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Prodotti tipici sardi alla conquista dell' Est Europa!

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Solitamente gli stati dell'Est Europa vengono visti come luoghi nei quali i nostri prodotti vengono imitati e poi inseriti sul mercato a prezzo più bassi rispetto agli originali. In realtà si tratta di un territorio molto vasto con una classe media emergente che spesso viene in vacanza in Sardegna e che dimostra di apprezzare i prodotti della tavola sarda. Anche per questo motivo oggi Cagliari e domani in Ogliastra, Confartigianato Sardegna e Ice-Istituto per il commercio estero organizzano degli incontri tra i buyer di nazioni come Polonia, Croazia e Ungheria e 20 produttori delle migliori eccellenze alimentari della Sardegna - tra pane, pasta, riso, formaggio, salumi, olio, bottarga, vino, birra, distillati, dolci e snack - , per un totale di 94 incontri business to business.

L'importanza delle esportazioni:

D'altronde le imprese artigiane attive nel settore agroalimentare sono più di 3.600 in rappresentanza del 10% dell'intero comparto artigiano, per le quali i mercati esteri stanno diventando uno sbocco sempre più importante, tanto che le esportazioni sono cresciute del 6,7% tra il 2015 e 2016.

I principali mercati di sbocco delle esportazioni agroalimentari sarde:

A primeggiare sono gli Stati Uniti, che comprano 115milioni di euro di prodotti sardi (in larga parte Pecorino Romano, ma non solo), quindi ben distanziate la Germania con 18 milioni, la Francia con 10 milioni, mentre la Cina brilla tra i mercati emergenti con esportazioni per un controvalore di 4,6 milioni di euro. E nell'est? Le sanzioni alla Russia hanno molto danneggiato le nostre esportazioni, ma ci sono altri mercati emergenti: in Polonia per esempio l'export italiano è cresciuto del 12,2% negli ultimi 12 mesi. 

Anche per questo motivo si sta pensando da tempo all'utilizzo di un marchio unico che identifichi le esportazioni di prodotti sardi.

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