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Foreste della Sardegna: Monte Lerno

a cura di Gianluigi Ortu

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La foresta di Monte Lerno è situata nella provincia di Sassari, all'interno del territorio del comune di Pattada.

Si estende incontaminata per una superficie di 2853 ettari e si caratterizza per la presenza di una vegetazione ricca di numerosi boschi di leccio. Sino a pochi anni fa il territorio in cui era presente il bosco era molto più ampio dell'attuale ma un incendio ne ha ridotto la superficie.

Il rimboschimento attualmente in corso offre al visitatore l'idea dell'impegno di questa comunità nella cura e la conservazione del territorio.

I colori della vegetazione nonché la presenza di ampi spazi in cui è possibile trascorre una giornata all'aperto sono dei buoni motivi per invitare il turista a visitare la foresta.

Foto Monte Lerno Foto Monte Lerno Foresta Monte Lerno Foto Monte Lerno Foto Monte Lerno

Il paese

Il paese di Pattada, che conta quasi 3.500 abitanti, è il comune più alto della provincia di Sassari, (a circa 850 m. s.l.m.), situato al centro della Sardegna settentrionale, arroccato con la sua ombrosa pineta a dominare un ampio e maestoso paesaggio si adagia su un terreno in forte pendio.

Il suo vasto territorio di 165 kmq di superficie è rinomato come luogo climatico adatto alla villeggiatura estiva.

Pattada vanta anche una ricca tradizione agroalimentare di tutto rispetto: si producono sas peritas (perette), uniche e dal gusto inconfondibile, una vasta gamma di gustose ricotte e formaggi ovini, tra cui il fiore sardo, il pecorino romano, il pecorino sardo e ottimi pecorini biologici, frutto dei verdi e incontaminati pascoli montani ricchi di numerose essenze aromatiche.

Tra i dolci, inconfondibili le squisite origliettas ammerradas (saltate nel miele) e quelli tipici della tradizione sarda: amaretti, tiriccas, pabassionos, casadinas, biscotti, le fragranti seadas ripiene di formaggio fresco, torrone; la lavorazione di quest'ultimo ha una tradizione che si tramanda da varie generazioni e per la quale si utilizza un ottimo miele locale.

Ulteriori notizie sono reperibili nel sito istituzionale del Comune di Pattada

Come si raggiunge

La foresta si raggiunge principalmente attraverso la s.p. 128 bis Ozieri - Pattada e la s.s. 389 Pattada - Buddusò

Descrizione generale

Il quadro generale della vegetazione risulta complesso, in quanto gli interventi sul territorio sono stati molteplici e svariati fino a costituire quell’assetto a mosaico che si presenta attualmente a chi osserva.

I boschi naturali all’interno del perimetro demaniale non sono molto estesi in quanto diversi incendi in vari periodi hanno percorso buona parte della superficie.

Da vedere

Nella vicina frazione di Bantine, unica sopravissuta all'accorpamento verso Pattada di tutti i villaggi della zona, si trova ancora un tratto di strada di epoca romana che collegava Castro (Oschiri) alla stazione romana di Aquae Lusitanae (Benetutti).

Il paese offre al visitatore scorci suggestivi con eleganti facciate dai ricercati elementi decorativi e infissi in legno intarsiato ancora ben conservati.

Da visitare le chiese di S. Giovanni, dello Spirito Santo, della Madonna del Rosario, nonché la parrocchiale di S. Sabina dove si può ammirare un altare ligneo che risale alla seconda metà del '700; di forma e tipologia tipica degli intagliatori e doratori del sassarese del XVIII sec., esso venne realizzato grazie a un lascito testamentario del 1753.

Il Nuraghe Lerno si trova pressi del paese, affacciato sull'omonimo lago, sta ai piedi dell'importante massiccio montuoso di Monte Lerno.
Il ritrovamento è abbastanza recente, il sito è composto da un nuraghe principale, varie costruzioni tutt'intorno che farebbero presupporre la presenza di un importante villaggio nell'antichità, e infine una costruzione che pare possa essere stata adibita a santuario.

Foresta Monte Lerno Foresta Monte Lerno Foresta Monte Lerno Foresta Monte Lerno Foresta Monte Lerno

Aspetti vegetazionali

Il bosco naturale di leccio si conserva discretamente in località “Sos Littos”.

Dalla composizione floristica attuale della vegetazione di questa zona si denota che è un bosco in rievoluzione o appena rievoluto, in quanto conserva molti elementi della macchi alta (fillirea, corbezzolo, etc.)

In tutta l’area sono ben rappresentate le sugherete con abbondante sottobosco dominato da citiso, erica e corbezzolo.
Le sugherete migliori all’interno del perimetro demaniale sono poste in località “Trataxis” dove sia la produzione che la qualità del sughero sono ritenute ottime.

In altre zone dove l’incendio si è ripetuto più volte sia i suoli che la vegetazione appaiono molto degradati. In questi casi la macchia si presenta nei suoi vari stadi evolutivi e dove la conservazione del suolo ne ha consentito un veloce sviluppo i versanti sono coperti di una macchia a corbezzolo ben compatta che porterà, nel tempo, senza grossi interventi forestali, al bosco. In altri casi il suolo è molto degradato e dilavato con rocciosità affiorante elevata sostiene una macchia bassa a cisti che dirada fino ad assumere un aspetto di gariga.

Nelle zone di cresta è presente una vegetazione meno appariscente in quanto rifugiata tra gli anfratti, ma di grande valore fitogeografico. Sono presenti infatti alcuni endemismi tipici delle aree cacuminali della Sardegna alcuni a larga diffusione, altre molto rare.

Sempre in queste aree, o frammiste nei lembi di bosco meglio conservati, sono presenti elementi relitti quali agrifoglio, tasso, acero minore.

La scelta delle specie è stata fatta valutando le caratteristiche stazionali, prediligendo essenze autoctone quali leccio e sughera consociate a conifere quali cedro e pino marittimo che garantiscono l’ombreggiamento necessario soprattutto al leccio che in fase giovanile è una specie sciafila.

Altre specie utilizzate nei rimboschimenti in stazioni sono la roverella, il castagno, l’agrifoglio e il tasso.

Attività presenti:

Parlando di Pattada è doveroso segnalare la lunga tradizione dei coltellinai pattadesi. Il coltello di Pattada, noto col nome di ''resolza pattadesa'' questo oggetto ha conquistato una fama internazionale grazie alla sapiente opera di artigiani locali "frailalzos" (i fabbri) che con altissimo grado di professionalità lo producono da tempi antichissimi.

Il coltello di Pattada diviene così appetibile non solo per gli usi comuni ma come prezioso oggetto da collezione.

L'abilità nella lavorazione delle lame, la robustezza e la perfezione delle finiture sui manici sono all'origine del successo di questa produzione tanto che in paese si tiene la “Biennale del Coltello di Pattada” giunta quest’anno alla nona edizione.

La storia de sa resolza non è riassumibile in questa breve scheda ma vi invitiamo ad approfondire l’argomento, sia sul sito istituzionale del comune che qui.

Il paese è accogliente e non mancano buone opportunità per mangiare e dormire.

Contatti:

Uffici del Cantiere 079 755835.
Responsabile del Complesso dott. Gianluigi Pinna 320 – 4331159
capocantiere Michele Carta: tel. 320 4331156 -

La maggior parte di queste notizie sono tratte dal sito istituzionale dell’Ente Foreste della Sardegna che vi invitiamo a visitare per trovare ulteriori notizie ed aggiornamenti.

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