paesi della Barbagia di Seulo e di Ollolai...e le valli dei nuraghi di Bonorva fino al nord dell'isola...e a sud, attraverso la Giara, Barumini, Seuni...e quindi, la marina di Villasimius e la terra nuragica poi punica del Sulcis.
E finalmente, in trent'anni, i Sardi si erano ripresi gli antichi villaggi.
Le orme dei padri erano state liberate dalla polvere e dalla colpevole dimenticanza e per una notte ci ammaestravano con la saggezza che riesce a dare solo il passato.

Su un giornale dell'epoca, il 12 aprile del 2014, un giornalista di Ierzu, Nino Melis, aveva pubblicato un articolo che annunciava l'accensione dei fuochi su alcune alture del paese dove sorgevano nuraghi o antichi insediamenti di epoche successive a quella nuragica.
Antonio Loi, un giovane del gruppo di FB, aveva battezzato la manifestazione "I fuochi dei nostri padri" traendo ispirazione da un racconto di Centu Contus, un libro di ricordi promosso dagli Ierzesi per coltivare rapporti di amicizia e di conoscenza, per divertirsi e fare cultura nello stesso tempo.
E quella sera, decine di appassionati si erano riuniti al Rifugio, un locale che ospitava i loro incontri periodici sotto la calda ospitalità di Gianni Muceli alimentata da culurgionis, cannonau e orrubiolus. Non erano stati fermati dai messaggi di Katia, che da Cardedu aveva messi tutti in allarme con le previsioni meteo...pioggia sulle alture e nebbia a valle...solo, si erano premuniti di fiammiferi antivento, di vestiti adatti e di scarponi da trekking per affrontare la boscaglia, che stillava acqua, e aggredire le pietre di scisto scivolose delle piste ripidi che portavano a Coròngiu, Gedili e Erriu Pessiu.
Un altro gruppo si era riunito a Pappapisu per dare vita ai nuraghi e ai villaggi di sa Omu e s'Orcu, Tecodi e Scala su Oi.

I monti erano nascosti dalla nebbia e una pioggia sottile cadeva da un cielo di piombo quando i gruppi si ritrovarono nei siti scelti. Da Coròngiu si vedevano a mala pena la sagoma dei lontani monti ricchi di acqua di Ulassai col villaggio nuragico di Neuleta e la mole prospiciente della montagna di Gedili, e da qui non si vedeva la punta di Erriu Pessiu e di Taccurrulu, muri di pietra a difesa della valle bianca di Marasurda.
Eppure, alle sette di quella sera, da Coròngiu si levarono i primi fili di fumo che segnavano il risveglio della nostra storia nel ricordo dei nostri padri...il primo fuoco, acceso con rami secchi e abbruscacopiu raccolti tra gli alberi bagnati da Gianna, Delia, Giuliana e Nanda e poi spostato, tottu paris, rami e fiamme insieme, su un punto più alto da Salvatore e Gianni. E quando le divinità ricomparvero nei loro cieli e allontanarono la nebbia dalle loro montagne, fu bello vedere gli amici muoversi lontani nelle cime all'orizzonte e sentire le voci di Anna e Luciana, i fischi di Fabrizio, i richiami di Antonio, Agnese e Katia e Mario, e poi colonne di fumo azzurro altissime e solenni verso il cielo...come se ogni fuoco si levasse da un'ara per ringraziare la vita e la bellezza dei luoghi...una storia che ritrovava il respiro trattenuto da millenni, sciolto dal sano legame dell'amicizia.
A valle infuriava il diluvio. Tecodi' e Omu 'e s'Orcu restarono avvolti nella nebbia e non si accesero i fiochi. Francesco e Rosina, Chiara e Natalina, Flaviana e Luigi e tanti altri erano delusi...ma sapevano che quei villaggi sarebbero stati illuminati negli anni successivi...fuochi più alti visibili da ogni luogo. C'è sempre tempo per ricordare e onorare i padri.

La luna era alta e luminosa sopra il Rifugio. E poche stelle brillavano nella notte resa limpida dalla pioggia recente. Dopo la prima accensione dei fuochi, si ritrovarono in cento a festeggiare...i fuochi certo, ma anche la serena sensazione dello stare bene insieme.
I satelliti spia, fissi sui confini dell'Ucraina e sulla follia dell'uomo, non rilevarono quell'allegria e quell'affetto reciproco, quelle voci che s'incrociavano tra i tavoli e il correre del vino tra il cibo buono. Non videro quell'oasi di pace rallegrata da numerosi bambini affascinati dagli adulti immersi in una gaia atmosfera di festa.
Non segnalarono neppure gli scherzosi ululati che alcune fuochiste indirizzarono alla luna simulando un attacco di licantropia...o Manuel che faceva il giro della sala con gli orrubiolus...o Ninetto che immortalava tutti...o Fabrizio che preparava il prossimo documentario...o Francesco che già progettava i prossimi fuochi...o l'eccitazione negli occhi di due bambine, che si proponevano di fare dei disegni per il prossimo libro di racconti e di poesie...o Sonia che mostrava intimidita a Nanda e Franco la copertina di quel libro e il ritratto di un comune amico con più capelli e meno rughe...o lo splendore delle mimose e del rosmarino tra il verde del Rifugio illuminato di luci soffuse ...o delle peonie, delle orchidee e dei ciclamini, che catturavano l'ultimo luccichio della sera.
Un peccato...perché l'uomo ha bisogno di questo momenti, per rendere la vita gradevole, per assaporare la bellezza del creato, per non dimenticare il passato e per tessere un futuro migliore.

A atrus annus, amici miei !

Tonino Serra

Cantigos in Carrela, il 15 febbraio 2020 a Santu Lussurgiu

 

cantigos carrela 2020

Cantigos in Carrela

Santu Lussurgiu, 15 febbraio 2020

Cantigos in Carrela: una manifestazione polivocale itinerante che deve il suo successo alla passione de Su Concordu Lussurzesu.

La manifestazione canora, che vede la partecipazione di formazioni vocali, non solo regionali, ma anche italiane ed estere, si tiene nel suggestivo centro storico di Santu Lussurgiu, tra i meglio conservati in Sardegna. Gli ascoltatori, tra stradine strette in acciottolato e tra una casa e l’altra durante la serata hanno la possibilità di seguire un percorso sonoro, a stretto contatto con gli esecutori, prendendo parte alla festa come veri protagonisti.

L’occasione per il pubblico in Cantigos in Carrela, è anche quella di vedere gli scorci tipici del centro storico, oltreché la possibilità di sentire i canti e le musiche a pochi centimetri dalla fonte sonora gustando magari un buon bicchiere di vino, offerto agli ospiti (Istranzos) dai lussurgesi, che “estendono” le proprie cantine in strada, secondo l’innato senso di ospitalità.

DOVE SI TROVA E COME ARRIVARE A SANTU LUSSURGIU PER CANTIGOS IN CARRELA

VIDEO CANTIGOS IN CARRELA


SCHEDA EVENTO CANTIGOS IN CARRELA

Cantigos in Carrela 2020 a Santu Lussurgiu

Appuntamento il 15 febbraio 2020 a Santu Lussurgiu con "Cantigos in Carrela", manifestazione polivocale itinerante.

Cantigos in Carrela 2020 a Santu Lussurgiu
Data inizio: 15 febbraio 2020
Data fine: 15 febbraio 2020
Dove: Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Indirizzo: Via Frati Minori, 4
Località: Santu Lussurgiu, Sardegna 09075

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