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Musica, Arte e Cultura

Da venerdì a Oschiri una rassegna teatrale targata Medas

 

Gianluca Medas

Il teatro dei Figli d’Arte Medas per ravvivare i paesi: da venerdì a Oschiri una rassegna teatrale per autunno e inverno

I Figli d’Arte Medas, dopo Guasila e Monserrato, sbarcano a Oschiri per una rassegna teatrale che intende ravvivare culturalmente i paesi. Il Comune di Oschiri, che organizza la manifestazione, ha affidato la direzione artistica a Gianluca Medas. Sei spettacoli, da tenersi nei fine settimana a partire da venerdì 25 ottobre fino a venerdì 3 gennaio 2020, nel teatro comunale di Oschiri. Ogni spettacolo si terrà alle 20.30.

Il giorno del giudizio. Primo appuntamento venerdì prossimo con “Il giorno del giudizio”, tratto dall’omonimo romanzo di Salvatore Satta. Una drammaturgia scritta e recitata da Gianluca Medas, che sarà accompagnato sul palco da un’associazione musicale oschirese. Si tratta di un  affresco della società nuorese della fine del XIX secolo visto con gli occhi del giurista della città. Il raccontare del Satta ben si presta alle specificità del Medas, aedo sardo, narratore da zilleri. Una produzione importante, malinconica, un po’ racconto da bettola, ma sicuramente dall’alto concentrato artistico.

La guerra è vinta. Si tratta di uno spettacolo dal contenuto storico, che racconta in chiave ironica le trattative per l’armistizio che, nel 1918, pose fine alle ostilità tra Italia e Austria. Andrà in scena l’8 novembre. Ma si parte da lontano, ossia dai motivi del conflitto. Gianluca Medas, accompagnato musicalmente da Massimo Perra, costruirà una ragnatela con i racconti raccolti sulla nascita e la fine del confitto italo-austriaco.

Iddacuada. Il 29 novembre sarà la volta di Iddacuada, uno spettacolo di Gianluca Medas e Ilos Teatro di Lula, di e con Gianluca Medas e Elena Musio, oltre che Marta Proietti e Paquito Farina. Con le immagini video di Antonio Cauterucci, le musiche di Paquito Farina, l’audio e le luci di Andrea Piras e la regia di Medas e Musio, lo spettacolo, che ha come sottotitolo “Il dio delle piccole cose”, racconta la storia della città di Cagliati dal dopoguerra agli anni settanta. Una produzione a metà strada tra narrazione, teatro, televisione, radiodramma e documentario.

Vedrai Vedrai. Il 6 dicembre sarà la volta di “Vedrai Vedrai”, storytelling da Modugno a Fossati. Una narrazione di Gianluca Medas che percorre 30 anni di musica d'autore italiana. Dal vivo i brani più celebri di Modugno, Tenco, Endrigo, De Andrè, De Gregori, Venditti, Guccini, Bennato, Branduardi, Gaetano, Fossati, Dalla, Gaber e tanti altri eseguiti da Mauro Sollai (voce), Roberto Deidda (chitarra), Andrea Cocco (pianoforte), Giovanni Nucciarelli (violino), Luigi Sanna (batteria), Sergio Sorresu (basso).

Volevo solo guardare il mare. Il 20 dicembre appuntamento con “Volevo solo guardare il mare” di Annalisa Zedde e Mauro Sollai. Dopo il successo di “Finché lei non ci separi", la squadra composta da Annalisa Zedde, Mauro Sollai, Andrea Zucca (regia) e Andrea Andrillo (colonna sonora) portano in scena una divertente commedia in cui due fratelli dovranno fare i conti con un passato bizzarro.

Il rapimento di De Andrè. Ultima data della rassegna è il 3 gennaio, con uno spettacolo che fa battere il cuore soprattutto nel Nord Sardegna. Si tratta della narrazione del rapimento di Fabrizio De Andrè e sua moglie Dori Ghezzi il 27 agosto del 1979. Solo dopo quattro mesi saranno liberati. Lo spettacolo, con nota poetica ibrida, ripercorre le tragiche vicende di del periodo con attenzione al banditismo sardo, le sue regole, i protagonisti e e le motivazioni. Di e con Gianluca Medas, con le musiche di Mauro Sollai.

<Quello di Oschiri è l’esperimento più importante di questo fine anno. Terza delle rassegne che abbiamo avviato a partire dai primi di ottobre, è un modo per rivendicare il nostro ruolo da protagonisti sul territorio, lontani dai salotti cittadini. La cultura è una chiave importante per tenere in vita i piccoli centri. Siamo lieti di portarne qui a Oschiri, grazie anche alla grande sensibilità dell’amministrazione comunale>, afferma il direttore artistico Gianluca Medas.

Ritorna a Cagliari il festival Signal Reload

 

festival cagliari signal reload

Dal 20 ottobre al 13 dicembre ritorna a Cagliari il festival Signal Reload

Rassegna dedicata alla musica elettronica e alla sperimentazione, quest’anno alla sua seconda edizione.

Saranno gli spazi di Sa Manifattura di Cagliari(luogo d’incontro e di appartenenza, spazio concreto di scambi a disposizione della creatività artistica, culturale e scientifica di tutti i sardi), ad accogliere la seconda edizione del festival Signal Reload, la rassegna dedicata alla musica elettronica e alla sperimentazione curata e organizzata dall’associazione TiConZero, centro di produzione e ricerca artistica multidisciplinare sotto la direzione artistica di Daniele Ledda.

Dal 20 ottobre al 13 dicembre il festival, che quest’anno si riconosce nel tema “tra suoni e visioni”, si articolerà in otto appuntamenti con al centro artisti prevalentemente sardi, con l’obiettivo di utilizzare l’improvvisazione guidata, la composizione, la scrittura e il video al servizio della narrazione.

Tra gli artisti protagonisti della seconda edizione la manifestazione annovera quest’anno il batterista, percussionista e sperimentatore Alessandro Cau, il progetto dedicato alla composizione istantanea Snake Platform, il producer e compositore Carlo Orrù, la compositrice Tuna Pase, il progetto Scrondo e Alek Hiddel, nuovo progetto del producer e musicista sardo Dario Licciardi

“La missione della Associazione TiConZero è centrata sulle risorse artistiche e creative del territorio, non come richiamo episodico, ma come manifestazione di un laboratorio permanente – racconta il direttore artistico Daniele Ledda -, mirato alla creazione di una rete i cui nodi sono sempre attivi nella produzione e sperimentazione. La rete in questo senso, per usare un parallelo informatico, è una rete locale. Un nodo importante in questa rete è rappresentato dalla comunità legata al dipartimento di musica elettronica del Conservatorio di Cagliari e dal progetto Snake di composizione istantanea. Il festival Signal Reload 2019 "tra suoni e visioni" si pone, dunque, come naturale sviluppo del lavoro della passata annualità e nasce dall’idea di utilizzare l’improvvisazione guidata, la composizione, la scrittura, il video e metterli al servizio della narrazione. Il narrare si sviluppa con la storia della cultura umana e delle sue espressioni sin dai primordi della civiltà. Al festival gli artisti presentano, così, una loro storia, una narrazione più o meno esplicita con la quale condividono un loro percorso umano ed estetico.

Signal Reload è realizzato grazie al contributo della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Cagliari e della Fondazione di Sardegna, con il patrocinio del Conservatorio di Musica G. P. da Palestrina di Cagliari.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

IL PROGRAMMA – La seconda edizione del festival Signal Reload vivrà il suo primo appuntamento domenica 20 ottobre alle 20.30 con la performance di Alessandro Cau, batterista, percussionista, sperimentatore, improvvisatore e performer sul palco di Sa Manifattura per presentare il suo ultimo progetto discografico, l’album “Brenti” da lui prodotto, suonato e arrangiato, e registrato presso il Dirty Sound Studio di Legnano. Cau da anni si occupa di didattica nel mondo della batteria e del riciclo musicale, tenendo incontri e laboratori come docente. Negli anni ha suonato e collaborato con svariati musicisti e progetti musicali, tra i quali Erik Truffaz, Gavino Murgia, Javier Girotto, Enzo Favata, Luca Aquino, Shain Moitia (Ex Models), Simon Francis (Ellie Goulding), Geoff Barrow (Portished), Lee Ranaldo (Sonic Youth) e ha suonato in teatri e festival in Italia, Francia, Svizzera, Spagna, Belgio, Germania, Norvegia, UK, Tunisia, Etiopia, Serbia e Giappone.

Venerdì 8 novembre (ore 20.30) al centro dei riflettori ci sarà il collettivo Snake Platform, progetto sulla composizione istantanea. Sotto la direzione di Daniele Ledda, i musicisti si muovono su un percorso di ricerca sull’improvvisazione idiomatica e non, esplorando le innumerevoli possibilità insite nell’improvvisazione strutturata e in quella libera. Un percorso che va dalla composizione istantanea alla lettura di partiture grafiche e videografiche con l’utilizzo di un sistema di partitura visualizzata in tempo reale in formato video su dei monitor. Il progetto si caratterizza per la variabilità del numero di improvvisatori, della strumentazione utilizzata e della lunghezza del pezzo con un risultato sonoro che varia in ogni esibizione.

Il giorno dopo (sabato 9 novembre) alle 20.30 in scena il progetto della performer turca di origini spagnole Tuna Pase compositrice elettronica, musicista, improvvisatrice, sound designer, etnomusicologa e docente. Le sue aree di interesse sono la composizione elettroacustica, l'improvvisazione, il sound design, l'arte del suono, la scrittura di canzoni alternative e l'etnomusicologia. Suona elettronica, flauto, oggetti a percussione e canta. La sua musica si ispira a realtà oniriche, alla natura, alla poesia, alla fotografia e alla street. Il suo album di debutto si intitola "Discotheque Sounds From The Cemetery" (2014) e comprende sue composizioni elettroacustiche tra nel periodo che va dal 2006 al 2010. Al suo attivo concerti e festival in Francia, Germania, Austria, Italia, Svizzera Spagna, Stati Uniti e Medio Oriente (Turchia, Israele). Tuna Pase appartiene, inoltre, a progetti di tecnologia musicale orientati alle donne come Female Pressure, FLO (Female Laptop Orchestra) e Beats by Girlz. È una delle fondatrici di Beats di Girlz Spain, che è un programma di educazione alla tecnologia musicale alternativa. A chiudere la serata un dj set di Carlo Orrù.

Martedì 15 novembre alle 20.30 spazio invece all’Atrio Quartet, quartetto di percussioniste nato a Cagliari nel 2019 e formato da Silvia Cossu, Cinzia Curridori, Marta Dessì e Noemi Steri. La formazione si è esibita per la prima volta in occasione dell'evento "Interzone". Da allora il gruppo è rimasto stabile e vanta concerti in tutto il territorio  regionale. Il quartetto esegue brani del repertorio classico per percussioni di compositori come John Cage, Steve Reich, tra gli altri.

Una settimana dopo (martedì 22 novembre) alle 20.30 ancora un appuntamento con il collettivo Snake Platform#2, progetto sulla composizione istantanea diretto da Daniele Ledda. Nei concerti del collettivo si pratica, dunque, l’improvvisazione svincolandola dal contesto di genere cui viene spesso esclusivamente associata esplorando le potenzialità della creazione istantanea, coordinando suono, narrazione, azione e visione.

A seguire il progetto di Andrea Deidda e Stefano Cocco "Super Transistor - Less Copper, More Software", una composizione di Drone Music pensata per essere presentata al concerto di 24 ore "MegaDrone メガドローン", organizzato dallo stesso compositore nel giugno del 2019. La prima performance, però, è stata eseguita di recente al LEM Festival di Barcellona. Il progetto prevede l'esplorazione delle sonorità degli organi a transistor in sintesi additiva attraverso lentissimi movimenti di accordi e cluster che prevedono l'uso di oltre duemila oscillatori. Lo strumento per questo progetto è stato interamente programmato dall'autore sul software "MaxMSP".

Martedì 29 novembre (alle 20.30) si terrà la presentazione del disco “REN-GE” (produzione Distilleria TerzoSegnale) della formazione La Stanza nel deserto. Si tratta del quinto album di una esalogia discografica composta dal primo intitolato NAM (Artigianarte editrice Sardegna) pubblicato nel 2009 e a seguire MYO (SMF, 2010), HO (Manifestazione della misteriosa natura della vita) pubblicato per SMF nel 2012. Hanno collaborato ai lavori musicisti internazionali tra i quali il pianista australiano Peter Waters e il californiano Z'ev. Il quarto lavoro, che precede “REN-GE”, è il fortunato disco “Cause and Effect” (Denovali Records, 2013), che unisce il musicista elettronico Saffronkeira e il trombettista Mario Massa. “RAN-GE” riunisce differenti linguaggi, elettronica, jazz, musica intuitiva, musica aleatoria, corrispondenze tribali e il risultato è una musica ambientale che può definirsi classico contemporaneo. Le soluzioni di timbro passano per momenti lirici e di suono elaborato elettronicamente.

Gli appuntamenti di dicembre verranno inaugurati mercoledì 6 alle 20.30 dal progetto di improvvisazione radicale Scrondo, partorito da Claudio Zucca, Riccardo Perria e Federico Neeva: campionamenti, beat sconnessi e ossessivi, loop e chitarre cercano spazio in un'esperienza estemporanea e sempre in divenire. Claudio Zucca è un chitarrista di band contraddistinte da un’attitudine diretta e punk come The Rippers, Love Boat e Thee Oops con cui ha suonato in contesti internazionali e con le quali vanta una vasta discografia su label nazionali e internazionali. Riccardo Perria è un musicista poliedrico che da anni collabora con Vanvera e I Bei Tenebrosi, mentre Federico Neeva è un producer e beatmaker, da sempre alla ricerca di un punto di contatto tra la sperimentazione più spinta e il contesto dance floor (collabora con etichette come Pitjamajusto, Signorafranca, Labél netlabel, On2sides e Ritmosportivo).

Il secondo concerto della serata vedrà luci e amplificatori accesi per Alek Hiddel, il nuovo progetto di Dario Licciardi, producer e musicista sardo trapiantato a Milano. Licciardi esordisce nel 2010 con l'EP del duo Everybody Tesla (prima su On2Sides, poi ristampato da Trovarobato), progetto sul confine tra elettronica giocosa e sperimentazione, melodie pop e psichedelia ombrosa. Al termine di quell'esperienza si dedica al suo percorso da solista, approfondendo la sua passione per le macchine analogiche, la psichedelia, i suoni della musica progressive degli anni Settanta. Il risultato è un progetto che sta a cavallo tra elettronica, afrobeat, psichedelia e noise. Produce le sue tracce usando un SP404, eco a nastro e synth analogici anni Settanta. Dinghy, uscito per Bad Panda Records, è il primo singolo del disco. Il musicista da anni trapiantato in Lombardia, ha collaborato all’album “Die” di Iosonouncane, registrando synth e sampling in due brani, e realizzato remix per Any Other, Matilde Davoli, Iosonouncane, Indianizer, Neeva.

L’ultimo doppio appuntamento della seconda edizione di Signal Reload sarà mercoledì 13 dicembre alle 20.30 con il concerto della Snake Platform#3, progetto concepito per un gruppo di improvvisatori (musicisti, attori, danzatori e video maker) e un direttore (Daniele Ledda). Il numero di improvvisatori, la strumentazione e la lunghezza del pezzo sono indeterminati, e non essendo basato su una notazione tradizionale, il risultato sonoro è molto differente da una esecuzione all’altra. Inoltre la presenza di attori o performers può dare una qualità più teatrale e visiva alle esibizioni.

A chiudere idelamente la manifestazione ci penserà il Dj set di Alessandro Manzo.

LA DIREZIONE ARTISTICA – Daniele Ledda è un artista sonoro, docente, ricercatore che vive e lavora in Sardegna, dove insegna Musica Elettronica al Conservatorio di Cagliari e Musica e Nuove Tecnologie alla scuola civica di musica di Cagliari. Dal 2018 è direttore artistico dell’attività dell’Associazione TiConZero. È interessato al rapporto con le arti visive, e realizza ambienti sonori per mostre d’arte e installazioni video. Ha al suo attivo numerose composizioni originali per la danza contemporanea. Negli ultimi anni sta esplorando l’esperienza della filosofia nella pratica delle arti contemporanee, attraverso la creazione di lavori che coordinano la scrittura, la parola, la visione e l’ascolto. E’ attivo come solista al campionatore, ed in vari gruppi: Coincidentia Oppositorum, Experimento, Ensemble Spaziomusica, Syntax Error, Spectrasonic, Jetée trio, come compositore, al live electronics e al campionatore. Ha collaborato, tra gli altri, con Marcus Stockhausen, Llorenç Barber, David Moss, Henning Frimann, David Shea, Otomo Yoshihide, Marco Cappelli, Marc Ribot, Elliott Sharp, Eric Bogosian, Jim Pugliese.

L’ORGANIZZAZIONE - TiConZero è un centro di produzione e ricerca artistica multidisciplinare. Nasce nel 1995 come Associazione culturale. Si occupa di musica d’avanguardia, elettronica e sperimentale. Ha scelto da subito l'ambito della ricerca musicale ed è diventato nel tempo un luogo in cui si favoriscono gli scambi artistici, un laboratorio dove si progettano nuove produzioni e attività didattiche, puntando sulla trasversalità dei linguaggi. Attraverso una fitta trama di interazioni con il teatro, la danza, le arti visive, TiConZero intercetta e rielabora gli sfaccettati segnali dell'espressione artistica che gravitano intorno alla musica. I progetti che propone sono dedicati a quel pubblico che avverte la necessità del rinnovo dei linguaggi, che desidera espressioni di segno innovatore, che ambisce a percorsi mentali originali e prospettive alternative a quelle preconfezionate dalle logiche del consumo culturale. L'abbinamento di musica e videoarte, ormai consueto nel lavoro di TiConZero, si è rivelato particolarmente felice e apportatore di consensi. Tale scelta è in buona parte ispirata alle commistioni, piuttosto frequenti nella contemporaneità, tra i vari linguaggi artistici, soprattutto riguardo alle produzioni d'avanguardia. Gli artisti coinvolti rappresentano le leve emergenti di una ricerca al confine tra la dimensione sonora e quella visiva, apprezzata in contesti istituzionali e non, sia in Italia che all'estero. Nelle produzioni TiConZero, le tecniche di composizione ed esecuzione privilegiate conducono alla realizzazione di musiche originali, eseguite dal vivo con strumenti di varia natura: elettronici, digitali, musicali tradizionali, elettroacustici, oggetti sonori. Forte attenzione è data all’uso delle nuove tecnologie applicate alla musica. TiConZero esplora, dunque, la dimensione sonora attraverso le ricerche contemporanee che intrecciano i linguaggi e le pratiche, in una continua messa in discussione dei presupposti compositivi, che è poi il punto di partenza di ogni pensiero artistico votato alla sperimentazione e pienamente aperto al cambiamento.

Dal 2018 l’Associazione ha cambiato direzione artistica con Daniele Ledda. Il nuovo obiettivo della Associazione TiConZero è centrato sulle risorse artistiche e creative del territorio, non con un richiamo episodico, ma come manifestazione di un laboratorio permanente. La creazione di una rete i cui nodi sono sempre attivi nella produzione e sperimentazione. La rete in questo senso, per usare un parallelo informatico, è una rete locale. Un nodo importante in questa rete è rappresentato dalla comunità legata al dipartimento di musica elettronica del conservatorio di Cagliari e dal progetto Snake di composizione istantanea.

Teresa Mannino a Cagliari, al via la prevendita dei biglietti per lo spettacolo "Sento la Terra girare"

 

Al via la prevendita dei biglietti per lo spettacolo di Teresa Mannino "Sento la Terra girare", in scena il 28 marzo a Cagliari

Al via la prevendita dei biglietti per lo spettacolo di Teresa Mannino "Sento la Terra girare", in scena il 28 marzo a Cagliari

Appuntamento con la graffiante, sottile e intelligente comicità di Teresa Mannino, il prossimo 28 marzo a Cagliari, dove l'attrice siciliana porterà in scena all'Auditorium del Conservatorio, per l'organizzazione della cooperativa Vox Day, il suo spettacolo "Sento la Terra girare", scritto con Giovanna Donini.

Booking.com

La prevendita dei biglietti - a 30 euro in poltronissima e 25 in poltrona (più diritti di prevendita) - prende il via già questo lunedì, 14 ottobre, online e nei punti vendita di Vivaticket. I tagliandi si possono pagare anche con valuta Sardex; prenotazioni via mail all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o per telefono al numero 070840345.
 
Fortemente legata alla natia Sicilia, con una laurea in filosofia e un bagaglio di studi di teatro a Milano, la sua città d'adozione, Teresa Mannino coniuga nella sua comicità una raffinata tecnica attoriale con una spontanea e originale capacità di improvvisazione. Il suo percorso artistico si snoda tra palcoscenico e piccolo schermo, radio e cinema per approdare infine a un mondo fatto di storie, emozioni e testimonianze che, dalla Sicilia, attraversano tutta l'Italia per fermarsi nel grande Nord, per accendere un sorriso, far riflettere, scatenare una risata.
 
In "Sento la terra girare", che ha debuttato a gennaio dell'anno scorso, Teresa Mannino sbuca fuori da un armadio, dove è rimasta chiusa per mesi, anni, e racconta con il suo inconfondibile tocco ironico, attento, disincantato e mai banale, la disattenzione e l'indifferenza di noi uomini nei confronti del nostro pianeta. "Leggo che le cose stanno cambiando in modo radicale e velocissimo, gli animali si estinguono a un ritmo allarmante, come quando sono spariti i dinosauri 66 milioni di anni fa. Nel mare ci sono più bottiglie di plastica che pesci, sulle spiagge più tamarri che paguri. Leggo che non c'è più acqua da bere e aria da respirare", scrive l'attrice nelle sue note di regia: "Fuori dall'armadio scopro che il mondo va a rotoli, rotoli di carta igienica. Allora, cerco delle strategie: non uso più rotoli, di nessun tipo, chiudo l'acqua mentre mi insapono, tengo spente le luci dell'albero di Natale, vendo la macchina e faccio l'orto sul balcone. Ma ciò non migliora la situazione del pianeta e in più mi sono complicata la vita. La strategia deve essere un'altra. Decido di richiudermi nell'armadio, ma l'armadio non è più lo stesso, dentro quell'armadio sento la Terra girare".
 

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Il vincitore di Italia's Got Talent 2019 Antonio Sorgentone torna con “Bom Bom n. 3”, nel videoclip anche i tenores "Su Remediu"

 

Antonio Sorgentone

Il vincitore di Italia's Got Talent 2019 Antonio Sorgentone torna con “Bom Bom n. 3”, nel videoclip anche i tenores "Su Remediu"

Torna il rock’n’roll acrobatico del “Jerry Lee Lewis abruzzese” che ama la Sardegna. Torna Antonio Sorgentone con il videoclip ufficiale di “Bom Bom n. 3”, brano che ha trionfato all’ultima edizione di Italia's Got Talent, anche con l’aiuto dei cantori sardi tenores "Su Remediu" di Orosei.

Antonio è nato in Abruzzo, ma il suo amore per la Sardegna ha origini lontane. Da bambino in vacanza con i genitori è rimasto affascinato dai cantori sardi, tanto che da grande ha iniziato collaborare con la formazione tenores "Su Remediu".

Il virtuoso pianista che ha voluto portare sul celebre palco del talent di Sky una commistione tra rock‘n’roll e canto tenore, è reduce da centinaia di concerti tra Europa e Italia, tra cui l’esibizione a Londra al Britain’s Got Talent - The Champions presso la celebre Wembley Arena. Anche in quel caso ha voluto ospitare le note degli amici tenores, che si sono esibiti assieme ai concorrenti del programma da tutta Europa.

Tra Carosone, Buscaglione e Jerry Lee Lewis, si muove tra rock’n’roll dei 50’s, boogie woogie e swing e nel videoclip sono mescolate ed esaltate queste atmosfere.

Nelle immagini dall’atmosfera vintage realizzate dal regista Alberto Guerri, raccontano una storia ambientata proprio in Sardegna. La vicenda vede come protagonisti un gruppo di musicisti che in una landa desolata degli Anni ’50, intraprendono un lungo viaggio a bordo di un’originale auto d’altri tempi. Le riprese dai tipici colori seppiati, sono inframmezzate da riprese di concerti ed esibizioni, dove il musicista al culmine della sua ispirazione artistica incendia il pianoforte che sta suonando. Nel finale compaiono proprio i tenores "Su Remediu" di Orosei che improvvisano un “a cappella” con Sorgentone.  Assieme a lui la band composta da Remo Leonzi (chitarra), Federico Ullo (basso) e Riccardo Colasante (batteria).

Il musicista, in attesa di nuovi concerti e nuovi brani, si esibirà in diretta alla maratona di beneficenza Telethon il prossimo 14 dicembre su Rai Uno.

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La cantautrice sarda Chiara Effe vince al "Premio dei Premi

 

chiara effe foto di giorgio bulgarelli

AL "PREMIO DEI PREMI" VINCE CHIARA EFFE

Sabato sera al Teatro Masini di Faenza, nell’ambito del Mei, si è svolta la finale del "Premio dei Premi", il contest che riunisce i vincitori dei concorsi italiani di canzone d'autore intitolati ad artisti storici.

La serata ha visto la vittoria della cantautrice sarda Chiara Effe (già vincitrice del Premio Mario Panseri) e ha decretato un podio tutto al femminile, con Francesca Incudine (già vincitrice del Premio Bianca D'Aponte) al secondo posto e Micaela Tempesta (già vincitrice del Premio Bindi) al terzo.

In un teatro Masini gremito, con una scenografia curata da Andrea Campanini, si sono esibiti anche ospiti di altissimo livello come Riccardo Sinigallia (premiato per il suo “Ciao cuore” come miglior disco del 2018 dal “Forum del Giornalismo musicale”), Giovanni Truppi (premio PIMI 2019), Ginevra di Marco & Cristina Donà (che hanno ricevuto un premio speciale del Mei per il loro progetto insieme disco/tour).

La vincitrice è stata scelta da una nutrita (più di 70 i componenti) e prestigiosa giuria di giornalisti e addetti ai lavori. Il premio consiste in una Targa e alcuni bonus: un premio in denaro di 500 euro offerto da Ilivemusic, uno speciale su JamTV e una corposa intervista per il bimestrale “Vinile”. Ed in più la possibilità di partecipare come ospite a “EdicolAcustica” di Grosseto.

Per il Premio dei Premi in lizza c’erano anche Apice (per il Premio De André), Valentina Balistreri (per il Premio Lauzi), gli Estro (per il Premio Pigro – Ivan Graziani), i Folk n’ Roll (per il Premio Manente), i Frigo (per il Premio Ciampi), Giacomo Rossetti (per il Premio Pierangelo Bertoli).

Le prime due edizioni dell’iniziativa, ideata e diretta da Enrico Deregibus e Giordano Sangiorgi, sono state vinte da Roberta Giallo (2017) e Daniela Pes (2018), mentre una prima sperimentale edizione nel 2008 aveva visto la vittoria di Ettore Giuradei. Roberta Giallo ha presentato la serata insieme a Enrico Deregibus.

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