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Molare di Mammut - Museo sa Corona Arrubia Villanovaforru
Il Mammut sardo è un mammifero simile ad un piccolo elefante vissuto in Sardegna durante il Pleistocene.
È specie endemica e viene ipotizzato che discenda dal Mammuthus Trogontherii. A differenza degli elefanti nani presenti nelle altre isole del Mediterraneo, considerati paleoxodontini e imparentati con l'Elephas falconeri, l'Elephas cypriote e l'Elephas chaniensis, il mammut sardo, oltre ad essere l'unico mammut d'Italia, è stato ritrovato sin dal XIX secolo in diverse zone dell'isola di Sardegna.
Resti fossili furono rinvenuti ad Alghero, Gonnesa (CI), Sinis (OR) ed altre località.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Mammut_nano_sardo
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Nuraghe Sa Fraigada Sinnai
NURAGHE SA FRAIGADA(Sinnai)
Ubicazione: Il nuraghe si trova in località Monte Cresia, che può essere raggiunta in primo luogo, svoltando al bivio sulla SS 125, al km 30, dirigendosi verso il parco dei Sette Fratelli.
La strada seppur un po’ stretta, è in asfalto e tende ad inerpicarsi.
Il nuraghe si trova alla fine della salita a sinistra della strada, dove è presente un cartello stradale con la dicitura “nuraghe”, a questo punto il monumento è facilmente raggiungibile da una strada bianca lunga circa 200 metri.
Altrimenti è possibile raggiungerlo dalla strada che porta alla località denominata “S. Pietro Paradiso” anche questa raggiungibile dalla SS125 però all’altezza del 20,3 km.
In quest’ultimo caso bisogna percorrerla tutta per una lunghezza di 12 km (al 6 km si trova la tomba di giganti di Is Concias).
Giunti all’altopiano,e quindi ad un bivio,bisogna prendere la strada in salita che va verso Monte Cresia.
Dopo circa 500-600 metri sulla destra è facilmente visibile l’enorme mastio del nuraghe.
Descrizione: l’accesso al nuraghe di Sa Fraigada è oggi agevolato dal fatto che la strada che dalla Statale 125 devia per Monte Cresia conduce quasi di fronte al monumento che sorge su un rialzo naturale sulla destra.
Da questa posizione si gode di un’ampia visuale verso il Monte Cresia e Sa Castangedda a nord, sulle creste di Arcu Ruinedda e Cuili Zedda a sud, e fino a Sa Corti ad est; ancora più lontano si avvistano le antenne di Minni Minni.
Il monumento è un monotorre che in parte ingloba nelle proprie strutture gli spuntoni del piano roccioso su cui si imposta e per questo motivo presenta un perimetro esterno circolare non del tutto
regolare.
La camera doveva essere centrica di pianta circolare, ma oggi è completamente occupata dal crollo delle strutture superiori che rende impossibile definire meglio la planimetria.
Malgrado il fatto che Sa Fraigada conservi un elevato di circa 3,70 m sul suo lato sud-occidentale, è comunque una struttura così diroccata che la localizzazione del vano di accesso ad est è proposta solo in linea ipotetica.
La struttura è realizzata con massi di grandi dimensioni sbozzati, alcuni anche sagomati in forma subparallelepipeda, e disposti in filari abbastanza regolari; le dimensioni vanno da una lunghezza massima di 2,60 m ed un’altezza di 1,10 m ad una lunghezza minima di 0,60 m ed un’altezza minima di 0,20 m.
Un ovile moderno si addossa alle strutture del nuraghe sul lato ovest e all’interno del recinto si notano sul terreno moltissimi grumi di argilla compatta che sicuramente sono pertinenti le antiche strutture.
(La descrizione è tratta dal libro "Indagini archeologiche a Sinnai" di Maria Rosaria Manunza)
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Isola del Coltelazzo - Nora Pula
Piccola Isola del Coltelazzo un promontorio di scura roccia trachitica, sita al fianco del Capo di Pula, con soprastante la Torre di Sant´Efisio è detta anche Torre del Coltelazzo alla cui base si trovano gli scavi di Nora.
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Area archeologia Pranu Mutteddu Goni
AREA ARCHEOLOGICA DI PRANU MUTTEDDU (GONI)
Ubicazione: Si percorre la SS131 sino al km. 21,900 e si svolta nella SS128 per Senorbì.
Arrivati a Senorbì, si prende la strada per San Basilio, si oltrepassa il paese, si percorrono km. 6,8 e si svolta per Goni.
Dopo 3,9 km dal bivio per Silius raggiungibile attraverso la SP26 si trova l’area archeologica.
Il sito si trova prima dell’abitato di Goni e la biglietteria è a sinistra della SP23.
L’area archeologica tuttavia si estende pure a destra della strada provinciale.
Descrizione: L’area archeologica si contraddistingue essenzialmente per l’alta concentrazione di menhir (chiamati anche betili), ma anche di altre tipologie di sepolture (a circolo, ma anche le comuni domus de janas).
Il parco archeologico di Pranu Muttedu è suddiviso in due parti, separate fra loro dalla strada provinciale n. 23 che porta a Goni.
La parte a sinistra della strada (provenendo dal paese di Goni), chiusa da un piccolo cancelletto da luogo ad un itinerario che è costituito principalmente dalla visita ad alcune domus de janas scavate in un bancone granitico e a due tombe prenuragiche “a tumulo” (la tomba IV e la tomba V).
La parte a destra della strada è invece caratterizzata da alcuni servizi (chiosco, biglietteria, agriturismo omonimo) e consta delle emergenze archeologiche più importanti (allineamento di menhir, tomba II ecc..).
L’area archeologica di Pranu Muttedu è gestita da una società a responsabilità limitata: la “Pranu Muttedu s.r.l. ”.
Per maggiori informazioni vi consiglio di visitare il sito web www.pranumuttedu.com , uno dei pochi siti web dedicati esclusivamente ad un sito archeologico.
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Tomba di giganti di su cuaddu de nixias - Lunamatrona
La tomba di giganti di Su Cuaddu 'e Nixias (Lunamatrona), che presenta una struttura bipartita nel corridoio funerario, è lunga 13.25 m. L'esedra, di 13.90 m di corda, presenta la stele centinata nel mezzo. La camera funeraria è parzialmente scavata nel banco roccioso di marna. Sul fondo del vano sepolcrale si trova la parte più antica del monumento, una cista quadrangolare di circa 1 m di lato e 70 cm di altezza, segnata sui lati da blocchi disposti a coltello. Il piano della cista è di poco sopraelevato rispetto all'antistante corridoio della tomba di giganti, anch'esso limitato ai lati da blocchi ortostatici e lungo complessivamente 10.30 m.
La stele centinata frammentaria (altezza residua 2.90 m, larghezza 2.70 m, spessore 0.25/0.38 m) si distingue dai numerosi esemplari conosciuti nel resto della Sardegna centrale per avere la parte inferiore suddivisa a riquadri incavati ai lati del portello d'ingresso.
Lo stile delle architetture, la presenza della stele centinata al centro dell'esedra e la tipologia dei manufatti rinvenuti durante lo scavo, oggi esposti nel Museo Archeologico Genna Maria di Villanovaforru, consentono di riportare il monumento alle fasi arcaiche della civiltà nuragica, intorno ai secoli XVI-XV a. C. (Bronzo medio).
Il nome dato alla stele dalla fantasia popolare (il cavallo di Nixias) è dovuto alla presenza di un foro circolare sulla parte superiore della stele che, secondo la leggenda, serviva a legare i cavalli. In realtà il foro risale, probabilmente, ad epoca storica e non se ne conosce l'utilizzo.
http://www.paradisola.it/concorso/m...corso116.asp
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Le schede più viste:
Villaggio Western - San Salvatore - Comune di Cabras
Si trova nel territorio comunale di Cabras
Si tratta del vecchio villaggio western di San Salvatore di Cabras. Attualmente non esiste più in quanto veso il 1990/91 fu completamente smatellato e restituito allo stato originario come era prima del 1967. In quell’anno si era in pieno boom del filone cinematografico degli spaghetti-western e tutto l’ambiente intorno alla chiesa, con le cumbessias, fu utilizzato con opportuni aggiustamenti per rappresentare un villaggio dell’Arizona/New Mexico, dove era ambientata la storia raccontata nel film “Giarrettiera Colt”. Passato di moda quel genere cinemnatografico non fu più utilizzato e rimase solo un’attrazione per curiosi, che trovavano il loro angolo di America, saloon (anzi posada) incluso.
Il posto però merita una visita per ammirare gli splendidi affreschi, di epoca paleocristiana, custoditi nella cripta della chiesetta di San Salvatore, edificata su un più antico luogo di culto precedente l’era cristiana e dedicato alle divinità della mitologia classica.
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La villa di Renato Soru a Cagliari
L' abitazione del Presidente della regione Renato Soru, situata a destra del sagrato della Basilica di Nostra signora di Bonaria , Cagliari. In questo ultimo periodo è stata sotto sotto i riflettori di tutte le tv regionali e non..
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Molare di Mammut - Museo sa Corona Arrubia Villanovaforru
Il Mammut sardo è un mammifero simile ad un piccolo elefante vissuto in Sardegna durante il Pleistocene.
È specie endemica e viene ipotizzato che discenda dal Mammuthus Trogontherii. A differenza degli elefanti nani presenti nelle altre isole del Mediterraneo, considerati paleoxodontini e imparentati con l'Elephas falconeri, l'Elephas cypriote e l'Elephas chaniensis, il mammut sardo, oltre ad essere l'unico mammut d'Italia, è stato ritrovato sin dal XIX secolo in diverse zone dell'isola di Sardegna.
Resti fossili furono rinvenuti ad Alghero, Gonnesa (CI), Sinis (OR) ed altre località.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Mammut_nano_sardo
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Spiaggia di Tuerredda - Comune di Teulada
Ci si arriva percorrendo la strada
che porta a Teulada, a circa 3 Km.da Chia.
Famosa per la varieta' dei colori, dall'azzurro dei fondali al verde trasparente fino al bianco della sabbia.
Arrivando da Chia. appare dall'alto della strada con la sua isola, chiamata anch'essa "Tuerredda", la quale e' facilmente raggiungibile a nuoto. Le riviste specializzate classificano la spiaggia di " Tuerredda " tra le 10 più belle della Sardegna.
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Caletta vista dal faro - Capospativento - Chia
Si tratta della caletta che si vede dal faro di Capo Spartivento, il quale e' considerato uno dei cinque fari più belli della Sardegna (insieme a Capo Caccia, Punta Scorno, Capo Bellavista e Capo Sandalo); è il faro più antico della Sardegna ancora in funzione.
Il faro di Capo Spartivento è un faro d'altura: l’edificio è alto 19 metri, si articola su due piani ed è caratterizzato dalle sue pareti di colore rosso che quasi lo rendono un unicum con le rocce che lo circondano.
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