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Ambiente e Natura

Castelsardo, domenica 6 settembre appuntamento con “Fondali Puliti”

 

castelsardo fondali puliti

II^ edizione di “Fondali Puliti” a Castelsardo

Comune di Castelsardo, Capitaneria di Porto, Sea Project Castelsardo ASD, Mistal Diving, Nucleo Sub del CVSM, WWF Sub, Legambiente, Lega Navale Italiana, la nostra Marineria, Società Ge.Cas., EcoNova, Superconcas Centro Acquisti, San Martino Srl, con il patrocinio dell'Assessorato alla Difesa dell'Ambiente della Regione Sardegna, della Provincia di Sassari e del Parco dell'Asinara, uniti per la II^ edizione di ''Fondali Puliti''.

Appuntamento domenica 6 dalle ore 08.00 al Porto Turistico di Castelsardo, obiettivo: sensibilizzare al rispetto dell'ambiente e del mare in particolare e, con l'occasione, liberare la ''Secca Summa'', importante sito naturalistico - ambientale a circa 6 miglia a Nord da Castelsardo, dagli attrezzi da pesca persi e abbandonati e procedere inoltre alla rimozione materiale di rifiuti presenti nell'area.

https://www.comune.castelsardo.ss.it/

Volano in Sardegna altri 7 esemplari di aquila del Bonelli

 

aquila del bonelli sardegnaFoto Agenzia Regionale Forestas

Volano in Sardegna altri 7 esemplari di aquila del Bonelli

Sono state liberate nella mattinata del 2 settembre 2020 dai tecnici dell'ISPRA, con il supporto logistico di Forestas. Erano arrivate il 7 agosto sempre grazie al progetto Aquila A-Life.

Anche quest’anno, nonostante le difficoltà legate alla pandemia, si arricchisce la nostra Isola con altre 7 aquile di Bonelli, che per il terzo anno consecutivo contribuiranno al programma di ri-popolamento. 
Dal 2018 ad oggi, sono state rilasciate 21 aquile del Bonelli in totale: sei nel 2018, otto nel 2019, e queste sette nel 2020. 

Gli esemplari arrivati in Sardegna non sono stati liberati direttamente ma, come negli anni scorsi, sono stati ospitati nella grande voliera di pre-ambientamento realizzata da Forestas in un'area segreta del parco di Tepilora, e che ha permesso ai rapaci, dopo il lungo viaggio dalla Spagna, di ambientarsi e prendere confidenza con l’ambiente circostante, come prevede la metodologia dell’hacking adottata per tutti i rilasci realizzati nell’ambito del progetto. 

Voliere di ambientamento ed Hacking: cosa sono?

L’uso di una voliera di grandi dimensioni è uno dei metodi più usati per reintrodurre varie specie di rapaci.  La voliera realizzata nel 2018 dal personale Forestas presso Tepilora è molto particolare ed ha richiesto tecniche avanzate: una voliera-nido interna più piccola e riservata, contiene gli animali fino all'involo, al loro arrivo in Sardegna. Quando imparano a volare si trovano all'interno di un ambiente molto più ampio (seconda voliera) che gli permette di allenarsi in modo quasi naturale nel volo, familiarizzando con l'ambiente che in seguito, all'apertura della voliera, sarà il loro punto di partenza.  Allo stesso tempo questo crea un "imprinting territoriale" in modo che gli animali fissino il paesaggio circostante, il che in teoria potrebbe aiutarli far proprio il territorio e auspicabilmente popolarlo.  
In sintesi, la tecnica dell'hacking consiste nell'alimentare gli animali in voliere o in nidi artificiali esterni, senza che il pullo quasi pronto all'involo associ la presenza umana con l'alimentazione (non ha contatto visivo con l'uomo e non percepisce la presenza umana, per non comprometterne la "selvaticità" e non indurre comportamenti anomali).   Il metodo quindi assicura alimentazione e un buon sviluppo/recupero fisico del rapace, aumentando la probabilità di involo con successo, senza rischiare imprinting o comportamenti non naturali a causa del contatto con l'uomo.  Questa tecnica consente un graduale inserimento dell’animale in natura e una percentuale di sopravvivenza superiore.

aquila del bonelli sardegna 1Foto Agenzia Regionale Forestas

Primi dettagli sulla liberazione 2020 e quadro complessivo

Con l'ultimo rilascio di questo mese in Sardegna sono liberi di conquistare la nostra Isola altri due adulti e cinque giovani nati quest'anno da allevamento spagnolo (curato dal Grefa, ONLUS specializzata in gestione e allevamento fauna). 
Si tratta di tre femmine e quattro maschi...questi i loro nomi, scelti dal personale Forestas che li ha presi in custodia, insieme al personale del progetto (Ispra - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e GREFA) : MinnenaSadonna Mantzela, insieme ad ArroyitoDureArcantzelu e Zoseppe
Il loro volo, anche stavolta, è partito dal Parco naturale regionale di Tepilora - Parco Naturale Regionale, ormai divenuta la base per la reintroduzione di s'Abilastru, come chiamiamo in sardo questo splendido rapace.

Sinora sono ancora sotto monitoraggio GPS 12 aquile che potrebbero in teoria già formare le prime coppie nidificanti, a partire dall'anno prossimo. Purtroppo, come era prevedibile, alcuni esemplari non ce l'hanno fatta: 

  • il 3 luglio 2020 è morta Posada, in Corsica, vittima di un'agressione di un'aquila reale locale, il cui territorio aveva "invaso";
  • il 24 aprile 2020 era morta Abbaluchente per elettrocuzione;
  • il 7 gennaio 2020 è morto Muscatoiu, per elettrocuzione;
  • il 26 settembre 2019 era morta l'aquila chiamata Tepilora, sparata in una giornata di caccia alla tortora in Sardegna;
  • il 9 luglio 2019 era morto Artaneddu
  • il 28 aprile 2019 era morta Saccaia, per elettrocuzione
  • il 7 novembre 2018 era morta Nurasè, a causa del patogeno febbre del Nilo.
  • si è inoltre perso il segnale GPS dall'estate scorsa per altri due esemplari maschi (Helmar, il primo liberato nel 2018) e Iliorai (liberato ad aprile 2019).

Notizia da https://www.sardegnaforeste.it/

Sardinia24oreExperience - Gennargentu, ci sarà anche "Paradisola"!

 

24 ore Gennargentu

Sardinia24oreExperience - Gennargentu: 4 Comunità in Cammino

10 - 12 luglio 2020

Comuni di Villagrande Strisaili, Arzana, Desulo e Fonni

Sardinia24oreExperience - Gennargentu: La “Sardinia24oreExperience” è un progetto che ha tra i principali obiettivi la valorizzazione della Sardegna e i suoi straordinari patrimoni storico, naturalistico e culturale,senza soluzione di continuità tra costa e interno, in un circuito che unisce Sport e Inclusione, Benessere, Cultura e Promozione; in stretta partecipazione degli Amministratori e delle Comunità locali che rivestono, entrambi, un ruolo importante per la riuscita della manifestazione.

Il progetto ha preso avvio tre anni fa, numerosi test hanno permesso di definire la fattibilità del programma, le principali caratteristiche del team e dei tracciati per la realizzazione di “Viaggi esperienziali”, da percorrere in circa 24 ore con diverse modalità.

Tra le diverse e significative 24ore Experience realizzate, la conosciuta Costa delle miniere, nella Sardegna sud occidentale e il famoso Selvaggio Blu nel Supramonte di Baunei, nella parte centro orientale dell’Isola. Quest’ultimo percorso a piedi in meno di 30 ore e in totale autonomia dal team formato da Angelo Lobina, alpinista ed escursionista di provata esperienza; Stefano Gervasoni ed Andrea Cossu, entrambi esperti escursionisti e di Trail running; Matteo Cara, geografo e appassionato del territorio e Lino Cianciotto, fotografo ed escursionista di lungo corso.

La prossima 24ore Experience si svolgerà nel massiccio del Gennargentu con l’attraversamento a piedi delle vette più alte della Sardegna e comprese nei territori amministrati dai Comuni di Villagrande Strisaili, Arzana, Desulo e Fonni.

In questo scenario si camminerà per oltre 50 kmin un ambiente ancora in parte selvaggio, incontrando luoghi simbolici che rappresentano importanti e significativi attrattoriculturali e ambientali, quali l’area archeologica di Arcu is Forros; l’alveo fluviale del Rio Pirincanis; il sito archeologico e il villaggio di Ruinas; le vette di Punta La Marmora e lo storico Rifugio, Bruncu Spina e Monte Spada; le sorgenti di Donnortei; il santuario della Madonna del Monte; la basilica della Madonna dei Martiri.

La partenza è prevista sabato 11 luglio dall’area archeologica di Arcu is Forros, in comune di Villagrande, lungo la statale 389, e l’arrivo nel centro abitato di Fonni la mattina dopo.

A questa Avventura aderiranno differenti persone che contribuiranno in maniera significativa alla riuscita del programma, scelte per le rispettive capacità psicofisiche,storie personali diverse e rilevanti.

Tra questi: Angelo Lobina e Riccardo Consigliere, entrambi alpinisti ed escursionista di provata esperienza; Stefano Gervasoni, Andrea Cossu e Domenico Corraine, tutti esperti escursionisti e di trail running; Pierpaolo Putzolu, guida ambientale e Lino Cianciotto, fotografo ed escursionista di lungo corso.

Il progetto si caratterizza per il fermo messaggio verso la protezione e valorizzazione del Gennargentu e, in più, per la forte impronta all’inclusione e per l’importante attenzione verso la disAbilità, avendo Lino subito una amputazione della gamba destranel 2013 che però non gli ha impedito di continuare e ripartire ancora più motivato già dopo pochi mesi dal fato.

Un progetto ad oggi mai realizzato in Sardegna nel suo insieme, unico nel suo genere con questi particolari condizioni e finalità.

Un progetto che è stato accolto subito con entusiasmo dai Comuni interessati per tutti i messaggi e le prospettive che rappresenta: il primo è sicuramente quello di una montagna senza confini che attraverso un evento di questo tipo pone le basi per una promozione e una valorizzazione a livello territoriale.

Attraverso eventi di questo tipo si vuole dimostrare che la montagna non solo può essere visitata tutto l’anno ma attraverso una rete di servizi efficienti può essere vissuta in tutta sicurezza da chiunque grazie a agli innumerevoli attrattori che questi territori offrono: dall’ambiente e la natura, all’enogastronomia, la cultura e l’archeologia.

La speranza è che eventi di questo tipo diventino un’opportunità per unire i territori e, soprattutto per offrire occasione di crescita e sviluppo.

24 ore experience Gennargentu

PROGRAMMA Sardinia24oreExperience - Gennargentu

Venerdì 10 luglio 2020

  • ore 18.00 - Villagrande Strisaili - Incontro con i Sindaci e le Comunità - Conferenza stampa.

Sabato 11 luglio 2020

  • ore 8.00 - Area archeologica Arcu is Forros;
    incontro con i Sindaci e le Comunità: interviste e riprese foto video.
  • ore 9.30 - Partenza
  • ore 14.00 - Pirincanis - Comune di Arzana
  • ore 20.00 - Area archeologica di Ruinas - Comune di Arzana
  • ore 24.00 - Punta la Marmora - Incontro con i Sindaci e le Comunità

Domenica 12 luglio 2020

  • ore 02.00 - Rifugio la Marmora - Comune di Desulo
  • ore 4.30 - Bruncu Spina
  • ore 8.00 - Su Ninnieri / Donnortei - Comune di Fonni
  • ore 12.00 - Arrivo a Fonni nella Basilica della Madonna dei Martiri
    Incontro con i Sindaci e le Comunità: interviste e riprese foto video
  • ore 13.00 / 15.00 - Degustazione di prodotti enogastronomici locali

Grotta Ispinigoli - Visite 2020

 

grotta ispinigoli

La Grotta di Ispinigoli - Dorgali

Siamo felici di comunicarvi che dal 1 luglio 2020, la Grotta di Ispinigoli sarà aperta al pubblico con orario continuato: dalle h10 alle h18. Visite guidate ogni ora in punto.

La Grotta di Ispinigoli: è stata aperta al pubblico nel 1974 e da allora oltre 40.000 visitatori all’anno fanno il loro ingresso nel gigantesco antro in cui sorge la maestosa colonna calcarea alta 38 metri, la più grande d’Europa e una delle più alte al mondo.

La grande sala appartiene al complesso carsico "Ispinigoli – San Giovanni su Anzu – sos Jocos".

Si tratta di tre grotte comunicanti che raggiungono la lunghezza totale di 17 km; questo sistema carsico si orienta in direzione Sud Ovest-Nord Est nelle viscere del monte S’Ospile con tre ingressi che si aprono a quote diverse. Ciò crea delle differenze di pressione che generano all’interno una corrente d’aria continua, con la temperatura che si mantiene di 16-17 gradi in tutte le stagioni.

Le grandi gallerie di questa cavità carsica sono caratterizzate da notevoli depositi di argilla, enormi colonne e innumerevoli bianche concrezioni. Nel fondo di questo complesso scorrono piccoli torrenti sotterranei che vedono la luce nella vicina Grotta di San Giovanni Su Anzu.

Il sistema venne esplorato in modo sistematico sin dal 1954 dal Gruppo Grotte di Nuoro che individuò il collegamento tra le due cavità. Le ricerche continuarono negli anni successivi ad opera dei grandi esperti della speleologia sarda: Padre Furreddu, Bruno Piredda e il piemontese Eraldo Saracco che nel 1965 perse la vita precipitando nel secondo pozzo della Grotta. A lui è dedicata la targa all’ingresso del ramo speleologico.

Nel 1995 gli speleologi di Dorgali e di Sassari trovarono il collegamento fra la Grotta di Sos Jocos e quella di San Giovanni di Su Anzu, anche se l’intero complesso non è stato ancora totalmente rilevato. La Grotta suscitò grande interesse scientifico per i ritrovamenti fossili di una lontra dell’era glaciale, importanti reperti archeologici di età nuragica (XVIIVI sec. a.C.), punica (VI-III a.C.) e romana (III a.C.-VI sec. d.C.) che testimoniano un lungo utilizzo della cavità carsica come luogo di sepoltura e di culto.

Tra i rinvenimenti si segnalano i vaghi in pasta vitrea attribuibili all’età punica (VI – III sec. a.C.) e all’età romana e tardo romana (II sec. a.C. – VI sec.d.C.). Inizialmente questi ritrovamenti alimentarono la leggenda di un luogo legato ai sacrifici umani in epoca punica, perciò la voragine fu denominata L’Abisso delle vergini.

  • Informazioni per le visite della Grotta di Ispinigoli

    Coop. Ghivine
    Via Lamarmora n. 31
    08022 Dorgali (Nu)
    Tel. 349 442 5552
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

    la grotta è aperta tutti i giorni agli orari indicati. Non ci sono giorni di chiusura. Aperto anche in caso di pioggia.

  • Durata della visita 50 minuti circa

  • Calendario e orario Visite Grotta Ispinigoli

Mese

Orario visite: mattina

Orario visite: pomeriggio

Gennaio 11:00 - 12:00  
Febbraio 11:00 - 12:00  
Marzo 10:00 - 11:00 - 12:00 15:00 - 16:00

Aprile

10:00 - 11:00 - 12:00

15:00 - 16:00 - 17:00

Maggio

 10:00 - 11:00 - 12:00

15:00 - 16:00 - 17:00

Giugno

 11:00 - 12:00

15:00 - 16:00

Luglio

 10:00 - 11:00 - 12:00 - 13:00

14:00 - 15:00 - 16:00 - 17:00 - 18:00

Agosto

 10:00 - 11:00 - 12:00 - 13:00

14:00 - 15:00 - 16:00 - 17:00 - 18:00

Settembre

 10:00 - 11:00 - 12:00 - 13:00

14:00 - 15:00 - 16:00 - 17:00

Ottobre

 10:00 - 11:00 - 12:00

15:00 - 16:00 - 17:00

Novembre

11:00

 

Dicembre

11:00

 

Biglietto Ingresso Grotta Ispinigoli

Intero 8.00 euro, Ridotto 4.00 euro. Gruppi (oltre 20pp, 6.00 euro)


DOVE SI TROVA E COME ARRIVARE ALLA GROTTA DI ISPINIGOLI

Girasoli in Sardegna

 

In Sardegna è scoppiata la "Girasole mania", grazie a questo video non è difficile capire il perchè.

Dove si trovano i Girasoli in Sardegna?

In tanti si stanno chiedendo dove si trova questo infinito campo di Girasoli in Sardegna..si trova a Sardara nella zona di Santa Maria Acquas, un'azienda del posto specializzata nella coltivazione di questi fiori ha impiantato diversi ettari.

Sardara, centro di oltre 4000 abitanti, è uno dei più importanti degli oltre venti paesi della nuova provincia del Medio Campidano. Il suo centro storico, ricco di fascino ed estremamente evocativo, ci riporta indietro nel tempo; qui si ritrovano alcune delle architetture tipiche del Campidano meglio conservate e valorizzate in assoluto. Le strade, linde ed ordinate, acciottolate o lastricate, restituiscono atmosfere d'altri tempi.

Storicamente appartenente alla curatoria di Bonorzuli, si caratterizza per la presenza del castello di Monreale, sulla collina omonima, per lo stabilimento di acque termali sulle antiche thermae romane, per il complesso nuragico-fenicio-punico di Sant'Anastasia nel centro dell'abitato. Sardara è certamente nata paese rurale ed agricolo per le sue belle campagne, per la pianura che si apre da Sanluri ad Uras, insinuandosi fino a Pabillonis e San Gavino, e per il suo sistema collinare che, oltre al suo Monreale, si sviluppa fino ai confini di Mogoro, Collinas e Villanova.

Il centro abitato, che si trova ai piedi della collina di su Sibizziri, nella parte più antica, si sviluppa con un susseguirsi di costruzioni, offrendo dal poggio antistante un panorama, gradevole e luminoso.

Il centro storico, ricco di fascino ed estremamente evocativo, ci riporta indietro nel tempo; qui si ritrovano alcune delle architetture tipiche del Campidano meglio conservate e valorizzate in assoluto, spesso realizzate con alti muri in trachite inframmezzati da inserti in mattoni in argilla di colore rossastro " ladiri". Le case a corte fanno bella mostra di se con i loro portali padronali, curati ed impreziositi con orgoglio dai proprietari. Molti, conservano ancora inciso sull’architrave il simbolo d’appartenenza corporativa come fabbri, sellai vignaioli. Le strade, linde ed ordinate, acciottolate o lastricate, ci restituiscono atmosfere d’altri tempi.
Interessanti dal punto di vista geologico le discariche di due miniere situate in una zona poco distante dal centro abitato; attive fino a pochi decenni fa, presentano una serie di filoni di barite e fluorite incassati negli scisti di origine paleozoica.

Sicuramente, il punto di forza di Sardara è l’incredibile patrimonio archeologico, riassunto nel museo Villa Abbas, uno dei più belli della Sardegna, meta assolutamente imperdibile.
Le chiese, alcune piccoli gioielli d’architettura, arricchiscono l’interesse della cittadina, quella di San Gregorio del 1300, la chiesa intitolata alla Beata Vergine Assunta, la più importante, e ancora, fuori del paese, la chiesetta di Santa Maria Acquas, piccolo santuario, da secoli meta di pellegrinaggi e sede di un’i mportante festa.

Sardara è famosa per la presenza nel suo territorio delle Terme di Santa Maria Acquas. Le terme, immerse in un bosco di eucalipti che dista appena 2 chilometri dal centro abitato, sfruttano fin da tempi antichi, alcune sorgenti di acque mineralcarbonato-alcaline che sgorgano a temperature vicine ai 60, 70 gradi centigradi.

A pochi chilometri dal paese sono le Terme di Sardara, moderno complesso curativo, non lontano dal quale rimangono le testimonianze della presenza dell'uomo sin da epoca eneolitica, come il nuraghe Arigau o i resti delle terme romane.

Sotto l’egida del consorzio Sa Corona Arrubia, il paese ha aderito ad un progetto di sviluppo turistico e si afferma sul mercato anno dopo anno, grazie al mix dato appunto dal turismo termale e quello archeologico culturale.

Nel luglio 2005, insieme ad Aggius, Laconi e Gavoi, ha ricevuto la prestigiosa bandiera arancione del Touring Club, destinata alle piccole località dell'entroterra che si distinguono per un'offerta di eccellenza e un'accoglienza di qualità.

http://www.comune.sardara.su.it/

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