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SardegnaArticoliMusica, Arte e CulturaIl carasau entra nel dizionario Zanichelli

Il carasau entra nel dizionario Zanichelli

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Carasau: (dal sardo carasare ‘tostare’, perché dopo la cottura si ripassa nel forno) tipo di pane sardo a forma di disco molto sottile e croccante, adatto a essere conservato a lungo

Proprio così la parola Carasu entra ufficalmente nella lingua italiana grazie al dizionario Zanichelli che l'ha inclusa tra le 145mila voci dell'edizione del 2018, occasione per la quale domani - mercoledì 8 novembre 2017 - si terrà un incontro con gli studenti al liceo Dettori di Cagliari, con la partecipazione del linguista e critico letterario Massimo Arcangeli, dell'università di Cagliari e della sociolinguista Vera Gheno, dell'università di Firenze. 

E così tra i nuovi termini che entrano nel vocabolario, a dimostrazione di come la lingua sia una materia estremamente viva, sempre pronta ad accogliere nuovi influssi e significati, accanto al più moderno "dronista" (pilota di droni) entra anche la più tradizionale "Carasau", il pane tipico della Sardegna, ma non diciamo agli italiani che si può dirsi anche carasatu, carasadu o crasau o gli vien mal di testa.

Na parlaLa Nuova Sardegna di oggi nel quale si segnala anche come l'intervista al linguista Massimo Arcangeli, che spiega come secondo i calcoli del linguista Tullio De Mauro, ognuno di noi conosce almeno 4 mila e 500 lemmi utili per raccontarci il 95% delle cose che abiamo da dirci. 2 mila parole fanno parte del così detto “lessico fondamentale” della nostra lingua, mentre altre 2.500 parole “di alto uso” sono comunque comprensibili anche a chi è poco istruito. Certo, se poi vogliamo essere più precisi, allora la dotazione di un parlante molto colto può rasentare le 50.000 parole, inclusi vocaboli e termini ormai caduti nell'oblio, ma che mantengono spesso una carica e una suggestione poetica per molti di noi imprescindibile.

 

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