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Domus de Janas Il nome popolare significa letteralmente "case delle fate" ma in realtà esse sono delle tombe scavate nella roccia dalle popolazioni che vissero in Sardegna nel Neolitico, prime fra tutte quelle della cosiddetta "cultura di Ozieri", che fiorisce nel periodo compreso fra il 4000 e il 3000 a.C.
Sono on-line le nuove magnifiche foto del concorso Febbraio 2012 Vota e partecipa anche tu!
Carnevale 2012 in Sardegna: tutti gli appuntamenti segnalati su Paradisola.it ordinati per località costantemente aggiornati..
Un anno nell'oasi: Workshop di di fotografia naturalistica a cura di Alessandro Spiga e Giovanni Paulis.
Il 16 e il 17 gennaio in tantissimi paesi della Sardegna si celebra una delle feste più antiche dell’Isola, Sant’Antonio Abate.
La leggenda narra che Sant’Antonio, rubò dagli inferi una scintilla e la donò alla terra, attraversata da temperature glaciali, portando luce e calore.
Una settimana prima viene raccolta la legna che verrà bruciata nel falò (Su Fogarone), benedetto dal parroco del paese.
L'appuntamento segna l’inizio del carnevale in Sardegna, la prima uscita delle maschere tradizionali che ballano, cantano e si riscaldano con un buon bicchiere di vino, mangiando dolci tipici preparati in onore del Santo, intorno ai fuochi che bruceranno tutta la notte.
La tradizione vuole che tutto il paese compia tre giri in senso orario e tre in senso antiorario intorno al fuoco per sciogliere un voto o per chiedere una grazia.
On-line le foto di: Ottana - Mamoiada - Siurgus Donigala
I fuochi prendono diversi nomi in base alla località e al tipo di legna scelta, ad esempio in alcuni paesi dell’Oristanese viene chiamato “Sas Tuvas”, perché vengono usati dei tronchi cavi, privati dei rami, dove al loro posto verranno messe delle fronde di alloro, e il fuoco verrà acceso dall’interno regalando uno spettacolo unico;
Ultimo aggiornamento Domenica 22 Gennaio 2012 01:13

La Sardegna, collocata nel centro del Mar Mediterraneo, coi suoi circa 1800 chilometri di coste rappresenta, per la posizione geografica e per la sua storia, una delle destinazioni più ambite di tutta Europa.
Secondo la leggenda Dio la formò con il suo piede dandole l’impronta di un sandalo, da qui i nomi Ichnusa e Sandalyon attribuitigli da Greci e Fenici.
Il mare di questa grande isola mediterranea è tra i più belli e trasparenti che si possano vedere al mondo.
La Sardegna rispetto a tante altre aree d’Italia e d’Europa ha due vantaggi decisivi: un clima mite tutto l’anno ed un ambiente naturale, fra i più belli del Mediterraneo, ancora in gran parte incontaminato.
La Sardegna giustamente conosciuta per il mare, le sue coste sono ricche di insenature spiagge e angoli pittoreschi, sfortunatamente in pochi conoscono le sue zone interne, che forse rappresentano l’anima più genuina della Sardegna, un paesaggio montuoso spesso di una bellezza aspra e selvaggia che conserva intatto il fascino primitivo dell’isola per secoli “dimenticata”.
Le origini remotissime della Sardegna hanno superato la testimonianza storica ed affondano nella leggenda, così come avvolti nella leggenda sono i primi abitatori e le prime costruzioni, i nuraghi, considerati l’espressione architettonica della preistoria mediterranea.
Nota la grande e spontanea ospitalità dei sardi che, come tutti gli isolani, hanno sempre sete di contatti con il mondo esterno.
La flora: inconfondibili sono i profumi della macchia mediterranea che caratterizza quasi tutto il paesaggio sardo, ben distinti sono i sentori del mirto, del corbezzolo, del rosmarino e del ginepro selvatico.
Interessante é anche la fauna presente in Sardegna con il cervo sardo, il muflone, il cinghiale, l’aquila reale, l’avvoltoio grifone, i fenicotteri. Celebre, ma ormai scomparsa, é la foca monaca localizzata in passato nelle grotte marine della costa orientale.
Chi avrà fatto la scelta di visitarla non solo scoprirà di aver conosciuto uno dei luoghi più belli e originali, ma ricorderà certamente a lungo l'esperienza di una vacanza in una Sardegna che si offre al suo visitatore anche dal punto di vista gastronomico e artigianale, con i tanti piatti della cucina dei pastori o del mare e gli artistici manufatti come tappeti, cestini, ceramiche ed oggetti in filigrana d'oro.
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