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Le emozioni sono rivelatrici di danze abituali e ‘rituali’, a volte difficili da smantellare. Ma per cambiare una danza che conosciamo in favore di un’altra a noi sconosciuta, non bastano le parole, né la razionalità, a volte. Indagare la tematica della violenza di genere attraverso il linguaggio del corpo, non è un’operazione scontata, bensì necessaria in un contesto sociale in cui il problema della violenza sulle donne e dell’integrazione diventa una tragica emergenza in cui troppe vite sono drammaticamente segnate ed abusate. Indagare allora anche attraverso le emozioni dell’arte può contribuire a fornire nuovi strumenti di prevenzione e di sensibilizzazione verso un tema così importante.
La produzione originale dell’associazione Caranas 108 “Io ti tenevo intensa e leggera” ideata, diretta e danzata da Rita Spadola, s’inserisce nell’ambito del progetto - “Gli occhi violati” - Azioni artistiche per una poetica contro la violenza di genere, realizzato in sinergia con l’associazione Onlus Timbora, ed accetta questa sfida utlizzando un linguaggio simbolico, poetico, semplice ed evocativo.
In scena un trio di donne: Maria Benoni, Fatima Kouchrad e Rita Spadola. Collaborazione alla regia: Maria Benoni; musica di Simon Balestrazzi, con contributi sonori di David Bowie e M.I.A; l’editing video è di Antonio Cauterucci, le luci sono a cura di Cinzia Nieddu; assistente di produzione, Francesca Fenu.
Lo spettacolo sarà presentato sabato 28 novembre alle ore 21,00 presso i Locali della Proloco di via Roma 26 a SESTU (ingresso libero), e in replica, giovedì 3 dicembre alle ore 21,00 al Teatro Civico di viale della Libertà a SINNAI e sabato 19 dicembre al Teatro La Vetreria di Pirri, sempre alle ore 21,00. L’ingresso per gli ultimi due spettacoli è di € 5,00.
Io ti tenevo intensa e leggera indaga su diversi livelli espressivi la drammaticità della violenza sulle donne attraverso il corpo, i racconti, i filmati d’epoca e le testimonianze che si combinano e si intrecciano, lasciando affiorare i ricordi ed evidenziando quanto il passato sia più che mai legato alle vicende attuali. Rita Spadola attraverso la sua coreografia e l’utilizzo di più piani comunicativi, favorisce lo spiazzamento, provoca e moltiplica nuovi punti di vista, esplora, secondo le logiche diverse dalla razionalità, alcuni aspetti del mondo femminile, quali la maternità, il lavoro, la solitudine, la solidarietà ed il diritto di famiglia, come sostiene lei stessa: <>.
Un tentativo di approfondire la riflessione, attraverso una modalità comunicativa non violenta, su un tema così complicato, sulle incomprensioni e sui conflitti brutali che si perpetuano nel nostro ambiente culturale, le cui vittime, il più delle volte donne, rimangono silenti nella loro sofferenza e in totale solitudine.
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