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Ricette di Sardegna

Tante ricette tipiche della cucina di Sardegna ordinate per antipasti, primi, secondi e dolci per stupire i vostri amici!

Un secondo..

Pollo e tacchino alla brace

Difficoltà: difficile

Tempo: 4h30

INGREDIENTI:

  • 1 tacchino grosso
  • 1 pollo medio
  • aglio
  • prezzemolo
  • ginepro
  • mirto
  • rosmarino
  • timo
  • lardo
  • sale
  • pepe


PREPARAZIONE:
Pulite e lavate il tacchino e il pollo, eliminando le interiora, asciugateli, spalmateli dentro e fuori con lo strutto, sale, pepe e un trito di erbe aromatiche. Mettete il pollo dentro il tacchino, dei rametti di mirto, un trito di aglio e prezzemolo. Scavate una buca profonda, all’interno della quale accendete un fuoco, togliete la cenere che si è formata, ricoprite il fondo della buca con mirto, alloro, rosmarino e ginepro. Metteteci il tacchino, copritelo con alloro, rosmarino, mirto e ginepro e buttateci sopra uno strato di terra. Accendete sopra un grande fuoco e lasciatelo ardere per 4 ore prima di togliere le braci. Scavate e recuperate la carne.

Un dolce..

Sebadas

di Antonio Angelo Madeddu

Difficoltà: difficile

Tempo: 1h45

INGREDIENTI:

  • 1 kg di formaggio fresco
  • 1 kg50 di farina
  • 2 buste di vanillina
  • 280 gr di strutto
  • 1 arancia
  • 1/4 di miele
  • sale


PREPARAZIONE:
Tagliate il formaggio a fettine e mettetelo in un tegame, con 1/2 bicchiere d’acqua, la vanillina, l’arancia grattugiata e amalgamate; aggiungete 50 gr di farina e mescolate bene. Dividere in porzioni il formaggio fuso, e sistematelo su un tagliere umido; schiacciate il formaggio e lasciate riposare.
Impastate la farina, con lo strutto e il sale. Tagliate la pasta a dischetti e al centro di ognuno, sistemateci le porzioni di formaggio, ripiegate su se stessa la sfoglia. A questo punto le sebadas, sono pronte per essere fritte nell’olio caldo, possono essere servite, con sopra un cucchiaio di miele o zucchero.

Precisazioni
Il formaggio da usare è formaggio pecorino (o più spesso vaccino) leggermente acido. L’esperienza e la pratica dicono a chi lo prepara quando il formaggio è al punto giusto di acidità. Si tratta comunque, ed è un altro punto fondamentale, di “formaggio” che consiste in cagliata che, appena tolta dal siero e pressata per farne uscire il siero residuo, non viene messa nella salamoia (in quanto il sale ne impedirebbe l’acidificazione) ma lasciato involto in una pezzuola di lino umida (per agevolarne l’acidificazione) dopo avergli dato forma. In qualche giorno raggiunge il livello di acidità giusto, che per chi non è pratico si può controllare tagliandone un pezzetto e cercando di farlo squagliare a fuoco basso.
Quando il formaggio è “pronto” (ossia acido al punto giusto), di solito lo si pone in un tegame tagliato a fettine con “sa resorja” per agevolarne il processo di fusione insieme a d un pò di latte (mai non acqua). Va bene anche l’uso di “su frattacasu” (grattugia a mano), ma “no est su mattessi”. Quando il formaggio è squagliato, si toglie dal fuoco, gli si aggiunge la buccia di limone grattugiata, quindi se ne fanno delle “pallline” che si schiacciano in modo da farne dei dischetti che si mettono a raffreddare su un piano (magari di marmo). C’è chi nel tegamino insieme al formaggio ed al latte aggiunge un pochino di semola per dare più consistenza al formaggio fuso e potergli dare la forma più agevolmente, ma il sapore ne risente.
L’impasto va fatto esclusivamente con semola sarda e mai con farina, inoltre la sfoglia deve essere “trasparente”: deve essere solo il contenitore del formaggio fuso ed impedirne la fuoriuscita durante la frittura: quanto più fine è, quanto più prelibata viene considerata.
Quanto al miele, veniva fatto fondere a fuoco lento (con un “raggio di sole”, dicevano), e la sebada, una volta cotta, vi veniva rapidamente immersa e poi posta sul piatto.
Ne esiste anche una versione “a sa mandrona”: il formaggio non viene fatto squagliare e formato in dischetti ma tagliato in schegge o grattugiato, addizionato della buccia di limone e messo direttamente sulla sfoglia. Viene chiamato “a sa mandrona” per ovvi motivi, ma non sono pochi quello che preferiscono le sebadas fatte in questo modo.

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