Menu
Sei qui: SardegnaArticoliSagre e GastronomiaIn etichetta la nazione d'origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari!

In etichetta la nazione d'origine del latte e dei prodotti lattiero-caseari!

pecore-sardegna

Quante volte ci siamo chiesti da dove provenisse realmente il latte che compravamo o con quale latte venivano realizzati yogurt e formaggi? La domanda era divenuta ancora più pressante dopo alcuni polemiche legate ad esempio al Pecorino preparato con il latte romeno.

Ora a questa esigenza di conoscenza viene data finalmente una risposta concreta, è stato infatti pubblicato due giorni fa sulla Gazzetta Ufficiale il decreto firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda che impone l'Indicazione dell'origine della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari in etichetta, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011. Le diciture ammesse saranno due:

  • Paese di mungitura: nome del Paese nel quale è stato munto il latte;
  • Paese di condizionamento o trasformazione: nome del Paese in cui il prodotto è stato condizionato o trasformato il latte.

Insomma si pone finalmente fine all’inganno del falso "Made in Italy".

D'altronde secondo la consultazione pubblica online del Ministero delle politiche agricole, si è scoperto che in più di 9 casi su 10 i nostri connazionali considerano molto importante che l’etichetta riporti il Paese d’origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è anche per il latte a lunga conservazione.

Ancora 90 giorni di pazienza e dal 19 aprile 2017 potremmo quindi conoscere l'origine del latte che beviamo e quella del latte utilizzato per i prodotti lattieri caseari, una vera rivoluzione che andrà a beneficio dei produttori nazionali e quindi, specie nel caso del latte di pecora e di capra, dei pastori sardi. In realtà si deve considerare che è stata aperta una finestra non superiore a 180 giorni per smaltire le scorte delle confezioni che riportano ancora il precedente sistema di etichettatura.

Così il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu:

E’ una giornata storica per gli allevatori e per i consumatori, che adesso saranno tutelati dalle etichette trasparenti che ci diranno dove è stato munto e trasformato il latte. Un risultato fondamentale per la Sardegna dove mungiamo il 67% del latte ovino, il 45% di quello caprino e oltre 200milioni di litri di latte vaccino. Abbiamo l’arma che ci serviva per tutelarci dai falsi formaggi made in Italy e Sardinia.

E ancora:

Si ferma l’inganno del falso latte e derivati made in Italy, un problema che incide tantissimo sulle nostre produzioni lattiero casearie. E noi sardi siamo tra quelli a beneficiarne maggiormente essendo leader in campo ovino e caprino in quantità e qualità: la Sardegna è la Regione che già oggi può certificare il latte come proveniente da allevamenti che rispettano il benessere animale. Siamo la Regione che ha investito per prima e maggiormente su questo aspetto e che vanta un sistema di controlli come quello dell’Aras, tra i più sicuri e collaudati. Inoltre tutela dall’omologazione l’identità dei nostri 17 diversi tipi di formaggi tradizionali tutelati perché realizzati secondo regole tramandate da generazioni che permettono anche di sostenere la straordinaria biodiversità delle razza ovine, caprine e bovine che alleviamo.

Insomma buona consumazione di prodotti sardi a tutti.

Go to top