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SardegnaSpecialiIn viaggio con Claudio

In viaggio con Claudio

La Barbagia

Da Oliena ci rechiamo a visitare la Barbagia di Ollolai, partendo da Orgosolo, poi a Mamoiada ed a Fonni, a Desulo nel Mandrolisai, e nella Barbagia di Belvì a Belvì e ad Aritzo

In questa tappa del nostro viaggio, passando per le fonti carsiche di Su Gologone ci rechiamo a visitare Oliena. Qui nel 1844 nacque il bandito Giovanni Battista Corbeddu Salis, noto come «il re della macchia». A 34 anni si diede alla latitanza, dopo l'ingiusta imputazione e condanna per il furto di un bue. Durante la latitanza, gli venne addebitata buona parte dei delitti che si verificarono nella zona, e nel 1898 venne ucciso fra Oliena e Orgosolo in un conflitto a fuoco con i carabinieri.

La città è nota per la produzione di un vino cannonau, il Nepente, il cui nome deriva da una curiosa definizione del poeta D'Annunzio che, pur astemio, dopo averne constatato gli effetti prodotti sull'amico Trilussa, chiamò questo vino come un’antica bevanda magica, che secondo gli antichi Greci allontanava tristezza e dolore. E nel 1909 scrisse «Non conoscete il Nepente di Oliena neppure per fama? Ahi lasso! lo sono certo che se ne beveste un sorso, non vorreste mai più partirvi dall'ombra delle candide rupi».

Oliena - Fonti di Su Gologone
Oliena
Fonti Su Gologone

Oliena - Giovanni Battista Corbeddu Salis
Oliena
Giovanni Battista Corbeddu Salis

Orgosolo - La veglia del pastore
Orgosolo
La veglia del pastore
Orgosolo - 8 marzo 1908
Orgosolo
8 marzo 1908
Orgosolo - I missionari in Africa
Orgosolo
Missionari in Africa

Visitata Oliena, entriamo nella Barbagia di Ollolai partendo da Orgosolo, quello che è stato il paese del banditismo ed è ora il paese dei murales. A Orgosolo vive ancora oggi Graziano Mesina, ultimo erede del retaggio del «Codice Barbaricino» che lava le offese e tutela l'onore personale e di gruppo vendicandolo col sangue, il quale, dopo 40 anni in carcere segnati da ben nove evasioni, nel 2004 è stato graziato dal Presidente della Repubblica Ciampi.

Ultimo aggiornamento Martedì 27 Settembre 2011 20:10

 

Da Orosei a Dorgali

Da Olbia a Orosei che visitiamo con la sua costiera, poi a Galtellì ed a Dorgali, da dove ci recheremo a Cala Gonone per visitare Cala Luna e le altre cale in territorio di Baunei.

Arrivati con il traghetto, da Olbia prendiamo la SS131 DCN (Diramazione Centrale Nuorese) verso sud e, dopo 74 chilometri, ne usciamo. Attraversati Loculi, Irgoli ed Onifai, arriviamo ad Orosei che raggiungiamo dopo un viaggio di circa un’ora e mezzo.

Orosei è il capoluogo della regione storica detta Baronia Meridionale, la cui origine risale a quando gli Aragonesi introducono in Sardegna il sistema feudale che dura fino al 1846, anno della sua abolizione. Nel periodo feudale viene dato al Barone «il potere di tenere ed erigere nella Baronia: forche e mezze forche, pertiche, coltelli e le altre insegne del su annotato imperio e della su annotata giurisdizione, col diritto di giustiziare, appiccare gli uomini e espegnerli, o di rilasciarli o deportarli in esilio, o di mutilarli dei piedi, delle narici o delle altre membra, di fustigarli, flagellarli, penderli, carcerarli, interrogarli, torturarli, condannarli, assolverli, di citarli assente e di bandeggiarli, di sequestrare e confiscare i beni loro». Ed i Baroni ne approfittano, come racconta il principale canto politico sardo di Francesco Ignazio Mannu, «S'Innu de su Patriottu Sardu a sos Feudatarios», detto anche la Marsigliese sarda e noto anche con i suoi primi versi «Procurade 'e moderare Barones sa tirannia».

Possiamo visitare Orosei (metri 19, abitanti 5.849), situata in posizione leggermente arretrata rispetto al mare, quasi in pianura tra bei frutteti ed oliveti, a lato del fiume Cedrino. Il paese è caratterizzato da un centro storico ben curato, con palazzetti in pietra e calce bianca su cortili lussureggianti, chiese, archi e soprattutto ampi piazzali, distinguendosi in ciò dai paesi della Barbagia.

Orosei - Parrocchiale di San Giacomo
Orosei
Parrocchiale di San Giacomo

Orosei - Chiesa di Sant'Antonio Abate
Orosei
Chiesa di Sant'Antonio Abate

Orosei - Spiaggia di Osala
Orosei
Spiaggia di Osala
Orosei - Cala Liberotto
Orosei
Cala Liberotto
Orosei - Cala Ginepro
Orosei
Cala Ginepro

Partiamo dalla piazza del Popolo sulla quale si affaccia la parrocchiale di San Giacomo Maggiore, una delle chiese più belle della Sardegna, edificata dal '600 all'inizio del '700 in stile arabeggiante. Addossata alla parrocchiale troviamo la chiesa di Santa Croce, edificata verso la metà del XVII secolo; e scesa la scalinata che porta dalla parrocchiale alla piazza del Popolo, sul lato opposto della piazza, troviamo la chiesa del Rosario, edificata alla fine del XVII secolo con una bella facciata barocca.

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Giugno 2011 17:43

 

Da Sassari ad Olbia

Da Sassari a Olbia, lungo la SS597, incontriamo le più belle chiese del Logudoro

Santissima Trinita di SaccargiaDa Sassari prendiamo la SS131 di Carlo Felice verso sud e dopo 17 chilometri troviamo l'uscita in direzione di Codrongianos, che dista 4 chilometri. Codrongianos (in lingua Codronzanos, metri 317, abitanti 1.284) è un piccolo paese che si erge sui colli del Logudoro. Molto bello l'antico centro storico, con le vie strette, saliscendi e vicoli che si rincorrono irregolari, a formare piccole corti.Santissima Trinita di Saccargia - La vacca maculata

Prima di arrivare a Codrongianos, prendiamo sulla sinistra la SS597 seguendo le indicazioni per Tempio Pausania e Olbia. Dopo 2,5 chilometri troviamo sulla destra la Basilica della Santissima Trinità di Saccargia, fatta edificare dal giudice Costantino I di Logudoro per favorire l'insediamento nel Giudicato dei monaci Camaldolesi. I lavori iniziati nel 1116 proseguirono con maestranze pisane tra il 1180 ed il 1200 circa. 03_Santissima_Trinita_di_Saccargia_-_InternoCostituisce il principale monumento romanico pisano della Sardegna ed uno dei più importanti d'Italia, con la facciata a conci alternati di basalto e calcare ed un campanile alto 40 metri. Si ritiene che il suo nome derivi dalle parole s'acca argia, con le quali viene indicata una vacca con il pelo maculato, che vediamo scolpita in un capitello del porticato antistante la chiesa. L'interno è molto semplice, a croce, con copertura a capriate e pavimento in trachite grigia. Belli l'altare e l'abside, con affreschi del XIII secolo nei quali sono rappresentati Cristo con Angeli, santi e Dottori della chiesa; la Madonna in preghiera; scene della Passione di Cristo.

04_San_Michele_di_SalveneroSulla SS597, meno di un chilometro dopo aver incontrato la Basilica, poco prima della deviazione per Ploaghe, incontriamo la chiesa di San Michele di Salvenero, fatta costruire anch'essa dal giudice Costantino I di Logudoro verso il 1110 in stile romanico-pisano. Era annessa ad un monastero vallombrosano i cui resti sono visibili nei pressi della chiesa. L'interno, ripartito in tre navate, termina in tre abside, la centrale delle quali maggiore rispetto alle laterali.

05_Parrocchiale_di_San_PietroProseguendo sulla SS597 per 2,5 chilometri troviamo la deviazione per Ploaghe (in lingua Piàghe, metri 427, abitanti 4.777). Al centro del paese sorge la chiesa parrocchiale di San Pietro, del secolo XVI-XVII, sede dell'antica Diocesi Medievale di Ploaghe. Alla destra della parrocchiale è presente l'oratorio di Santa Croce, ex chiesa di Santa Lucia, della seconda metà del XVII secolo. Accanto ad essa si trova il Palazzo Rettorale, della seconda metà del XVIII secolo. Sul lato sinistro della chiesa é presente l'interessante Zimitoriu, il vecchio cimitero, dove sono murate anche alcune lapidi con scritte in logudorese. Dopo di esso, si trova l'oratorio del Rosario, della seconda metà del XVII secolo.

06_Parrocchiale_di_Santa_Maria_del_RegnoProseguendo sulla SS597, dopo 10 chilometri superiamo la deviazione per Ardara (in lingua Aldara, mt. 297, ab. 855), piccolo centro agricolo dalle antiche origini che fu durante il Medioevo capitale del Giudicato di Logudoro. La chiesa parrocchiale di Santa Maria del Regno, realizzata in stile romanico-pisano, è l'unica testimonianza dell'antico splendore, notevole per l'architettura. Deve il suo nome al fatto di essere stata la chiesa del centro sede del regno, su rennu, degli antichi signori di Logudoro.

07_Basilica_di_SantAntioco_di_BisarcioSuperata la deviazione per Ardara, circa 4,5 km più avanti troviamo le indicazioni per la Basilica di Sant'Antioco di Bisarcio, che si trova però in territorio di Ozieri. La costruzione della Basilica è stata voluta nel 1080 circa al giudice Torgotorio Barisone I, che aveva già nel 1065 favorito l'insediamento nel Giudicato di dodici monaci Benedettini provenienti dall'abbazia di Montecassino. Situata in posizione elevata a dominare il territorio sottostante, è stata Cattedrale dell'antica ed importante diocesi di Bisarcio.

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Maggio 2011 09:55

 

Chi è Claudio?

Claudio de TisiMi chiamo Claudio de Tisi e vivo a Milano dove ho tutti i miei interessi avendovi passato gran parte della mia vita. Non sono però milanese. Sono nato a Merano il 23 agosto di molti anni fa ed ho trascorso a Bolzano tutta la prima infanzia. Avevo sette anni quando ci siamo trasferiti a Roma, poi, quando avevo sedici anni, ci siamo trasferiti a Milano dove ho frequentato il Politecnico, mi sono laureato in Ingegneria, ed ho vissuto intensamente i movimenti del '68. Presiedevo le assemblee di facoltà, ho avuto qualche guaio con la giustizia come è capitato a tutti quelli che si sono battuti per un mondo migliore.

Ho sempre tenuto distinto nella mia vita il pubblico dal privato. Il pubblico era l'attività professionale; il privato le amicizie, la fotografia, le vacanze, i viaggi, gli hobby. La fotografia è sempre una mia grande passione. Per molto tempo soprattutto ritratti, in seguito anche e soprattutto foto dei luoghi visitati, delle situazioni vissute, delle sensazioni provate. Questo perché si andava sviluppando la mia seconda grande passione: quella per i viaggi.

In questi ultimi anni ho finalmente scoperto, e ripetutamente riscoperto, la Sardegna. Ero stato la prima volta in Sardegna nella seconda metà degli anni settanta e ne ero rimasto affascinato. Ci sono tornato dopo una quindicina di anni e da allora non posso fare a meno di tornarci nuovamente ad ogni possibile occasione.

 

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