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162 canti sardi riscoperti e catalogati, appello perché tornino in Sardegna!

Su hussertu de Mamujada 1948

Sono ben 162 i canti a tenore, attitos, ninna nanne e poesie registrati nel 1955 a Mamoiada, Fonni, Orgosolo, Orune e Nuoro dall'etnologo ed etnomusicologo Diego Carpitella e dall'antropologo Franco Cagnetta, e da allora conservati presso l'Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma, una delle più antiche istituzioni musicali al mondo (fu fondata ufficialmente nel 1585), che promuove attività artistiche, didattiche, di ricerca storica e musicologica. Ne parla l'ANSA in un bell'articolo a firma di Maria Grazia Marilotti.

Un patrimonio, noto anche come "Raccolta 26", dall' importanza culturale immensa per la nostra terra, alla catalogazione del quale hanno dato un contributo decisivo, da privati, tre studiosi sardi. Sebastiano Mariani, Andrea Deplano e Gesuino Gregu  hanno lavorato instancabilmente - grazie alla disponibilità della direttrice della sezione di Etnomusicologia dell'Accademia, che ha concesso il materiale - per restituire nome e provenienza a voci, canti e suoni. Finora infatti la complessità degli idiomi dei singoli paesi e la grande varietà dei moduli musicali avevano impedito di avere certezza dei singoli dati trascritti o rilevati, anche a causa delle carenze e dei vuoti nella documentazione e nelle schede di campo.

Adesso invece tutto è tornato al suo posto, i canti dell'entroterra nuorese hanno di nuovo un paese di appartenenza, gli interpreti hanno dei nomi, le tipologia dei moduli di canto sono state riconosciute e catalogate. I tre studiosi sardi però rivolgono ora un appello a Regione e Istituto Etnografico Sardo, così Sebastiano Mariani all'ANSA:

I canti sardi devono essere restituiti alla terra di origine e attraverso i necessari accordi e convenzioni con Santa Cecilia, resi accessibili alla fruizione, rendendoli disponibili come materiale per convegni e studi. Questo appello lo avevamo già fatto a due assessori regionali, Baire e Firino, e all'Isre, ma è caduto nel vuoto, ora lo rilanciamo.

D'altronde non sembra normale che siano dei privati a dover sostenere l'onere della riscoperta e salvaguardia del patrimonio culturale sardo nel silenzio delle istituzioni regionali. La speranza di tutti è che questo incredibile collezione possa ora tornare in Sardegna ed essere resa fruibile al mondo intero gratuitamente, magari attraverso il sito regionaleSardegna Digital Library, d'altronde il canto a tenore è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio immateriale dell'umanità.

Foto copertina: Su hussertu de Mamujada nel 1948, di Gesuino Gregu

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