
![]() Alghero vista dalla spiaggia |
![]() Bastioni di Alghero |
Suggestioni di una capricciosa domenica di primavera con note di armonia di estate tra i bastioni, lunga balaustra sulla quale si infrange la risacca...
Dubito che il nostro conterraneo Vincenzo Sulis, che suo malgrado pernottò qui, ad Alghero, abbia mai avuto voglia di rincorrere voli pindarici più o meno romantici durante il suo pernottamento nella sua “pensione” vista mare durato 22 anni: non il Vincenzo che veniva accusato da Alberto Fortisdi essere “troppo stupido per vivere”, né il Vincent che per due soldi vendeva i suoi sogni, i suoi girasoli e i suoi iris, che ora costano solo a pensarli, ma un altro Vincenzo che in quanto a straordinarietà non era secondo a nessuno.
![]() Torre Sulis |
La sua prigione fronte mare è la torre cinquecentesca dello Sperone, già “dell’ esperò Reial”, ribattezzata in onore di Vincenzo “Torre Sulis”: mi si para nella piazza mondana che ora porta il suo nome, maestosa e imponente di fronte all’immenso blu nel quale si incunea in lontananza Capo Caccia… a ristoranti, a bar e gelaterie brulicanti di tavolini, a una miriade di motorini, brusii, colori e odori che ti ubriacano, laddove via XX settembre incrocia quelle magnifiche balaustre sul mare quali sono i bastioni di Colombo e il lungomare Dante.
![]() Lungomare Dante |
Ma come si fa ad immaginare un tipo simile in pantofole per tutta la vita, senza scossoni , senza rischi….. e infatti il richiamo della foresta si fece sentire quando, a 40 anni, l’attracco a Cagliari della flotta francese e i conseguenti bombardamenti contro la sua città lo fecero imbracciare il fucile e riabbracciare la vita avventurosa e inquieta. La sua stella brillò più splendente che mai quando, sconfitti i francesi, il popolo lo acclamò: Cagliari era tutta ai suoi piedi. Ma l’astro si rilevò meteora: personaggio di primo piano anche nelle insurrezioni antipiemontesi che ebbero come evento principale la cacciata del viceré da Cagliari in quel famoso 28 aprile del 1794 (l’attuale “die de sa sardigna”), accusato successivamente di complotto, fu condannato e rinchiuso nella Torre dello Sperone.
Era l’anno di grazia 1799.
![]() Cattedrale Santa Maria |
![]() Vista dalla Torre Sulis |
Finalmente, nell’anno in cui morì Napoleone Bonaparte, in quel 1821 che tanto ci fa pensare al cinque maggio, a Manzoni e all’ardua sentenza dei posteri, Vincenzo Sulis potè vedere la città nella quale risultava residente, allorquando ottenne la grazia e riebbe la libertà. Ma è banale scrivere la parola fine a questo punto della storia: della vita di Vincenzo si può dire tutto, meno che sia stata prevedibile e scontata. E infatti l’avventura continua. Indomito, di nuovo sulla scena, fu accusato di aver partecipato a un’altra rivolta e rinchiuso ancora una volta in una torre, precisamente a La Maddalena nella fortezza di Guardia Vecchia (fosse campato 200 anni credo avrebbe fatto il tour delle torri di tutta la Sardegna!), dove soggiornò per altri nove mesi, e dalla quale uscì con l’imperativo di dover vivere in quell’isola per tutta la vita ( ma questa prescrizione non era poi tanto male!!!).
Della prigionia di Guardia Vecchia scrisse che era ”più barbara e più crudele di quella della Torre dello Sperone d'Alghero, poiché là ero con una trave di ferro con due anelli che tenevano strette e legate solo le gambe, ed in questa con una catena al collo ed ambe le mani che non si potevano neanche fare li usi necessari senza gran stento ..” Ebbene sì, tra le due rimpiangeva la Cayenna di Alghero!!!
![]() Lungomare Alghero |
Vincenzo Sulis, hai ammaliato anche me, che religiosamente sosto ad Alghero nella “tua” piazza, sotto la torre che da prigione è diventata il simbolo del tuo ricordo: non ho capito bene chi tu sia stato, se tu abbia davvero creduto e lottato per una Sardegna più libera e giusta o se lo facevi solo per un ancestrale e misterioso bisogno di combattere o di cercare guai. Sei stato comunque straordinario protagonista di una storia eccezionale: perché non ti sei mai piegato, non sei mai impazzito, non ti sei mai arreso, hai avuto una forza e un coraggio più potenti del tuo stesso destino e soprattutto hai sempre pagato, a caro prezzo, tutte le tue scelte.
Mi piacerebbe credere che tu sia stato l’ultimo vero nuragico.










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