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Itinerario da Cagliari a Sant'Antioco
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DESCRIZIONE
L'itinerario è di circa 130 km e prevede tra le località coinvolte Cagliari, Pula, SantAntioco, Nora, Chia, Teulada, Santadi, Villaperuccio e Tratalìas 1 - Cagliari La storia della città dopo l'unificazione d'Italia si intreccia con la storia nazionale. Anche Cagliari visse gli anni duri del fascismo e, durante la seconda guerra mondiale, fu duramente colpita dai bombardamenti aerei. Tragici i bombardamenti del 17, 26 e 28 febbraio e del 13 maggio 1943, che distrussero gran parte del centro abitato e causarono la morte di molti cittadini. Per il suo sacrifio la città ricevette, il 19 maggio 1950, la medaglia d'oro al valor militare. Dal 1949 la città è il capoluogo della Regione autonoma della Sardegna. 2 - Pula Pula è un centro di circa 6.500 abitanti della provincia di Cagliari nella costa occidentale del Golfo degli Angeli. Non è difficile da raggiungere partendo dal capoluogo sardo, è sufficiente percorrere la ss 195 per circa 35 Km. La cittadina si trova nei pressi delle rovine dellantica Nora, prima porto fenicio poi importante centro punico e successivamente romano. Pula si propone quindi come importante località storica con i resti dellantica Nora, come importante località balneare con le sue spiagge, e sicura,mente come oasi naturalistica per i suoi boschi 3 - Sant'Antioco Le celebrazioni continuarono durante i primi anni del 1900, richiamando sempre una grande folla da tutta la Sardegna, sino allo scoppio delle grandi guerre che ridimensionarono non poco la fastosità della sagra. In questo periodo di grandi conflitti, i soldati al fronte, rivolgevano al Santo le loro preghiere e ne invocavano la protezione. Nel 1943 ,in piena seconda guerra mondiale, il pellegrinaggio fu interrotto dal pericolo di bombardamenti, nell'aprile dello stesso anno gli isolani, temendo una invasione nemica, abbandonarono le loro abitazioni per rifugiarsi nelle più sicure campagne. Quell'anno la sagra non si svolse, Sant'Antioco fu bombardata il 14 Maggio. Gli anni che seguirono furono anni di sacrifici e la sagra si ridimensionò rispetto al suo antico splendore. Siamo giunti alla 481° edizione di una festa che, se non nei numeri, nella magia dei colori, dei canti e dei profumi rimane inalterata da tempo immemore. Nell'era della globalizzazione, di internet e di una società che corre sempre più veloce la celebrazione del Santo sembra riportarci ad un momento di riflessione sulla nostra storia, le nostre origini e tradizioni di cui bisogna andare orgogliosi. 4 - Nora Nella penisola di capo Pula, a poca distanza dalla torre di SantEfisio o del Coltellazzo si estende larea archeologica di Nora, antica città di origine fenicia che ha vissuto loccupazione punica per diventare poi unimportante centro romano. La città è stata abbandonata a causa delle scorrerie prima dei barbari poi dei mori; nellarco dei secoli una parte della città è sprofondata nel mare a causa di attività di bradisismo (un fenomeno geologico che causa labbassamento del suolo). La frequentazione del luogo da parte dei fenici si può far risalire circa allVIII sec. a. C. grazie al rinvenimento di un frammento discrizione, della famosa stele di Nora (riconducibile alla metà dellVIII sec. a. C.), e delle anfore ritrovate sotto il mare antistante gli scavi, nella zona che un tempo era occupata dal porto 5 - Villaperuccio Villaperuccio è un paese che conta poco più di 1100 abitanti, e che si trova a 68 metri d'altitudine in una parte pianeggiante del Sulcis interno, lungo il corso del Rio Mannu che prosegue per il lago artificiale di Monte Pranu. Il paese e' servito da una strada secondaria che collega Narcao a nord con Santadi a sud. |



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