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Ambiente e Natura

Foresta demaniale di Sette Fratelli, eccessivo afflusso nel weekend!

 

sette fratelli roccia topolino

LIMITAZIONI ACCESSO FORESTA DEMANIALE SETTEFRATELLI

Negli ultimi fine-settimana si è registrato un crescente afflusso di visitatori presso la foresta demaniale di Sette Fratelli, tanto che la scorsa domenica, per scongiurare assembramenti, le forze dell'ordine in esecuzione alle vigenti disposizioni anti pandemiche, ne hanno disposto in tarda mattinata la chiusura.

Secondo una stima erano presenti alcune centinaia di auto, e conseguente affollamento nelle aree destinate alla fruizione ricreativa (aree pic-nic e dintorni).

CONSIDERAZIONI

Oltre alla contingente problematica COVID, e dalle disposizioni sul distanziamento sociale e sul divieto di assembramenti, un eccessivo numero di auto all'interno del compendio genera diverse criticità.
Si potranno quindi valutare altre limitazioni al numero di auto massimo consentito, sulla base del numero di posti auto disponibili nelle aree pic-nic.

FATTORI CHE SARANNO VALUTATI

Tra le criticità individuate dal Servizio Territoriale Forestas di Cagliari:

  • congestionamento delle piste forestali e difficoltà di parcheggio;
  • rischio di incidenti per l'eccessivo traffico veicolare;
  • abbassamento della qualità della visita e conseguenti problemi soprattutto per i visitatori a piedi o in bicicletta, che giustamente nutrono aspettative di spazi naturali e non trafficati o gravati da alto carico antropico;
  • scarso rispetto degli orari di accesso (le sbarre chiudono alle 18 ma spesso le auto non rispettano il limite orario, e permangono all'interno del compendio anche sino a tarda sera, costringendo i custodi ad allontanarsi dai fabbricati di servizio per riaprire le sbarre già chiuse, per consentire l'uscita dei ritardatari)
  • disturbo della fauna.

Provvedimenti

Valutato che il clima mite e le belle giornate attireranno verso la foresta demaniale consistenti flussi nel weekend, è possibile che si debba chiudere l'ingresso alla foresta in caso di eccessivo afflusso, raggiunto un limite massimo che sarà valutato insieme alle altre autorità.

https://www.sardegnaforeste.it/

Dormire sull'Aguglia di Cala Goloritzé, guarda il video!

 

dormire guglia cala goloritze

Dormire sull'Aguglia di Cala Goloritzé

di Giuseppe Basciu

LEGGI IL RACCONTO DI GIUSEPPE

PIù IN BASSO TROVI IL VIDEO

UN ANNO FA, succedeva che avevo la fortuna di conoscere Davide Farci, tra una chiacchera e l'altra gli condivido l'idea che avevo da un pezzo di investire qualche soldo per comprare una tenda da arrampicata (portaledge) per dormire sull'Aguglia di Cala Goloritzé. Si mostra subito entusiasta all'idea e pianifichiamo per l'anno seguente di realizzare quest'avventura.

Ma arriva il Corona Virus, e così i miei piani di tornare in Italia e in Sardegna per il 2020 iniziano a sfumare: della possibilità di realizzare la nostra avventura non ne parliamo piu' per un pezzo e finisce nel dimenticatoio, mentre io resto bloccato in Colombia.

Fino a che, un po' per una finestra temporale corretta, un po' per allineamenti astrali, non riesco a rientrare in Sardegna a fine Agosto. Ci vuole poco per riaccendere un'idea e basta reincontrare Davide per far rinascere la possibilità.

Il problema è il tempo, devo ordinare il portaledge, iniziamo a guardare online: tutti quelli che troviamo sono sold out o non disponibili al momento. Comincio a pensare che non sia possibile tanto che si ventila la possibilità di rimandare l'impresa di un ulteriore anno.

E invece no, mi imbatto in un sito di una piccola ditta inglese che produce portaledge da alpinismo e da big wall. Li chiamo al telefono, mi dicono che non riescono a produrne uno in meno di un mese. Dopo un paio di minuti al telefono però mi propongono l'acquisto di uno che usano per esposizioni che hanno usato già un paio di volte. Il prezzo è scontato in ogni caso. Accetto subito e procedo al pagamento.

Tempo sette giorni e me lo ritrovo a casa. Bisogna fare le prove, quindi usiamo le strutture di S'Avanzada Climbing Cagliari per testare il montaggio e il trasporto.

Tutto pronto, il sabato stesso di quella settimana partiamo, macchina carica, provviste e si viaggia alla volta di Baunei.

Non avevamo calcolato i tempi però, tirare su il portaledge con un paranco semplice risulta un'impresa e, avendo iniziato a scalare alle 3 del pomeriggio, i tempi risultano stretti se lo tiri su a 10 centimetri al minuto (dobbiamo fare 140 metri di via d'arrampicata!).

Siamo ancora alla prima catena delle cinque che dobbiamo raggiungere di Punta Caroddi e inizia già a imbrunire. Ci guardiamo l'un l'altro e decidiamo di gettare la spugna questa volta, si dorme alla prima catena. Sempre meglio di nulla, testiamo il portaledge sul campo e la prossima volta verremo con un sistema di parancaggio serio. Ma soprattutto faremo dalla mattina presto.

Incrociamo le dita, siamo a Ottobre in Sardegna e il tempo atmosferico è altamente variabile! Inoltre io ho già i biglietti per Tenerife e devo quindi lasciare la Sardegna il 24 di Ottobre. Non abbiamo molti finesettimana rimasti, solo uno. Sta volta zero scemenze, ci facciamo spiegare bene da Enzo Lecis come fare un paranco "avanzato" e lo testiamo nuovamente a S'Avanzada Climbing Cagliari.

Si parte la sera prima, dormiamo al bed and breakfast di Lotzorai (The Lemon House) e alle 5 lasciamo i letti, colazione rapida, e via dritti a Baunei. Alle 9:30 del mattino iniziamo ad arrampicare, 3 arrampicatori ci precedevano e abbiamo dovuto aspettare. Iniziamo la lenta e inesorabile salita. Arriviamo alla seconda catena, Davide fa per darmi uno snack, e nel girarsi cade lo zaino aperto con il paranco e il suo portafogli. Inutile dire che scendono giu' tutti i santi del paradiso.

Non ci disperiamo, calo Davide fino a terra, recupera tutto e con una velocità degna di uno speed climber professionista risale i primi due tiri. Continuiamo la nostra salita, la fatica inizia a farsi sentire, io sto tirando su lo zaino con tutte le provviste, acqua e sacchi a pelo e davide tira su il portaledge che non è di certo un pesopiuma. Sta iniziando a imbrunire ma siamo già alla quarta catena. Dando un ultimo colpo di reni Davide fa il quinto e ultimo tiro dell'aguglia arrivando in cima subito prima che cali l'oscurità. Siamo salvi, con la luce frontale posso salire l'ultimo tiro e facendo appello alle nostre ultime energie montiamo il portaledge.

Sta soffiando un vento gelido fortissimo: così non si dorme neanche se col sacco a pelo. Decidiamo quindi di montare il telo antivento sul portaledge. Molto meglio, clima decisamente meno patagonico.

Due lattine di ichnusa per brindare, una cena rapida e ci accostiamo a dormire il piu' in fretta che possiamo.

La mattina dopo ammiri il paesaggio e pensi che forse, tutta questa fatica, sia valsa la pena.

Sognare di dormire sull'Aguglia di Cala Goloritzé o sognare dormendo sull'Aguglia di Cala Goloritzé? Guarda il video dell'impresa di Giuseppe Basciu e Davide Farci.

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“Puliamo il Mondo” ad Assemini l'8 novembre 2020

 

puliamo il mondo 2020 locandina

Anche quest'anno il Comune di Assemini aderisce all'iniziativa “Puliamo il Mondo” indetta dalla Fondazione Legambiente Innovazione.

La manifestazione si svolgerà l'8 novembre 2020 con il supporto del Circolo il Fenicottero Legambiente Assemini e con la collaborazione della ditta San Germano-Iren, gestore del servizio di igiene urbana del comune di Assemini.

L’adesione alla manifestazione “Puliamo il Mondo” rappresenta per l'Amministrazione comunale un'importante occasione per ribadire il proprio impegno nell'ambito della salvaguardia del territorio e per costruire intorno al tema ambientale una rete collaborativa con tutti i cittadini, le famiglie e le Associazioni in generale (società sportive, Associazioni di volontariato, compagnia Barracellare, gruppi Scout, ecc.) presenti sul territorio.

Le aree interessate dall'iniziativa saranno via Lubiana e via della Scienza.

L'appuntamento con tutti coloro che vorranno partecipare è fissato per domenica 8 novembre alle ore 9.30 presso la prima rotonda di via della Scienza.

E' possibile consultare la mappa della manifestazione al link sotto:
https://umap.geonue.com/it/map/puliamo-il-mondo-2020_2322#16/39.2846/9.0220

Si ricorda che la manifestazione dovrà essere svolta nel rispetto delle misure anti Covid-19 mantenendo la distanza di sicurezza tra i partecipanti ed indossando la mascherina.

L’agricoltura biologica in Sardegna al settimo posto nella classifica delle Regioni italiane

 

agricoltura biologica sardegna

SARDEGNA AL SETTIMO POSTO IN ITALIA PER SUPERFICI BIOLOGICHE

L’agricoltura biologica in Sardegna nel 2019 ha superato i 120mila ettari, in crescita dello 0,8% rispetto all’anno prima. Numeri che piazzano l'isola al settimo posto nella classifica delle Regioni italiane bio. Il totale della superficie biologica in Italia sfiora i 2milioni di ettari (+2%).

Dato che risponde alla svolta green degli italiani favorita dall’emergenza Covid. I consumi domestici di alimenti biologici in Italia hanno raggiunto infatti la cifra record di 3,3 miliardi (euro?) per effetto di una crescita del 4,4% nell’anno terminante a giugno 2020, come emerso nell’incontro organizzato dalla Coldiretti per la presentazione del rapporto annuale del SINAB (Sistema di Informazione Nazionale sull’agricoltura biologica) che registra i principali numeri del settore in Italia: mercato, superfici, produzioni del biologico italiano con le tendenze e gli andamenti storici.

L’Italia è nel 2019 il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico con 80.643 operatori coinvolti (+2%), mentre anche le superfici coltivate a biologico sono arrivate a sfiorare i 2 milioni di ettari (+2%).

L’incidenza della superficie biologica nel nostro Paese ha raggiunto nel 2019 il 15,8% della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) a livello nazionale, e questo posiziona l’Italia di gran lunga e la Sardegna che registra oltre il 10%, al di sopra della media UE, che nel 2018 si attestava all’8%, e a quella dei principali Paesi produttori come Spagna (10,1%), Germania (9,07%) e Francia (8,06%).

In Sardegna le aziende agricole impegnate nel biologico sono circa 2mila.

Le coltivazioni principali sono le colture foraggere (circa 16.500 ettari) e i cereali (oltre 6mila ettari). Seguono le colture seminative (5.500 ettari), vite (oltre 1.600 ettari), olivo (circa 3.600), ortaggi (circa 800 ettari), frutta (circa 300), per citare le principali.

Il biologico registra un trend positivo da oltre dieci anni che la situazione emergenziale ha consolidato: +11% delle vendite nella grande distribuzione organizzata (GDO) durante il lockdown. I prodotti bio che prediligono gli italiani, secondo l’Ismea, sono i freschi (+7,2% per gli ortaggi) e alcune categorie specifiche come le uova (9,7%).

Da sottolineare anche l’aumento delle importazioni di prodotti biologici da Paesi extracomunitari: +13,1% nel 2019 rispetto all’anno precedente. I cereali (30,2%), le colture industriali (19,5) e la frutta fresca e secca (17%) sono le categorie di prodotto biologico più importate. I tassi di crescita delle importazioni bio più rilevanti sono invece le colture industriali (+35,2%), i cereali (16,9%) e la categoria che raggruppa caffè, cacao, zuccheri, tè e spezie (+22,8%).

L’agricoltura biologica ha grosse potenzialità economiche come del resto confermano i numeri sui consumi nazionali e le importazioni – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. I consumatori sono attenti e consapevoli nell’acquisto del cibo e ricercano la qualità, come del resto conferma anche il successo dei nostri mercati di Campagna Amica, dove quotidianamente affermiamo e diffondiamo questa cultura. Ma proprio per questo è necessario rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati affinchè rispettino gli stessi standard di sicurezza di quelli Europei”.

Controlli che devono tutelare i consumatori ma anche le imprese agricole che sono sempre più sensibili ad una agricoltura sostenibile e certificata bio ed in particolare i giovani – evidenzia il direttore di Coldiretti Luca Saba -: molti hanno aziende multifunzionali che effettuano la vendita diretta con prodotti biologici, spesso frutto di processi virtuosi sostenibili innovativi”.

Fonte http://www.sardegna.coldiretti.it/


Prodotti Biologici

La diffusione del biologico in Europa viene stabilita nel quadro della riforma della Politica Agricola Comune per far fronte alle gravi conseguenze determinate dalle politiche attuate dal governo Europeo nell'immediato dopoguerra, che prevedeva un incremento della produttività agricola in modo da garantire un elevato livello di autosufficienza alimentare, ma ha comportato per contro un crollo dei prezzi dei prodotti agricoli, l'eccessivo sfruttamento dell'ambiente e una scarsa qualità delle produzioni sotto l'aspetto igienico sanitario.
Verso la fine degli anni '80, la politica agricola si è concentrata quindi su altri obiettivi, quali la promozione dei prodotti di qualità e l'integrazione della tutela dell'ambiente nell'agricoltura. Questo ha offerto importanti potenzialità per lo sviluppo dell'agricoltura biologica, che aveva fino ad allora costituito un'attività marginale.

La normativa di riferimento

Nel giugno 1991, il Consiglio ha adottato il regolamento (CEE) n. 2092/91 relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari. Nel 1999 il Consiglio ne ha esteso il campo di applicazione al metodo di allevamento biologico. Si tratta di una normativa piuttosto complessa che, oltre a definire un metodo di produzione agricola per i prodotti vegetali e animali, provvede a regolamentare l'etichettatura, la trasformazione, l'ispezione e il commercio dei prodotti dell'agricoltura biologica all'interno della Comunità, nonché l'importazione di tali prodotti dai paesi terzi.

Dal 1 gennaio 2009 il quadro normativo comunitario è profondamente mutato: il Reg. CEE 2092/91 è stato ormai abrogato e sostituito dal Reg. CEE 834/07 del 28/06/07 (relativo alla produzione biologica e alla etichettatura dei prodotti biologici) e dal Reg. CEE 889/08 (modalità di applicazione del Reg. CEE 834/07 per quanto riguarda la produzione biologica, l’etichettatura e i controlli).

La produzione biologica

Si basa sui seguenti principi:
A) Progettazione e gestione appropriate dei processi biologici fondate su sistemi ecologici che impiegano risorse naturali interne ai sistemi stessi con metodi che:
- utilizzano organismi viventi e metodi di produzione meccanici;
- praticano la coltura di vegetali e la produzione animale legate alla terra o l’acquacoltura che rispettano il principio dello sfruttamento sostenibile della pesca;
- escludono l’uso di OGM e dei prodotti derivati o ottenuti da OGM ad eccezione dei medicinali veterinari;
- si basano su valutazione del rischio e, se del caso, si avvalgono di misure di precauzione e di prevenzione;
B) Qualora fattori di produzione esterni siano necessari, ovvero non esistano le pratiche e i metodi di gestione appropriati, essi si limitano a:
- fattori di produzione provenienti da produzione biologica;
- sostanze naturali o derivate da sostanze naturali;
- concimi minerali a bassa solubilità;
C) Rigorosa limitazione dell’uso di fattori di produzione ottenuti per sintesi chimica ai casi eccezionali riportati nel Reg. 834/07, art. 4 C.

Come riconoscere un prodotto da agricoltura biologica

Dal 1 luglio 2010 è in vigore l’uso del nuovo logo europeo sulle etichette (Reg. CEE 271/10). Fascette, etichette e imballaggi primari e secondari che accompagnano il prodotto fino al consumatore costituiscono "etichetta", pertanto le indicazioni relative al metodo di produzione biologica devono sempre rispettare quanto previsto dai regolamenti su richiamati (834/07 e 889/08) ed essere autorizzate da un organismo di controllo a sua volta autorizzato dal MiPAAF (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali).

La certificazione del biologico in Italia
Viene fatta dagli Organismi di Controllo, in base all'art. 3, comma 1, del Decreto Legislativo n. 220 del 17 marzo 1995. Gli Organismi di controllo, con il rilascio della certificazione, garantiscono che per l'ottenimento del prodotto è stato adottato il metodo di produzione biologica ai sensi del reg 2092/91. L'attività di controllo si esercita tramite verifiche burocratiche documentali, ispezioni e analisi, effettuate sia sui prodotti agricoli che sulle derrate alimentari.

L'azienda che vuole certificare le attività di produzione, preparazione, commercializzazione e importazione dei prodotti agricoli biologici deve essere sottoposta ad un sistema di controllo:
- compilazione della notifica di attività con metodo biologico ed invio contestuali all'Organismo di controllo ed ai competenti Uffici regionali (nel caso di aziende importatrici, direttamente al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali);
- successivamente l'Organismo di controllo esegue in azienda una visita ispettiva "Fase di Avvio" durante la quale vengono verificate le conformità previste dal Regolamento(CE) 2092/91 e successive modifiche ed integrazioni;
- sulla base dei risultati della visita viene redatto un documento denominato "Relazione di Ispezione Fase di Avvio", contenente tutte le informazioni utili alla Commissione di Certificazione per esprimere il giudizio di idoneità;
- la Commissione di Certificazione decide sull'ammissione o meno dell'azienda nel sistema di controllo;
- le aziende idonee entrano a far parte dell'elenco delle aziende controllate, sulle quali vengono esercitate annualmente una o più visite di controllo che hanno lo scopo di verificare il mantenimento delle condizioni di idoneità e l' applicazione di quanto previsto dal Regolamento(CE) 2092/91 e successive modifiche ed integrazioni;
- l'azienda riceverà tutta la documentazione necessaria a comprovare la sua adesione al sistema di produzione biologica: dichiarazione di assoggettamento, dichiarazione di conformità, certificazione di lotto prodotto, autorizzazione alla stampa di etichette.

Per poter ottenere la certificazione delle produzioni come "Prodotto da agricoltura biologica", l'azienda agricola deve aver rispettato le norme dell'agricoltura biologica per un periodo, definito "di conversione all'agricoltura biologica".

Il periodo di conversione ha inizio non prima della data in cui l'operatore ha notificato alle autorità competenti e sottoposto la sua azienda al sistema di controllo: sono definiti periodi specifici per tipo di coltura o produzione animale.
Gli stati membri istituiscono una o più autorità competenti responsabili dei controlli relativi agli obblighi sanciti dal Reg. CEE 834/07 (in conformità del Reg. CEE 882/04).
Trascorso il periodo di conversione le produzioni potranno essere certificate con la dicitura "Prodotto da agricoltura biologica".

Per informazioni dettagliate sulla normativa e sull'agricoltura biologica, si rimanda al sito ufficiale realizzato dalla Commissione europea e dedicato all'argomento, raggiungibile attraverso il link sottostante.

Fonte http://www.sardegnaagricoltura.it/

Lieto evento a Chia, sono nate 65 tartarughe Caretta - Caretta nella spiaggia di Sa Colonia

 

nascita tartarughe caretta caretta chia

65 tartarughe Caretta - Caretta nate a Chia

Il comune di Domus De Maria ha comunicato che 65 tartarughe del nido di caretta-caretta situato nella spiaggia di Sa Colonia a Chia, ieri notte sono nate e hanno raggiunto il mare!

Il comune ha garantito l’organizzazione e la continua sorveglianza del nido 24 ore su 24 con addetti appositamente incaricati, al fine di tutelare l'eccezionalità dell’evento.

Grazie al sic a mare le acque territoriali di Domus De Maria sono tutelate e rappresentano un ambiente favorevole per questa e molte altre specie e l’avvio imminente dell’area marina protetta “Capo Spartivento” ha portato fortuna a queste meravigliose tartarughine!

Il sindaco Maria Concetta spada

https://www.comune.domusdemaria.ca.it/

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