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Cinghiale sardo

Cinghiale sardo
NOME IN SARDO:
polschavru, porcrabru, sirbone, sirvone, sirboni, pulcavru
cinghiale
FAMIGLIA: Suidi
ORDINE: Artiodattili
DESCRIZIONE:
E' un suide dalle forme massicce e di mole imponente,che raggiunge 1-1,5 m di lunghezza; la femmina è più piccola. Ha il corpo ricoperto da un mantello bruno-nerastro formato da lunghe setole rigide e da un folto pelo lanoso e corto, che sul dorso si rialza formando una specie di cresta; la testa è grande, con le orecchie dritte e il muso dal caratteristico grifo. I canini inferiori sono molto sviluppati e formano le cosiddette zanne (o difese), che raggiungono anche i 10 cm. La vista, piuttosto debole, è compensata da udito e olfatto estremamente fini. Di carattere pauroso e prudente, abita i boschi di pianura e di montagna fino al limite della zona arborea, le zone umide, le coste dei laghi e dei fiumi (che attraversa a nuoto, e anche abbastanza abilmente, durante i suoi spostamenti). L'alimentazione è varia: si nutre di tuberi, radici, cereali, anfibi, rettili, nidiacei di uccelli che hanno il nido a terra; nelle sue operazioni di "zappatura" alla ricerca di cibo il cinghiale si rivela un provvidenziale distruttore delle larve di insetti nocivi per il bosco. Caccia in prevalenza di notte, ma se non avverte pericoli lo si vede pascolare anche di giorno. La femmina partorisce fino a 12 (5-6 in media) piccoli, allattati per 2-3 mesi, che raggiungono la maturità sessuale a 10-16 mesi. I cinghialetti, per i primi 6 mesi di vita, hanno il mantello striato. L'adattabilità ad ogni tipo di ambiente, la mancanza di predatori specifici (cacciatori a parte) e la sua introduzione a fini venatori in varie zone ne hanno molto favorito l'espansione numerica, che causa parecchi danni all'agricoltura. Tipico abitante della macchia e dei boschi, il cinghiale sardo è notevolmente più piccolo del cinghiale che vive sul continente. I giovani presentano le caratteristiche strisce longitudinali di color bruno-scuro che scompaiono dopo i 5-6 mesi di età. Ha la dentatura caratterizzata dall'abnorme sviluppo dei canini che hanno assunto forma di zanne (nel maschio sono più evidenti). È con queste, e con il muso dalla forma particolare, che fruga nel terreno alla ricerca di cibo lasciando caratteristici solchi. Si nutre di bulbi, ghiande, radici, lombrichi, funghi ma anche di uova, nidiacei di uccelli che fanno il nido a terra e carcasse di animali. Ha abitudini prevalentemente crepuscolari e vive in piccoli gruppi. In Sardegna sono frequenti gli incroci con i maiali domestici, che vengono tenuti spesso allo stato brado. È preda ambita dei cacciatori, che utilizzano la tecnica della "battuta" con i cani; a queste perdite si aggiungono però quelle dovute al bracconaggio, che utilizza invece la tecnica del filo d'acciaio teso attraverso i passaggi obbligati (e del quale restano spesso vittime anche numerosi altri animali selvatici.
 

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