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Eduardo Chicharro Agüera y Bartolomeo Demurtas: due amici ritrovati

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Eduardo Chicharro Agüera y Bartolomeo Demurtas: due amici ritrovati

23 settembre 2018 ORE 11:00

Museo d'Arte Moderna e Contemporanea Antonio Ortiz Echagüe Atzara

Era il 1900 quando l'allora sindaco di Atzara, Bartolomeo Demurtas e la sorella Angela unitamente ad un nutrito gruppo di pellegrini provenienti da svariate parti dell'isola, giunse a Roma per prendere parte al Giubileo indetto da Papa Leone XIII. Il secolo XIX si chiuse in un clima culturale dominato da una falsa e univoca concezione del progresso, che alimentava la convinzione secondo cui anche la religione, dominante nelle epoche passate, fosse destinata a scomparire del tutto, in particolare, e prima che altrove, nella più “evoluta” civiltà occidentale.

L'indizione del giubileo del 1900 è, dunque, da parte di Papa Leone XIII (1878-1903), una sfida consapevole per dimostrare insieme l'attualità della dottrina cattolica e la centralità del Papato. Essa viene vinta grazie alla confermata devozione dell'episcopato mondiale a spese del quale è fabbricato il martello d'oro per l'apertura della Porta Santa della basilica di San Pietro, al nuovo apporto del cattolicesimo americano e all'afflusso straordinario di pellegrini, almeno trecentocinquantamila in più rispetto al 1875.

La canonizzazione di san Giovanni Battista de La Salle (1651-1719) e di santa Rita da Cascia (1381-1447) segnano, il 24 maggio di quell'anno, festa dell'Ascensione, il culmine delle cerimonie e dell'entusiasmo dei fedeli. Da parte sua, il governo italiano, nonostante i problemi causati dalle confische di numerosi beni ecclesiastici e dalla chiusura di molte strutture di accoglienza, cerca di mostrare al mondo che il Papa è rispettato e che la Chiesa gode di ampia libertà d'azione nel giovane Stato unitario.

E' in questo clima che il giovane e talentuoso pittore madrileno, Eduardo Chicharro y Agüera, entra in contatto per la prima volta con Bartolomeo Demurtas, sindaco di un piccolo comune in centro Sardegna, mecenate, colto e progressista. A quindici anni Chicharro, entrò all'Accademia di Belle Arti di San Fernando, frequentando lo studio di Joaquín Sorolla. Per completare i suoi studi, viaggia a Roma, Francia e Olanda. In Accademia si distingue rapidamente, essendo probabilmente il pittore più premiato del suo tempo. Instancabile, dipingeva ogni giorno tranne quando era impegnato con altri compiti direttamente legati alle sue posizioni pubbliche, tra le altre, come direttore dell'Accademia di Roma, Direttore Generale di Belle Arti, Professore della Scuola di Pittura, Scultura e Incisione.

Eduardo Chicharro nella produzione opta per le correnti del Realismo Sociale e Simbolismo in crescita dal genere del ritratto, scene di genere, soggetti mitologici e spogliato della sua principale funzionalità di disegno pittorico e la colorazione. Per il nostro pittore, il disegno è tutto, è il dipinto stesso, che colloca le figure e plasma la loro prospettiva. E il colore, un elemento molto importante nelle sue opere, l'appassionano problemi di colore, giochi, senza fine, di colore, effetti di luce, che lo porterà ad essere uno studente dello spettro solare, o intrigo colore per il nostro pittore diventa il pittore di colori per eccellenza. La sua folgorante carriera, tutti i suoi successi e la sua fama internazionale ci permettono di vedere il suo lavoro nei musei a Madrid, Saragozza, Las Palmas, Roma, Messico, Santiago del Cile, presso la Hispanic Society di New York, San Luis, Oslo, tra gli altri, lo consacrano come uno dei grandi pittori spagnoli della prima metà del ventesimo secolo.

Chicharro arriva in Sardegna, ad Atzara, nel giugno del 1901, sbarcando a Cagliari. Appena giunto nell'isola, rimane colpito dai visi e gli sguardi profondi delle genti sarde, visi che poi rappresenteranno il punto focale della sua pittura del periodo sardo. Lo stesso dipinto qui pubblicato, un olio su tela, cm.51,9 x 40,4, ritrae il viso arso dal sole del Cavaliere del lavoro Bartolomeo Demurtas, venne donato dall'artista all'amico Bartolomeo, in segno di riconoscenza per aver aperto la strada in una regione ricca di cultura e tradizioni come la Sardegna, che tanto contribuì alla formazione Costumbrista di Chicharro prima e Ortiz Echagüe poi. Dopo oltre 70 anni, in occasione delle Giornate Europee del patrimonio, 22-23 settembre, il ritratto di Bartolomeo Demurtas farà rientro ad Atzara, paese in cui fu concepito e realizzato nel 1901. La Sala degli Spagnoli della Pinacoteca Comunale, sarà la sede naturale che esporrà il prezioso dipinto, alla pubblica fruizione e godimento di estimatori e appassionati.

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