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Tradizioni di Sardegna

Su Gioddu

 

su gioddu
Foto: Laore Sardegna – Antonio Cossu

Su Gioddu: latte fermentato di pecora o di capra di razza Sarda, dal colore bianco porcellanato, consistenza cremosa, sapore acidulo, odore e aroma tipico del latte della specie di provenienza.

Sinonimi de Su Gioddu.

Miciuratu, Mezzoraddu, Latte Ischidu.

Metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura de Su Gioddu.

Il latte filtrato viene portato all’ebollizione o eventualmente pastorizzato e raffreddato alla temperatura di circa 40°C. Il latte viene quindi in oculato con circa 2% di Gioddu ottenuto precedentemente, oppure con colture di fermenti lattici provenienti dallo stesso prodotto. Il latte è quindi accuratamente mescolato per distribuire in maniera omogenea l’inoculo e viene tenuto in incubazione ad una temperatura intorno ai 40°C per consentire l’ottimale sviluppo dei fermenti lattici sino a coagulazione.

Dopo la coagulazione il Gioddu viene raffreddato ed é consumato sia a coagulo intero che a coagulo rotto.

Materiali, attrezzature per la preparazione e il condizionamento de Su Gioddu.

Attrezzature in materiale per alimenti che permettano il trattamento termico del latte e il successivo raffreddamento. Incubatori per mantenere costante la temperatura del latte. Attrezzature in idoneo materiale per alimenti per effettuare la rottura del coagulo e la distribuzione del prodotto in contenitori per l’immissione sul mercato.

Scarica la scheda de Su Gioddu in PDF

I Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT)

Sono prodotti le cui metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura risultino consolidate nel tempo, omogenee per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni.

I PAT sono inseriti in un elenco predisposto dal Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo su indicazione delle Regioni e sono regolamentati dal decreto del 18 luglio 2000. Il marchio PAT si colloca al di fuori della normativa sulle attestazioni DOP, IGP e STG.

Approfondimenti sul sito SardegnaAgricoltura

Sa Femmina Accabadora, chi era?

 

bastone accabadora lurasSu matzolu de s'accabadora - Museo Luras

Accabadora

Il termine sardo "accabadora", femina agabbadòra o, più comunemente, agabbadora o accabadora (s'agabbadóra, lett. "colei che finisce", deriva dal sardo s'acabbu, "la fine" o dallo spagnolo acabar, "terminare") denota la figura storicamente non comprovata di una donna che si incaricava di portare la morte a persone di qualunque età, nel caso in cui queste fossero in condizioni di malattia tali da portare i familiari o la stessa vittima a richiederla.

In realtà non ci sono prove di tale pratica, che avrebbe riguardato alcune regioni sarde come Marghine, Planargia e Gallura.

La pratica non doveva essere retribuita dai parenti del malato poiché il pagare per dare la morte era contrario ai dettami religiosi e della superstizione.

La leggenda narra che le pratiche di uccisione utilizzate dalla femina agabbadora variavano a seconda del luogo:

  • entrare nella stanza del morente vestita di nero, con il volto coperto, e ucciderlo tramite soffocamento con un cuscino
  • oppure colpendolo sulla fronte tramite un bastone d'olivo (su matzolu) o dietro la nuca con un colpo secco, o ancora strangolandolo ponendo il collo tra le sue gambe.

Lo strumento più rinomato sarebbe una sorta di martello di legno (vedi foto in alto).

trailer accabadora

Non c'è unanimità storica su questa figura: alcuni antropologi ritengono che la femina agabbadora non sia mai esistita. Non ci sono prove della femmina agabbadora come tale, ma di donne che portavano conforto nelle famiglie dove c'era un moribondo, accompagnandolo fino all'ultimo istante. Aiutavano nell'agonia e davano sostegno, perciò erano rispettate da tutta la comunità, ma non uccidevano come invece pare avvenisse altrove (in Grecia). Il tutto si potrebbe spiegare con l'usanza tutta sarda dei racconti fantastici allo scopo di incutere paura "sos contos de forredda" (i racconti del focolare), poiché di solito il luogo della narrazione era accanto al fuoco di un camino.

La credulità popolare farebbe il resto. Si riporta che durante il '900 vi siano state le ultime tre pratiche di una Femmina Agabbadora: una a Luras (1929), una a Orgosolo (1952) e una a Oristano, sede peraltro di un ospedale. Oggigiorno, chi crede in queste storie le giustifica adducendo i problemi dei tempi passati, tra cui le difficoltà di spostamento del malato in paesi isolati e molto distanti da qualsiasi ospedale perché la famiglia di un soggetto non autosufficiente incontrava problemi di assistenza.

INFO da Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Femmina_accabadora

Presepe Subacqueo a Solanas il 21 dicembre 2019

 

presepe subacqueo solanas

25^ Presepe Subacqueo

Organizzato da Sub Sinnai

sabato 21 dicembre alle ore 16:30

Solànas

Programma Presepe Subacqueo

ORE 16.30

Ritrovo dei subacquei presso la spiaggia di Solanas, lato Colonia

ORE 17.00

Celebrazione della Santa Messa presso la chiesa Madonna della Fiducia

Al termine della Messa, i fedeli porteranno in spiaggia le statuine con una suggestiva fiaccolata, dopo la loro benedizione saranno consegnate ai sommozzatori i quali provvederanno a deporle sott’acqua in una grotta naturale a cento metri dalla spiaggia.

https://www.facebook.com/events/752704241874404/

A Pozzomaggiore i festeggiamenti in onore della Madonna della Salute 2019

 

pozzomaggiore madonna salute

Festeggiamenti in onore della Madonna della Salute

Organizzato da Fedales 1969 Pozzomaggiore

SABATO 28 SETTEMBRE
- ore 17:15 partenza delle Bandiere Religiose dalla sede della Croce Verde in via Sulis 20, accompagnate dalla banda musicale Città di Sennori e dai fucilieri
- ore 17:30 Novena e Rosario
- ore 18:00 Vespri e Santa Messa per gli obrieri defunti, animazione liturgica del Baritono Francesco Solinas
- ore 22:00 Izzadolzu, veglia notturna dei fedeli riuniti in preghiera
- ore 22:00 Piazza convento, ISTENTALES in concerto con la partecipazione di Cecilia Concas

DOMENICA 29 SETTEMBRE
Sante Messe:
ore 5:00/ 9:00/ ore 11:00 messa in memoria dei Santi Arcangeli, Michele, Gabriele e Raffaele.
- ore 17:00 partenza delle Bandiere Religiose dalla sede della Croce Verde in via Sulis 20, prelevamento del clero ed omaggio ai Caduti di Piazza Maggiore
- ore 17:00 Rosario
- ore 17:30 SANTA MESSA solenne animata dal Coro di Pozzomaggiore e dal Cuncordu Planu de Murtas seguita dalla PROCESSIONE per le vie del paese.
- ore 22:00 spettacolo comico con Giuseppe Masia
a seguire con il cantante Marco Leo

Oristano si prepara per le celebrazioni per la Madonna del Rimedio.

 

madonna rimedio oristano 2019

Oristano, celebrazioni per la Madonna del Rimedio.

Ecco il programma e gli orari della Novena e delle S.S. Messe in preparazione alla festa della Beata Vergine del Rimedio:

Dal 29 agosto al 6 settembre: Solenne novenario in preparazione. Le messe saranno celebrate nei giorni feriali alle 7.30 e alle 18; nei giorni festivi alle 8, 9.30 e 18. La prima novena si volgerà alle 17.15, la seconda alle 21.

Il 7 settembre le celebrazioni entrano nel vivo con il 67° anniversario dell’Incoronazione. Le messe verranno celebrate alle 7, 8.30 10, 11.30 e 17. Alle 18.30 in programma la messa presieduta da Paolo Ghiani, Vicario Generale e alle 20 la messa conclusiva della giornata.

Domenica 8 settembre si celebra la natività di Maria, con le messe ogni ora dalle 5 alle 12 e la messa nel pomeriggio alle 17.
Alle 18.30, nella piazza della Basilica la solenne Concelebrazione presieduta da Roberto Carboni, Arcivescovo di Oristano. Chiude la giornata la messa delle 21.

Lunedì 9 settembre la giornata dedicata ai malati. Le funzioni religiose si svolgeranno alle 7, 8.30,10, 11.30, 17. Alle 18.30 la messa presieduta da Paolo Atzei, Arcivescovo di Sassari. Parteciperanno le associazioni UNITALSI, ADAS, OFTAL e C.V.S. Alle 20 la messa conclusiva della giornata.

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