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Musica, Arte e Cultura

A Samugheo Dario Vergassola e "La ballata delle acciughe"

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Il Comune di Samugheo e Lìberos, la comunità dei lettori sardi, presentano

DARIO VERGASSOLA e "La ballata delle acciughe" (Mondadori)
nel Museo Murats Museo dell'Arte Tessile, ore 19 con Giancarlo Biffi

Dario Vergassola, comico e cantautore italiano. Si avvicina al mondo dello spettacolo partecipando a “Professione Comico”, manifestazione diretta da Giorgio Gaber, nella quale ottiene sia il premio del pubblico che quello della critica. Nel 1992 vince il Festival di Sanscemo con la canzone “Mario (Marta)”, e lo stesso anno pubblica l’album “Manovale”. Inizia a girare per l’Italia con spettacoli teatrali. Nel 1996 è coautore ed interprete dello spettacolo “Tenera è la notte”, in onda su Rai 2, e l’anno successivo partecipa al film tv "Dio vede e provvede" di Enrico Oldoini. A partire dal 1997 diventa ospite frequente del “Maurizio Costanzo Show”, e partecipa, come coautore, alla trasmissione "Facciamo Cabaret" e come ospite a "Mai dire gol" e a "Quelli che il calcio". Nel 1999 esce l’album "Lunga vita ai pelandroni". Nel 2002 esce e diventa subito un successo editoriale "Me la darebbe?", raccolta delle celebri e scabrose interviste realizzate nella trasmissione televisiva “Zelig”. Nel 2003 è fra i protagonisti della serie tv “Carabinieri” e conduce con Federica Panicucci la trasmissione Bulldozer. Sempre nello stesso anno esce anche il suo libro "Me la darebbe? - Vol II". Nel 2005 e nel 2006 si presenta al fianco di Serena Dandini nella conduzione della trasmissione di Rai 3 "Parla con me in onda" la domenica in seconda serata. Oltre a condurre e intervenire a molti programmi radiofonici, non trascura il cinema, partecipando in veste di protagonista a "L’anima" di Enrico di Stefano Saveriano, a "Nuda proprietà vendesi" di Enrico Oldoini e ad “Affetti smarriti” di Luca Manfredi, oltre che a "Il mattino ha l’oro in bocca". Pubblica rubriche ed articoli per diversi giornali e magazine tra cui: “Max”, “Left” e “Il Venerdì”.


LA BALLATA DELLE ACCIUGHE
Dario Vergassola racconta una stona divertente e malinconica ambientata nella provincia italiana a lui tanto cara. Le vicende hanno luogo nella periferia di La Spezia al bar Pavone, i cui frequentatori "nulla hanno da invidiare al bar di Guerre Stellari" e creano un microcosmo dove si riflettono tutti i pregi e i difetti dell'umanità. Popola il racconto una giostra di personaggi strani, buffi, a volte ridicoli ma anche molto realistici, pieni di paure, piccole e grandi manie, problemi quotidiani ed esistenziali. Come Lucio e Albe, due cassaintegrati che giocano la stessa partita a biliardo da anni senza mai arrivare a una fine, barando di continuo sul punteggio per far durare la partita in eterno; Giulianone che racconta di essere stato rapito dagli Ufo; Gigi il barista, detto anche Gigipidia perché sa non quasi tutto ma proprio tutto; l'ipocondriaco Ansia, detto anche Malattie Imbarazzanti; i tre fratelli Chiappa, orchi buoni che sfruttano i loro muscoli facendo i traslocatori sulle colline dietro le Cinque Terre. E infine Gino, impiegato statale con moglie e figli, protagonista di un avventuroso viaggio che lo porta da La Spezia fino in America, mentre gli amici dal bar seguono e commentano in diretta le sue rocambolesche avventure.

Evento realizzato con il contributo di Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, Assessorato del turismo, artigianato e commercio, Banca di Sassari, Comune di Samugheo e in collaborazione con la libreria MieleAmaro di Nuoro, con Mondadori, Sardex e Local Pass

Media partner: Tiscali

Un piatto per Gramsci a Baradili

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Sabato 1 Novembre a Baradili alle ore 17,30 presso la sala Consiliare verrà presentata la mostra Un Piatto per Gramsci. Al termine presso la sala dell’ex Monte Granatico verrà inaugurata la mostra che rimarrà aperta sino al 30 di Novembre.

Questo il sito ancora in prova e aggiornamento che parla dell’evento con le foto degli artisti partecipanti http://provegpl.altervista.org/
Segreteria Organizzativa: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 3493946245

IL PERCHE’ DELLA MOSTRA
Il 31 Ottobre molti nostri amici, genitori di americanizzati figli, agghindano in modo improbabile i propri virgulti affinchè possano tediare i vicini di casa con Dolcetto-scherzetto. In Sardegna a fine ottobre non avevamo bisogno di Halloween, avevamo già il nostro bel da fare.

Per questo dopo una chiacchierata con Gigi Meli, ispiratore dell’Iniziativa, come Biblioteca Gramsciana abbiamo voluto fare un’iniziativa che ispirata a Gramsci riscopra le nostra tradizioni.
“Si può dire che finora il folclore sia stato studiato prevalentemente come elemento pittoresco[…]. Occorrerebbe studiarlo invece come «concezione del mondo e della vita», implicita in grande misura, di determinati strati (determinati nel tempo e nello spazio) della società, in contrapposizione (anch’essa per lo più implicita, meccanica, oggettiva) con le concezioni del mondo «ufficiali» (o in senso più largo delle parti colte della società storicamente determinate) che si sono successe nello sviluppo storico.” Antonio Gramsci

LA TRADIZIONE
Il 1 novembre i bambini di alcuni paesi della Sardegna vanno casa per casa, con un sacco in mano, a cercare offerte. Bussano alle porte e a chi apre strillano: “A is animas de su Prugadoriu!”. Ricevono in cambio pabassini, mandarini, melagrane, qualche caramella o cioccolatino. Ai tempi di mia mamma, i pabassini si ricevevano solo nelle case ricche. Tutti gli altri davano frutta, ma anche soltanto ceci e fagioli. Oppure i dolci dei poveri, ziddiãsa e pãi manna. Altri tempi.

Le radici di questo che per noi era un gioco e un bel modo per mangiare dolci affondano nel culto dei morti, e in particolare nel culto delle anime del purgatorio, così radicato in Sardegna. Di quella preoccupazione particolare che si dedica ai propri cari, sperando che non si trovino in quel luogo di mezzo ad espiare piccole colpe che li allontanano dal paradiso, o che ci stiano il meno possibile.

Nel giorno dei morti, questa preoccupazione si lega in maniera stretta al cibo, e diventa una vera e propria raccolta del cibo per le anime di chi mai lo mangerà. In alcuni paesi si usava cucinare una cena intera e lasciare la tavola imbandita “per le anime”. In alcuni paesi, la sera del 1 novembre, vigilia del giorno dei morti, il ricco del paese cucinava della pasta per tutti i poveri. Il primo a riceverne un piatto era il più povero di tutti, al quale lui la portava personalmente. Poi veniva il turno di tutti gli altri. Dopo la cena, il sacrestano della parrocchia si vestiva completamente di bianco e prendeva con se una campanella e uno spiedo, di quelli per arrostire nei giorni di festa. Diventava la famigerata Maria Puntaoru (letteralmente, Maria Spiedo). Maria Puntaoru era una donna molto brutta e perennemente affamata. Talmente affamata da essere morta di fame sognando un piattone di spaghetti, de marraccoisi longusu. Il sagrestano così vestito girava tutto il paese, casa per casa o quasi. Non suonava i campanelli, o meglio, non batteva i battenti, ma lasciava ciondolare la sua campanella. Alla gente che gli apriva chiedeva – sotto la minaccia dello spiedo – cibo per le anime. Se qualcuno rifiutava, lo spiedo serviva ad aprirne lo stomaco avido per sfilarne uno ad uno gli spaghetti ingurgitati a cena. A mezzogiorno del primo novembre, poi, il campanaro iniziava ad assecchiai in acuni paesi si diceva a doppiai – a suonare le campane a morto – e le suonava, aiutato da tanti ragazzini e uomini, fino al mezzogiorno del 2 novembre. Nel frattempo, tutto il paese andava al campanile a portare da mangiare e da bere ai campanari, e a mangiare con loro. La gente andava a messa – la prima messa, la seconda subito dopo e poi la messa cantata, sotto le campane che suonavano. Sempre meno bambini sanno che per un giorno intero sarebbero autorizzati a chiedere dolci a chiunque. Ma una cosa rimane, a spaventare i bambini. La sera del 1 novembre c’è ancora da stare attenti a cosa si mangia. Mai e poi mai si deve mangiare la pasta lunga. Perchè Maria Puntaoru è sempre in agguato.

X-Factor 8: Al primo live passano sia Madh che Mario

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X-Factor 8: Sono stati record gli ascolti per la prima puntata live di X-Factor 8, in onda ogni giovedì sera su Sky 1 e Sky On Demand con 1 milione e 140 mila spettatori, miglior debutto di sempre. Con record ripetutto sia nei dati del televoto - 1,8 milioni i voti arrivati all’X Factor Arena attraverso le 6 piattaforme disponibili, una crescita del 36% rispetto alla scorsa edizione - che  sui social, in particolar modo su Twitter. E per i due sardi in gara è andata alla grande, con Madh che si conferma nato per dividere e Mario che dimostra una volta di più quanto cristallino sia il suo talento.

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Antas, l’arte di Pinuccio Sciola al centro dell’ultima uscita

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DISPONIBILE IL TERZO NUMERO DI ANTAS,
RIVISTA DI MUSICA E CULTURA SARDA

L’arte di Pinuccio Sciola al centro dell’ultima uscita
della rivista di musica e cultura sarda targata PTM Editrice

È stato dato alle stampe il terzo numero di ANTAS, rivista di musica e cultura sarda diretta da Pierpaolo Fadda e pubblicata dalla PTM Editrice di Mogoro di Claudio Pia con la supervisione artistica di Simone Riggio.

In copertina Pinuccio Sciola, straordinario artista di San Sperate al quale ANTAS dedica due servizi firmati da Alessandra Ghiani e Fabio Forma, protagonisti di due giornate ricche di emozioni e suggestioni a stretto contatto con il “suonatore di pietre”.  

In evidenza anche la seconda parte dell’intervista esclusiva ad Alessandro Madesani Deledda, unico nipote vivente della scrittrice insignita del Premio Nobel Grazia Deledda, che conclude il suo viaggio sul filo dei ricordi soffermandosi sul commovente ritorno della salma della nonna a Nuoro.

Nella rubrica Donne di Sardegna un interessante approfondimento su Anna Cabras Brundo, scultrice cagliaritana allieva di Francesco Ciusa e un omaggio all’indimenticabile Maria Carta nel ventennale della morte, con la cronaca della recente edizione del Premio a lei intitolato nel suo paese natale, Siligo. Ancora note dall’Isola con Maria Luisa Congiu ritratta dall’amico Giuliano Marongiu, mentre per il filone letterario spazio a Vanessa Roggeri, giovane scrittrice che continua a cavalcare l’onda del successo del suo romanzo d’esordio, Il cuore selvatico del ginepro.

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Cagliari Capitale Europea della Cultura 2019? segui la diretta!

Venerdì 17, al termine dei lavori della Giuria di selezione, il presidente Steve Green comunicherà al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, quale delle sei candidate italiane (Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna, Siena) sarà raccomandata all’Unione europea per essere designata capitale europea della cultura per il 2019.

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